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Racconti sulla pelle
Tatuaggi: dei simboli e delle storie #2














 

Testo e copertina:

Stephen G. Gilbert
Tattoo History:
A Source Book

Antropologi a confronto: superstizione o make-up?

Sir Joseph Banks - un curioso avventuriero di buona famiglia che dopo avere abbandonato gli studi a Eton e Oxford viaggiò come naturalista insieme all'equipaggio di James Cook - fu il primo europeo a interrogarsi sulle motivazioni alla base della pratica del tatuaggio tra i nativi della Polinesia. Durante la sua visita a Tahiti del 1769, scrisse:

"È difficile dire cosa possa indurre a sopportare di propria volontà tali e tante sofferenze: nessun indigeno (per quanto ne abbia interrogati a centinaia) me ne ha dato la benché minima spiegazione; forse alla base di questa pratica vi è la superstizione. Nient'altro - a mio parere - potrebbe costituire una causa sufficiente per una pratica tanto assurda."

Il famoso antropologo tedesco Wilhelm Joest - più d'un secolo dopo - si dichiarò in disaccordo con Banks: i tatuaggi a suo parere non erano motivati dalla superstizione, ma dalla vanità. Nel 1887 venne pubblicato il suo Tätowiren, Narbenzeichnen und Körperbemalen: Ein Beitrag zur vergleichende Ethnologie ("Tatuaggio, scarificazione e bodypainting: un contributo all'etnologia comparativa"). Nell'introduzione Joest informa i lettori di avere compiuto ricerche di prima mano sui tatuaggi degli indigeni in America, Asia, Indonesia e Africa. E alla base di tutto vi sarebbe il desiderio elementare del cosiddetto "uomo naturale" di decorare il proprio corpo:

"In tutte le isole che ho visitato non ho trovato alcuna prova che sostenga l'asserzione in base alla quale il tatuaggio avrebbe un qualsiasi significato religioso. È vero che il tatuaggio è associato ovunque a cerimonie intese ad assicurare la buona riuscita di questa dolorosa operazione. A un'osservazione più attenta ho però scoperto che il tatuaggio non ha alcuna motivazione religiosa, ma è piuttosto correlato all'intima associazione dei sessi. È quindi evidente che la motivazione primaria è l'adornamento personale. L'idea che qualcuno dovrebbe sottoporsi a un'operazione dolorosa per il bene di un dio è del tutto incongrua con l'atteggiamento generale dei nativi, che si aspettano dai propri dèi solo benefici e, quando possibile, il sollievo dal dolore".