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Racconti sulla pelle
Tatuaggi: dei simboli e delle storie





di Fabio Paracchini









Una moda, ma anche qualcosa di più. Il tatuaggio ha migliaia di storie da raccontare. Le può raccontare per immagini, con le proprie forme e le proprie simbologie, ma anche con le parole. In queste pagine diamo la voce ad alcuni antropologi e storici - comunque studiosi del tatuaggio - che ci portano dalle prigioni sovietiche alle isole da sogno del Pacifico, dalla Tokyo del dopoguerra alle corti del primo Novecento europeo. Storie di tatuaggi, racconti sulla pelle: tutti ascoltati in rete.

Testo e immagini da
Russian Prison Tattoos
(momentaneamente non raggiungibile)

L'alfabeto dei tatuaggi carcerari russi

Non si sa quando il tatuaggio divenne una pratica comune nelle prigioni russe e nei gulag stalinisti. I ricercatori sovietici scoprirono e studiarono per la prima volta questa attivitÓ sotterranea negli anni Venti; fotografie di prigionieri di quel periodo suggeriscono una sottocultura giÓ elaborata e decisamente sviluppata. Pi¨ che semplici decorazioni, le immagini raccontano per simboli la storia di chi le porta e ne denunciano il grado nel complesso sistema sociale dei detenuti. La popolazione carceraria russa Ŕ una delle pi¨ numerose al mondo. Dalla metÓ degli anni Sessanta agli anni Ottanta trentacinque milioni di persone vennero incarcerate, e venticinque milioni di questi detenuti si fecero tatuare. I tatuaggi comunicano il disprezzo dei carcerati per la giustizia ufficiale; si tratta di frasi e immagini che si prendono direttamente gioco del sistema politico e denunciano l'impossibilitÓ di una 'riabilitazione' carceraria. "Per un detenuto la prigione Ŕ l'universitÓ del crimine", dice una di queste frasi. Le detenute appartenenti alle gang preferiscono spesso una dichiarazione pi¨ semplice: "Gli uomini sono animali selvaggi'."

Alcuni esempi di tatuaggi carcerari russi:

  • Ogni punta di una stella tatuata rappresenta un anno passato in carcere.
  • Una corona di filo spinato tatuata sulla fronte simboleggia una condanna all'ergastolo, senza possibilitÓ di libertÓ vigilata.
  • Tre teschi sull'anulare simboleggiano gli omicidi compiuti dal detenuto.
  • Una croce pu˛ indicare una predisposizione per il bondage, la subordinazione o il masochismo. Alcuni tatuaggi vengono imposti con la forza, come avvisi o punizioni. I violentatori, per esempio, vengono spesso marchiati con una spada tra le scapole e sul collo.

La scritta sul braccio dice:
"Non mi importa delle leggi sovietiche, le sole regole che seguo sono quelle che mi faccio da solo. Molti di quelli che stanno qui non hanno un destino, ma io non sono come loro."