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Transantartica
"l'esile confine che divide il successo dal fallimento"

di Cristina Meneguzzo















Il 1 agosto del 1914 una nave si prepara a salpare dall'Inghilterra diretta verso l'Antartide. Il 3 agosto il Regno Unito dichiara lo stato di mobilitazione generale: è la vigilia della Prima guerra mondiale. Il comandante sospende le operazioni e con un telegramma offre la propria nave al servizio della marina inglese. La risposta firmata da Winston Churchill contiene soltanto un'esortazione: "Proceed".
L'8 agosto l'Endurance, con alla guida Sir Ernest Henry Shackleton, lascia il porto di Plymouth per Buenos Aires, da dove riparte verso l'isola di South Georgia.


Ernest Henry Shacktelton

La nave Endurance, utilizzata da Shackelton per la spedizione.

Un sito molto ricco di informazioni sul Polo Sud è Antarktikòs (in italiano), che rende conto dei vari tentativi di esplorazione della regione dall'antichità all'età contemporanea, compresi i progetti attuali, come il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide. Il sito contiene anche pagine dedicate a Amundsen e Scott.

A Shackelton sono dedicate pagine ricche di immagini.

 

Tre anni prima Amundsen aveva raggiunto il Polo Sud, sottraendo la palma della vittoria al capitano Scott. Cosa rimaneva dunque? L'attraversata del continente antartico: 1800 chilometri di ghiacci. Un'eplorazione scientifica di ampio respiro con indagini meteorologiche e geologiche, osservazioni sul magnetismo terrestre, la formazione dei ghiacci e la fauna antartica. Per Shackleton, soprattutto, che nel 1911 si era fermato a 97 miglia dal Polo, un'impresa mai tentata, un sogno di gloria.

Quando Shackleton arriva all'isola di South Georgia i balenieri lo avvertono: quell'anno il freddo, quello vero, è arrivato presto. Ma Shackleton è convinto di potersi spingere fino alla Ultima Thule del gruppo delle South Sandwich, da lì puntare verso il 15° meridiano e poi a sud.


Il 5 dicembre la Endurance lascia l'isola dei balenieri, ma i primi banchi di ghiaccio fanno subito la loro apparizione. Un mese dopo il bilancio del viaggio è già fallimentare: poche miglia percorse con difficoltà in direzione sud, il morale dell'equipaggio a terra.
Il 22 febbraio Shackleton annota sul diario di bordo:

"Ora non ho più dubbi: l'Endurance è confinata qui [tra il 77° parallelo e il 35 meridiano ovest] per il resto dell'inverno… Le foche stanno scomparendo e anche gli uccelli ci lasciano".

La sua nave in realtà si muove, ma è intrappolata nei ghiacci che fluttuano alla deriva spinti dalle correnti. L'Endurance è ridotta a quartiere d'inverno, soprannominato "Ritz".

Per ingannare il tempo si organizzano partite di calcio e di hockey, gare per le squadre di cani da slitta. Chi vince porta "a casa" tavolette di cioccolato e sigarette. Ben presto però gli uomini si accorgono dei rischi. Le orche, a caccia di foche, vedono le sagome delle loro prede attraverso le zone sottili del ghiaccio. A colpo sicuro sfondano la parete e le catturano. Per le orche una partita a calcio vale un invito a pranzo.

Passano giorni interminabili.
Circa 8 mesi dopo, il 27 ottobre, l'Endurance, soffocata dal ghiaccio, non è più agibile. Si inabisserà nel Mare di Weddell il 21 novembre, dopo aver descritto un ampio semicerchio.
Il nuovo obiettivo di Shackleton è raggiungere terra con tutti i 27 membri dell'equipaggio.
Le scialuppe (la James Caird, la Dudley Docker e la Stancomb Wills), le slitte e i viveri rimasti diventano appannaggio dell'"Ocean Camp" allestito sull'enorme banco di ghiaccio che li tiene prigionieri. Il 20 dicembre gli uomini smontano il campo. I ghiacci si sfaldano.