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Ernest
Henry Shacktelton

La
nave Endurance, utilizzata da Shackelton per la spedizione.
Un
sito molto ricco di informazioni sul Polo Sud è Antarktikòs
(in italiano), che rende conto dei vari tentativi di esplorazione
della regione dall'antichità all'età contemporanea,
compresi i progetti attuali, come il Programma Nazionale di Ricerche
in Antartide.
Il sito contiene anche pagine dedicate a Amundsen e Scott.

A
Shackelton sono dedicate pagine
ricche di immagini.

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Tre anni prima
Amundsen aveva raggiunto il Polo Sud, sottraendo la palma della
vittoria al capitano Scott. Cosa rimaneva dunque? L'attraversata
del continente antartico: 1800 chilometri di ghiacci. Un'eplorazione
scientifica di ampio respiro con indagini meteorologiche e geologiche,
osservazioni sul magnetismo terrestre, la formazione dei ghiacci
e la fauna antartica. Per Shackleton, soprattutto, che nel 1911
si era fermato a 97 miglia dal Polo, un'impresa mai tentata, un
sogno di gloria.
Quando Shackleton arriva all'isola di South Georgia i balenieri
lo avvertono: quell'anno il freddo, quello vero, è arrivato
presto. Ma Shackleton è convinto di potersi spingere fino
alla Ultima Thule del gruppo delle South Sandwich, da lì
puntare verso il 15° meridiano e poi a sud.

Il 5 dicembre la Endurance lascia l'isola dei balenieri, ma i
primi banchi di ghiaccio fanno subito la loro apparizione. Un
mese dopo il bilancio del viaggio è già fallimentare:
poche miglia percorse con difficoltà in direzione sud,
il morale dell'equipaggio a terra.
Il 22 febbraio Shackleton annota sul diario di bordo:
"Ora
non ho più dubbi: l'Endurance è confinata qui
[tra il 77° parallelo e il 35
meridiano ovest] per il resto dell'inverno
Le
foche stanno scomparendo e anche gli uccelli ci lasciano".
La
sua nave in realtà si muove, ma è intrappolata nei
ghiacci che fluttuano alla deriva spinti dalle correnti. L'Endurance
è ridotta a quartiere d'inverno, soprannominato "Ritz".
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