La storia di Tristan da Cunha
Le notizie che seguono sono riprese dagli Annali di Arnaldo Faustini:
in pochi casi si sono corretti minori errori di datazione.
La
storia di Tristan da Cunha inizia nel 1506. In quell'anno, lo stesso
in cui a Valladolid Cristoforo Colombo moriva solo e dimenticato,
Tristão da Cunha, navigatore portoghese nato nel 1460 e morto
presumibilmente nel 1540, veleggiava nel mezzo dell'Atlantico meridionale,
in acque tutt'altro che sicure.
Tristão era uno dei capitani al seguito di Alfonso de Albuquerque,
primo viceré delle Indie portoghesi, che stava viaggiando da Lisbona
all'India accompagnato da una flotta di tredici velieri.
In procinto di doppiare il Capo di Buona Speranza, la spedizione
fu dispersa da un violento temporale che spinse il vascello del capitano
verso acque allora inesplorate. Alla latitudine di 37° 03' sud e alla
longitudine di 12° 18', si imbatté in un'isola di origine vulcanica
quasi perfettamente circolare. Pur non potendo sbarcare per le avverse
condizioni meteorologiche, Tristão
ne prese possesso
battezzandola con il proprio nome. Ritornò poi verso il Mozambico
dove si sarebbe rincontrato con i suoi compagni di viaggio che lo
attendevano dalla fine di agosto.
L'isola
si trova a 1511 miglia a ovest di Cape Town, a 2123 miglia a est di
Montevideo e a 1350 miglia a sud di Sant'Elena: dunque più o meno
nel mezzo dell'oceano Atlantico meridionale. Ha un diametro di circa
11 km, una superficie di 98 kmq quasi totalmente occupati dalle pendici
di un vulcano alto poco più di 2000 metri, la cui cima è spesso nascosta
da un anello di nuvole. Sul lato nord occidentale si trova la più
grande zona pianeggiante dell'isola: una piattaforma lavica di circa
5 km di lunghezza, larga al massimo poco più di uno. Questa è l'unica
area abitabile.
Tristan
è la maggiore di quattro isole che ne formano l'arcipelago. Delle
altre, due si trovano a poca distanza: Inaccessible si trova
a 20 miglia a ovest-sudovest di Tristan; Nightingale è situata
a 12 miglia a sudest di Inaccessible e a 20 miglia sud-sudovest di
Tristan. Invece ben 230 miglia più a sud si trova l'isola di Gough.
Il
primo sbarco di cui si ha notizia risale al 1520, quando Ruy Vaz
Pereira, portoghese, capitano della nave Lás Rafael, vi mise piede
per rifornirsi d'acqua, ma l'isola rimase del tutto inesplorata fino
al XVII secolo.
Il 17 febbraio 1643 alcuni membri dell'equipaggio della nave olandese
Heemstede vi sbarcarono, lasciando a testimonianza una tavoletta con
un'iscrizione. Di poco posteriori sono i primi tentativi di esplorazione
dell'isola.
Per la sua straordinaria collocazione, essa si prestava ad essere
un buon punto di rifornimento per le navi che, spinte verso le coste
brasiliane dagli Alisei, da nord scendevano verso il sud Atlantico
per incontrare a quelle latitudini forti venti occidentali. Questi
le avrebbero spinte velocemente ad est verso le Indie, una volta doppiato
il Capo di Buona Speranza.
Furono
principalmente inglesi e olandesi a contendersi con maggiore determinazione
l'isola nella seconda metà del XVII secolo. Gli anglosassoni, già
presenti a Sant'Elena, tentarono per primi di stabilire un insediamento
nel 1684. In quell'anno la British East India Company chiese al Governatore
di Sant'Elena di mandare a Tristan il vascello The Tonkin Merhcant
agli ordini del Capitano Knox. La Compagnia, mostrando la propria
determinazione nel raggiungere lo scopo, pregò il Governatore perché
imbarcasse anche un intelligent man con l'incarico di diventare
il governatore dell'isola per uno stipendio annuale di 30 sterline,
5 soldati per uno stipendio di 14 scellini al mese, e quattro o cinque
schiavi con le loro mogli. Essi dovevano essere poi dotati di sementi,
piante, e di animali come pecore e maiali.
Knox
partì, e il 18 giugno sbarcò con una lancia sull'isola. Mentre il
capitano era là, il suo secondo e l'equipaggio si ammutinarono, abbandonandolo
proditoriamente al suo destino. Di lui e del vascello non si seppe
più nulla.

Tristan
da Cunha a quell'epoca era una terra abitata da folle di pinguini
che vivevano in numerosissime colonie sulle spiagge, da foche e leoni
marini in grande quantità, dagli albatri che nidificano sulle pendici
del vulcano tra la bassa vegetazione. Dalla costa doveva essere possibile
avvistare le balene nuotare al largo.
Poco
dopo l'avventura di Knox, toccò agli olandesi tentare di stabilire
un insediamento sull'isola. Con minor pragmatismo e decisione dei
rivali inglesi, la Netherlands East India Company pensò opportuno
organizzare una spedizione di esplorazione affidata alla guida del
capitano Willelm Vlanning. Scopo del viaggio era conoscere
e valutare le risorse presenti sull'isola: acqua, piante, animali,
pesci, combustibile, minerali.
Tra il 12 e il 19 agosto 1696, alla guida di tre vascelli, Vlanning
navigò intorno alle isole dell'arcipelago, riuscendo a sbarcare brevemente
su una di esse, senza lasciare tracce e sostanzialmente fallendo la
sua missione.
Per
i sessant'anni successivi non sono registrati eventi di rilievo. Nel
1760, il capitano inglese Gamaliel Nigthingale esplora l'isola
fino ad allora chiamata Broken
Island e la chiama con il proprio nome. In questo periodo l'arcipelago
diventa la residenza temporanea di cacciatori di foche e di balene,
postazione avanzata nelle zone
di
caccia per macellare gli animali ed estrarre lo spermaceti dai capodogli.
Alla
fine del secolo XVIII il governo inglese manifestò nuovamente il proprio
interesse militare e commerciale per l'isola. A cavallo tra il dicembre
1792 e il gennaio 1793, le navi da guerra Lion e Hindustan, con a
bordo Lord MacCartney, ambasciatore inglese in viaggio per
la sua destinazione in Cina, sostarono a Tristan. Sir Gorge Stanton,
segretario del lord e storico del viaggio cui non faceva certo difetto
l'intuizione per gli affari vantaggiosi e per la strategia militare,
annotò che l'isola, allora disabitata, ben si prestava a diventare
luogo di scambio tra i prodotti adatti ai climi caldi provenienti
dall'India e l'argento delle colonie spagnole del Sud America dove
i primi potevano essere commerciati con profitto. Inoltre, in tempo
di guerra, l'isola poteva essere utilizzata come posto di incontro
tra le navi provenienti dall'Inghilterra e quelle che giungevano dall'India
e dalla Cina, dato che distava solo 50 leghe dalla rotta normalmente
seguita per le colonie.
Una tempesta di vento costrinse la flotta a levare le ancore, impedendo
agli ufficiali inglesi di sbarcare per più approfondite valutazioni.
E dunque anche per quella volta non se ne fece nulla.