SOMMARIO

Introduzione

1. Arnaldo Faustini e gli Annali di Tristan de Cunha

2. La storia

4. Intervista a Brian Baldwin

5. Tristan da Cunha, isola leggendaria


Fantastica Tristan

Tristan da Cunha e il governatore William Glass sono il perno attorno al quale ruota anche un formidabile stratagemma narrativo che mette in collegamento le opere di due dei più straordinari autori del fantastico ottocentesco: Edgar Allan Poe e Jules Verne.

Tutto inizia con Edgar Allan Poe (1809-1849) che pubblica nel 1838 The narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket. Nel romanzo Artur Gordon Pym narra in prima persona il suo viaggio verso il Polo Sud con l'amico Dirk Peters. I due, dopo una rocambolesca serie di avventure, giungono a Tristan a bordo del brigantino Jane che li ha trovati naufraghi sulla chiglia della loro nave rovesciata dalla tempesta. A Tristan la Jane si ferma per rifornirsi di viveri e acqua. I due incontrano il governatore Glass e conversano con lui. Poe dà una descrizione molto precisa e veritiera dell'isola, esagerando tuttavia il benessere dei suoi abitanti.

Partiti da Tristan, Pym e Peters viaggiano verso il Polo. Ne seguono incontri e avventure straordinarie, fino all'incontro con una "figura umana dal volto velato, di proporzioni assai più grandi che ogni altro abitante della terra. E il colore della sua pelle era il bianco perfetto della neve". Con queste parole si chiude la relazione di Pym. Ad esse, Poe fa seguire con un perfetto artificio letterario una nota nella quale racconta della morte di Pym una volta rientrato per vie misteriose in America, e della sorte del suo compagno.


La Tristan di Jules Verne


Jules Verne nacque a Nantes nel 1828. Gordon Pym di Poe venne tradotto in francese da Baudelaire nel 1858. Il giovane Jules ne rimane impressionato. Qualche anno più tardi, nel 1864, Verne pubblicò Edgar Poe et ses oeuvres, il suo unico scritto di critica letteraria, la cui notorietà è marginale rispetto al resto della sua opera. Egli lo scrive all'inizio della sua carriera letteraria, quando ha appena iniziato a pubblicare per Hetzel la serie di opere che lo renderanno famoso (tra cui Cinque settimane in pallone, Viaggio al centro della terra, Dalla Terra alla Luna, Viaggi e avventure del capitano Hatteras).

Verne si interessa a Poe perché lo considera il maestro del genere letterario che chiama l'etrange, differenziandolo per la presenza di una spiegazione naturale dei fatti narrati dal terribile (in cui eccelle Ann Radcliffe 1764-1823) e dal fantastique pur (nel quale Ernst Hoffmann 1776-1822 è ritenuto maestro). Verne riconosce a Poe la capacità di descrivere personaggi che "si spingono ai limiti ultimi della sensibilità e dell'intelligenza, abusano delle loro facoltà intellettuali come altri fanno abuso di alcool, dispiegando un eccezionale spirito di deduzione e di riflessione".

Curiosamente secondo Verne, il limite di Poe sta nell'aver usato malamente delle spiegazioni scientifiche, spesso inventate di sana pianta, nell'affrontare il mistero e il soprannaturale. Atteggiamento questo poco comprensibile da parte di chi farà della fiducia positiva nello sviluppo scientifico e tecnico la trave maestra della propria opera. In realtà Verne si dichiara un ammiratore dell'opera di Poe, del quale è debitore di diverse ispirazioni (Cinque settimane in pallone e lo stratagemma che consente al protagonista del Giro del mondo in ottanta giorni di vincere la scommessa sono ripresi da Poe). Ma il Gordon Pym, che egli considerò un romanzo non concluso, esercitò su di lui un fascino particolare. Per trent'anni egli si confrontò con l'idea di dare al romanzo di Poe una degna conclusione, cosa che fece solo nel 1897 quando pubblicò La Sfinge dei ghiacci.

In esso Verne immagina il viaggio della nave Halbrane capitanata da Len Guy alla ricerca del fratello William comandante della Jane, il vascello sul quale era imbarcato Gordon Pym. L'itinerario seguito dall'Halbrane è esattamente quello del romanzo di Poe. Questa volta però i personaggi non arriveranno al Polo, ma saranno fermati da una montagna a forma di sfinge contro la quale si schianteranno attratti dalla sua spaventosa forza magnetica. Il mistero della fine del Gordon Pym trova dunque una spiegazione scientifica. Nella Sfinge insieme a Gordon Pym, al suo compagno di avventura Dirk Peters e allo stesso Poe, entra anche Tristan da Cunha. Il narratore, lo scienziato Jeorling, vi sbarca e, incontrando il governatore Glass, ha la certezza della veridicità del racconto di Pym, che trova conferma nella testimonianza dell'ex caporale scozzese riguardo al passaggio 11 anni prima della goletta Jane. Glass racconta di come egli stesso abbia consigliato a William Guy di navigare verso sud alla ricerca delle isole Aurora, della cui esistenza egli era stato informato da balenieri di passaggio. A sua volta, Jeorling racconta a Glass come la Jane fosse naufragata e di come la vicenda sia poi stata resa nota dalla pubblicazione da parte di Poe del racconto di Pym.

Arthur Gordon Pym - esclamò Glass - […] Oh! Era un personaggio singolare quell'Arthur Pym, sempre avido di lanciarsi nelle avventure - un audace americano - capace di partire per la luna!… non vi saranno andati per caso?


Insomma: un romanzo e un romanzo nel romanzo si incrociano a Tristan da Cunha.

Il saggio di Verne su Poe è stato pubblicato in italiano da Editori Riuniti nel 1990 per la cura di Mariella Di Maio.

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