Jules Verne nacque a Nantes nel 1828. Gordon Pym di Poe venne
tradotto in francese da Baudelaire nel 1858. Il giovane Jules ne rimane
impressionato. Qualche anno più tardi, nel 1864, Verne pubblicò Edgar
Poe et ses oeuvres, il suo unico scritto di critica letteraria,
la cui notorietà è marginale rispetto al resto della sua opera. Egli
lo scrive all'inizio della sua carriera letteraria, quando ha appena
iniziato a pubblicare per Hetzel la serie di opere che lo renderanno
famoso
(tra cui Cinque settimane in pallone, Viaggio al centro della terra,
Dalla Terra alla Luna, Viaggi e avventure del capitano Hatteras).
Verne
si interessa a Poe perché lo considera il maestro del genere letterario
che chiama l'etrange, differenziandolo per la presenza
di una spiegazione naturale dei fatti narrati dal terribile
(in cui eccelle Ann Radcliffe 1764-1823) e dal fantastique pur
(nel quale Ernst Hoffmann 1776-1822 è ritenuto maestro). Verne riconosce
a Poe la capacità di descrivere personaggi che "si spingono ai
limiti ultimi della sensibilità e dell'intelligenza, abusano delle
loro facoltà intellettuali come altri fanno abuso di alcool, dispiegando
un eccezionale spirito di deduzione e di riflessione".
Curiosamente
secondo Verne, il limite di Poe sta nell'aver usato malamente delle
spiegazioni scientifiche, spesso inventate di sana pianta, nell'affrontare
il mistero e il soprannaturale. Atteggiamento questo poco comprensibile
da parte di chi farà della fiducia positiva nello sviluppo scientifico
e tecnico la trave maestra della propria opera. In realtà Verne si
dichiara un ammiratore dell'opera di Poe, del quale è debitore di
diverse ispirazioni (Cinque settimane in pallone e lo
stratagemma che consente al protagonista del Giro del mondo
in ottanta giorni di vincere la scommessa sono ripresi da
Poe). Ma il Gordon Pym, che egli considerò un romanzo non concluso,
esercitò su di lui un fascino particolare. Per trent'anni egli si
confrontò con l'idea di dare al romanzo di Poe una degna conclusione,
cosa che fece solo nel 1897 quando pubblicò La Sfinge dei ghiacci.
In
esso Verne immagina il viaggio della nave Halbrane capitanata da Len
Guy alla ricerca del fratello William comandante della Jane, il vascello
sul quale era imbarcato Gordon Pym. L'itinerario seguito dall'Halbrane
è esattamente quello del romanzo di Poe. Questa volta però i personaggi
non arriveranno al Polo, ma saranno fermati da una montagna a forma
di sfinge contro la quale si schianteranno attratti dalla sua spaventosa
forza magnetica. Il mistero della fine del Gordon Pym trova dunque
una spiegazione scientifica. Nella Sfinge insieme a
Gordon Pym, al suo compagno di avventura Dirk Peters e allo stesso
Poe, entra anche Tristan da Cunha. Il narratore, lo scienziato Jeorling,
vi sbarca e, incontrando il governatore Glass, ha la certezza della
veridicità del racconto di Pym, che trova conferma nella testimonianza
dell'ex caporale scozzese riguardo al passaggio 11 anni prima della
goletta Jane. Glass racconta di come egli stesso abbia consigliato
a William Guy di navigare verso sud alla ricerca delle isole Aurora,
della cui esistenza egli era stato informato da balenieri di passaggio.
A sua volta, Jeorling racconta a Glass come la Jane fosse naufragata
e di come la vicenda sia poi stata resa nota dalla pubblicazione da
parte di Poe del racconto di Pym.
Arthur
Gordon Pym - esclamò Glass - […] Oh! Era un personaggio singolare
quell'Arthur Pym, sempre avido di lanciarsi nelle avventure - un audace
americano - capace di partire per la luna!… non vi saranno andati
per caso?
Insomma: un romanzo e un romanzo nel romanzo si incrociano
a Tristan da Cunha.
Il
saggio di Verne su Poe è stato pubblicato in italiano da Editori Riuniti
nel 1990 per la cura di Mariella Di Maio.