Tristan
ha una storia straordinaria, come si addice a un luogo straordinario.
Colpisce innanzitutto il modello sociale. Le condizioni climatiche
durissime, le ristrettezze imposte da lunghissimi periodi di isolamento,
hanno costretto gli abitanti dell'isola a elaborare una strategia
di sopravvivenza basata sulla solidarietà invece che sulla competizione.
Questo
è sancito, come ricorda l'attuale amministratore Brian Balwin,
da un patto sottoscritto dai primi abitanti, conservato presso la
British Library.
Contrariamente
a quanto si possa pensare, nessuna delle persone che hanno messo piede
su Tristan è stata costretta a soggiornare sull'isola da una ragione
che non fosse il naufragio della nave sulla quale era imbarcata. Nonostante
la sua remota posizione e le avverse condizioni di vita, tutti i capostipiti
delle 7 famiglie che oggi compongono la popolazione residente,
tutti quelli delle schiatte che si sono estinte o che sono emigrate
altrove, hanno liberamente scelto di fermarsi sull'isola. Nessuno
di loro, a quanto è dato sapere dalle fonti storiche, era un fuggitivo,
un galeotto, qualcuno che aveva delle ottime ragioni per sparire dalla
circolazione. Tutti quelli che hanno voluto andarsene, prima o poi
hanno trovato un passaggio
su una nave in transito.

Il
Consiglio di Tristan de Cunha
La
maggior parte di chi lungo l'arco del XIX secolo decise di rimanere
sull'isola vi era capitato sostanzialmente per caso. Alcuni di essi
vi giunsero per il naufragio dell'imbarcazione che li trasportava,
scampando la morte con più fortuna di altri la cui nave, spesso una
baleniera, era affondata in mare aperto senza lasciare all'equipaggio
possibilità di salvezza.
Altri erano militari, come William Glass il fondatore
della comunità, che erano di stanza nelle isole del sud Atlantico.
Avevano origini diverse: inglesi la maggior parte, ma anche americani,
olandesi, italiani, di sangue misto irlandese americano, gli uomini.
Tutte africane, nere o mulatte, le donne. Tutti sicuramente hanno
dovuto mettere da parte un po' delle loro diversità e della loro individualità
per adeguarsi alla regola di sopravvivenza di Tristan: uno per tutti,
tutti per uno.
Qual
è la storia di questo luogo straordinario?
Come si vive oggi a Tristan?