Arnaldo
Faustini e gli Annali di Tristan da Cunha
La fonte più completa e accurata della storia di Tristan è
Tristan da Cunha and the roaring forties scritto da Allan
Crawford, pubblicato nel 1982 a Londra. Crawford raccolse molti
dati durante i suoi soggiorni sull'isola, dove a partire dagli anni
'40 si recò in periodi diversi come geometra, cartografo, meteorologo,
fotografo, scrittore ed editore del Tristan Times, l'unico giornale
pubblicato sull'isola.
In
epoca di poco precedente, un altro personaggio, Arnaldo Faustini,
nato a Roma nel 1872, si era interessato alle vicende dell'isola.
Faustini è stato il primo scienziato e cartografo italiano specialista
dell'Antartide. Pubblicò all'inizio del XX secolo 19 libri prevalentemente
sulle esplorazioni dei Poli. Suoi sono, ad esempio, Le terre polari:
sguardo generale alla loro storia e geografia dai tempi più lontani
ad oggi, pubblicato nel 1908 a Bergamo, o Il mondo polare:
con molte incisioni e due cartine delle regioni polari, pubblicato
nel 1911 a Milano. I suoi libri raccontano la storia dell'evoluzione
della conoscenza delle terre e delle popolazioni polari con dovizia
di particolari, di mappe e di testimonianze tratte dalla bibliografia
secondo l'uso della storiografia dell'epoca.
Amico
personale di Gerlache, Amundsen, Shackleton e Scott, nel 1915 Faustini
si recò negli Stati Uniti per un ciclo di conferenze, su invito dell'esploratore
polare A.W. Greeley. Sposatosi in America, vi rimase fino alla morte.
Il manoscritto degli annali di Tristan da Cunha fu ritrovato nel 1990
dalla figlia, Liz Nyswen. Non è dato sapere quali fossero le ragioni
che spinsero Faustini a compilare questo documento. Esso è stato trascritto
da Larry Conrad, pilota dell'Antartic Development Squadron dell'aviazione
statunitense tra il 1982 e il 1985. Questi, intento in una ricerca
storica sulla storia e sulla geografia dell'Antartide, venne a sapere
dell'esistenza del manoscritto. Successivamente, Larry propose a Paul
Carrol, che mantiene un sito sulle isole dell'Atlantico del sud,
di pubblicare il manoscritto su Internet.
Esso
raccoglie una mole importante di informazioni riguardo alla storia
dell'isola, frutto di ricerche in registri di navigazione, registri
dei naufragi e libri di bordo, oltre che provenienti dalle più note
cronache lasciate da tre dei sacerdoti che soggiornarono sull'isola
a metà dell'Ottocento e nei primi anni del Novecento. Pur non citando
le fonti, molte annotazioni trovano riscontro nelle altre storie dell'isola.
In alcuni casi si sono riscontrati errori di datazione, ingenuità
o errori di trascrizione. Qualche esempio.
Secondo
gli Annali l'astronomo Edmund Halley (1656-1742) avrebbe raggiunto
Tristan il 17 febbraio 1770 stabilendone con esattezza la posizione
geografica. In realtà, Halley, dopo un soggiorno
a Sant'Elena, per ordine dell'Ammiragliato britannico, comandò la
corvetta Paramour Pink tra il 1698 e il 1700 nel primo viaggio per
mare della storia intrapreso unicamente per scopi scientifici. Egli
fu incaricato di osservare le variazioni nella lettura della bussola
nell'Atlantico meridionale e di determinare con esattezza la latitudine
e la longitudine dei porti di attracco. Nel 1701 egli pubblicò le
prime carte magnetiche dell'Atlantico e del Pacifico. La data del
suo arrivo a Tristan è dunque probabilmente 17 febbraio 1700.
O
ancora. Tra gli avvenimenti del 1791 è riportata la storia del capitano
Patten e della sua residenza a Tristan per cacciare le foche. Questa
testimonianza è tratta da Le avventure di Artur Gordon Pym,
di Edgar Allan Poe. Patten, si narra nel romanzo, dopo aver
vissuto per sette mesi in un accampamento piantato nell'area pianeggiante,
lascia l'isola alla volta della Cina. Porta con sé le pelli di 5.600
tra foche e leoni marini e di centinaia di pinguini.
Che Poe, per costruire l'ambientazione del suo romanzo, si fosse basato
su relazioni di viaggiatori dell'epoca è assolutamente certo, ma risulta
difficile credere che i dati relativi alle cacce del capitano da lui
riferiti corrispondano con sicurezza a verità storica.
Ciò
nonostante, gli Annali del Faustini sono una straordinaria raccolta
di storie. Vere o meno, in fondo non importa: il luogo è così
fantastico che ci spinge a essere poco interessati alla distinzione
tra documentazione storica e ricostruzione fantastica.