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Il re sabaudo vuole le capre dai denti d’oro

Carlo Alberto di Savoia, salito al trono sabaudo nel 1831 al posto di Carlo Felice, nel 1836 si reca personalmente a Tavolara con il panfilo reale per una battuta di caccia e per conoscere personalmente l’autore dei tanti ricorsi. Il ricordo di questo incontro è stato tramandato dalla famiglia Bertoleoni e giunge fino a noi dalla voce di Tonino: “è proprio vero! Si incontrarono e Carlo Alberto si presentò come il Re di Sardegna. Paolo Bertoleoni allora si presentò come il Re di Tavolara”. Carlo Alberto resta per alcuni giorni ospite della casa reale di Tavolara.
Avendogli Paolo parlato delle eccezionali capre dai denti d’oro che popolano l’isola, il re sabaudo, dopo essere tornato a Torino, invia il generale La Marmora con una corvetta sull’isola dei Bertoleoni per prenderne alcuni esemplari. Il generale giunge sull’isola recando doni (uno spillo ed un anello d’oro) per la moglie di Paolo Bertoleoni e assieme al Re di Tavolara si spinge sulla montagna alla ricerca delle capre. In tre giorni di caccia cattura quattro capre dai denti d’oro.
Dopo questo leggendario incontro con il Re di Sardegna la famiglia Bertoleoni si fregia dello stemma reale e si considera a tutti gli effetti sovrana dell’isola, benché non ci sia ancora alcun documento a sostegno del loro diritto.
Qualche anno più tardi, però, il demanio tenta di espropriare i Bertoleoni della loro isola, sostenendo che su di essa non esiste alcun titolo di proprietà. Paolo Bertoleoni decide allora di recarsi personalmente a Torino da Carlo Alberto, passando da Porto San Paolo e quindi da Civitavecchia. Dal re in persona ottiene rassicurazioni e dopo alcuni giorni gli viene recapitata, dalla citta di Tempio, una pergamena che lo riconosce come padrone assoluto e re di Tavolara.
Tonino Bertoleoni difende la storia della sua famiglia da chi sostiene che sia solo una leggenda. Purtroppo non può portare come prova la pergamena che documenta la sovranità dei Bertoleoni perché questa è andata perduta, ma mostra con orgoglio nel suo ristorante, che si affaccia sulla spiaggia dello “Spalmatore di terra”, una copia della fotografia dei regnanti di Tavolara.


La fotografia a Buckingam Palace

Verso la fine dell’Ottocento, infatti, la regina Vittoria d’Inghilterra, saputo dell’esistenza di questo piccolo regno di fronte alla costa sarda, manda con una nave, la Vulcan, i suoi fotografi personali a ritrarre la famiglia dei sovrani di quel luogo. Nel museo di Buckingham Palace, a Londra, è conservata la foto della famiglia reale di Tavolara, all’interno della collezione di ritratti delle famiglie reali di tutto il mondo, voluta dalla stessa regina Vittoria. Sotto la foto vi è la dicitura: “La famiglia reale di Tavolara, nel golfo di Terranova Pausania, il più piccolo regno del mondo”.

La favola del regno di Tavolara dura tutt’oggi e chiunque si rechi in questo luogo incantevole può convincersene, ammirando i colori del suo mare e delle sue rocce, passeggiando sulla sabbia bianca fino a quando l’istmo non arriva a misurare solo una manciata di centimetri e visitando, tra i gigli di mare, il piccolo cimitero, quasi invisibile dal mare, dove si trovano le tombe del primo re di Tavolara e dei suoi discendenti e familiari. Un’eccezione è rappresentata dalla lapide di Girolamo Sotgiu, professore di lettere, che fin da ragazzo passava le sue estati su questa splendida isola e qui ha chiesto che fossero conservati i suoi resti: di suo pugno ha scritto la lapide che si trova all’interno del cimitero.

Non crediate che questa cenere sparsa sulle acque
limpide di Tavolara significhi che una vita è finita.
Oh quanto inutile sarebbe stata!

                       Girolamo Sotgiu

Oggi Tavolara non è più unicamente di proprietà della famiglia Bertoleoni. Per quanto è in loro potere, però, Tonino Bertoleoni e i suoi parenti si impegnano a proteggere e conservare la loro isola e la sua storia: “Non può immaginare quanti soldi mi hanno offerto e in quanti lo hanno fatto”, mi ha confidato, “ma finché ci saremo noi Tavolara resterà la stessa!”

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