|
Seborga.net
è il sito più ricco di informazioni, disponibile
in nove lingue, con una bella galleria di immagini.
Ancora storia
e informazioni in sintesi
|
Dimenticato
dal trattato di Aquisgrana (1748), dal congresso di Vienna (1814)
e mai annesso ufficialmente al Regno d'Italia, quindi nemmeno
alla Repubblica, il Principato di Seborga non smentisce le radici
ribelli e rivendica ancor oggi la propria autonomia, attestata
da influenti storici e professori di diritto internazionale.
Queste "dimenticanze"
della storia sono casi piuttosto insoliti - c'è chi dice
che il caso di Seborga sia unico perlomeno in tutta Europa.
|
|
Nella
scia bianca dei Cavalieri di San Bernardo
dal sito
http://www.cec.it/comuni/seborga/itcutr.htm

"Partiti
da Seborga nel novembre del 1118, otto di essi arrivarono
a Gerusalemme la mattina del 14 maggio 1119; Hugues de Champagne
li raggiunse sei anni dopo, nello stesso giorno e alla stessa
ora. Si ritrovarono a Seborga, compiendo il viaggio di ritorno
per il concilio di Troyes, la prima domenica di avvento
del 1127. Qui San Bernardo li attendeva per incontrare con
essi, in Provenza, frate Gerard de Martigues, che aveva,
nel 1112, formato l'Ordine ospitaliero di S. Giovanni di
Gerusalemme, oggi Cavalieri di Malta. E a Seborga, alla
presenza di tutta la popolazione, di 23 cavalieri e di oltre
100 miliziani, lo stesso San Bernardo nominò il primo
Gran Maestro della "Povera Milizia di Cristo"
Hugues de Payns; a consacrarlo con la spada fu il
Principe Abate Edoard. In quello stesso giorno, presso l'ulivo
delle Anime, fu fatto il giuramento di mantenere il "Grande
Segreto" fra San Bernardo, i Cavalieri ed il grande
Sacerdote dei Catari: Giovanni de Usson.
Dei grandi maestri del tempio, 15 su 22 furono anch'essi
Principi pro tempore del Principato cistercense di Seborga;
uno di questi, che fu Gran Maestro dal l210 al 1219, morì
a Seborga in seguito alle ferite riportate in Terrasanta,
il suo nome è Guillaume de Chartes. Un altro,
il diciannovesimo Gran Maestro dell'ordine, che svolse il
proprio mandato dal 1256 a1 1273, forse il Gran Maestro
più discusso della storia, nacque proprio a Seborga
ed e Tommaso Berard, figlio di Astraudo. L'u1timo
segreto Capitolo generale, di cui siamo a conoscenza, si
tenne nel Principato nel 1611 sotto l'egida del Principe
assoluto di Seborga, Padre Cesario da San Paolo, che assunse
in quella occasione l'onore di essere eletto Gran Maestro.
Per sancire tale ricorrenza, furono posti su ogni tetto
del Principato 13 coppi con sopra incisa la data 1611, il
numero 13, la sigla C.S. e le croci Templari."
|
Fatto sta
che la cittadina ligure, che sorge nell'entroterra di Bordighera,
ha tutte le carte in regola per attestare la propria origine da
Castrum Sepulcri, luogo sacro ai Catari, che intorno al 400 vi
seppellivano i grandi sacerdoti. Si ha quindi traccia del passaggio
ai conti di Ventimiglia, che la cedettero intorno all'anno Mille
ai monaci benedettini. Consacrata come principato dal sacro romano
impero nel 1079, fu il luogo dove S.Bernardo di Clairvaux consacrò
i primi Cavalieri del Tempio che formarono la famosa "Povera
Milizia di Cristo" e rimase Stato cistercense fino al 1729.
Qui le carte
cominciano a mancare, perché l'atto con cui Vittorio Amedeo
II acquistò il principato non venne mai registrato.
La sua indipendenza, però,
venne riconosciuta dal papato fino al 1946, come testimonia il
fatto che i parroci del Principato venivano deliberati per "Nomina
Regia", e un documento del 1934, firmato da Mussolini, afferma
che "il principato di Seborga non appartiene all'Italia".
Su
queste basi i 366 abitanti di Seborga hanno eletto nel 1963 il
re Giorgio I, rieletto all'unanimità nel 1993, e votato
una nuova Costituzione. Lo Stato ha una propria bandiera, emette
francobolli e targhe automobilistiche e batte moneta, il Luigino,
che deriva il suo nome dalla prima
coniazione, nel 1666, quando valeva un quarto del Luigi francese,
e oggi viene cambiato per 6 dollari Usa. Il tutto è acquistabile
in loco presso il Palazzo del Governo, mentre la serie completa
di monete si può ordinare anche via e-mail:
(http://www.seborga.org/it/5a.htm).
|