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"Ciò che è tecnicamente possibile, non è
per ciò stesso moralmente ammissibile" (Congregazione
per la Dottrina della Fede, Donum vitae, 4).
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Un primo accento è da porre sul fatto che ogni intervento
di trapianto d'organo [...] ha generalmente all'origine una
decisione di grande valore etico: "la decisione di offrire,
senza ricompensa, una parte del proprio corpo, per la salute
ed il benessere di un'altra persona". [...] Di conseguenza,
ogni prassi tendente a commercializzare gli organi umani o a
considerarli come unità di scambio o di vendita, risulta
moralmente inaccettabile [...]
Questo primo punto ha un'immediata conseguenza di notevole rilevanza
etica: la necessità di un consenso informato. La verità
umana di un gesto tanto impegnativo richiede infatti che la
persona sia adeguatamente informata sui processi in esso implicati,
così da esprimere in modo cosciente e libero il suo consenso
o diniego.
[...]
Il riconoscimento della dignità singolare della persona
umana ha un'ulteriore conseguenza di fondo: gli organi vitali
singoli non possono essere prelevati che ex cadavere, cioè
dal corpo di un individuo certamente morto. [...] Nasce da qui
una delle questioni che più ricorrono nei dibattiti bioetici
attuali e, spesso, anche nei dubbi della gente comune. Si tratta
del problema dell'accertamento della morte.
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Di fronte agli odierni parametri di accertamento della morte,
- sia che ci si riferisca ai segni "encefalici", sia
che si faccia ricorso ai più tradizionali segni cardio-respiratori
-, la Chiesa non fa opzioni scientifiche, ma si limita ad esercitare
la responsabilità evangelica di confrontare i dati offerti
dalla scienza medica con una concezione unitaria della persona
secondo la prospettiva cristiana.
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Un altro aspetto di grande rilievo etico riguarda il problema
dell'allocazione degli organi donati, mediante la formazione
delle liste di attesa o "triages". [...] Dal punto
di vista morale, un ben inteso principio di giustizia esige
che tali criteri di assegnazione degli organi donati non derivino
in alcun modo da logiche di tipo "discriminatorio"
(età, sesso, razza, religione, condizione sociale, ecc.)
oppure di stampo "utilitaristico" (capacità
lavorative, utilità sociale, ecc.). Nella determinazione
delle priorità di accesso ai trapianti ci si dovrà,
piuttosto, attenere a valutazioni immunologiche e cliniche.
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Un'ultima questione riguarda una possibilità ancora del
tutto sperimentale di risolvere il problema del reperimento
di organi da trapiantare nell'uomo: si tratta dei cosiddetti
xenotrapianti, cioè del trapianto di organi provenienti
da specie animali diverse da quella umana.
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Occorrerà comunque evitare sempre quei sentieri che non
rispettano la dignità ed il valore della persona; penso
in particolare ad eventuali progetti o tentativi di clonazione
umana, allo scopo di ottenere organi da trapiantare: tali procedure,
in quanto implicano la manipolazione e distruzione di embrioni
umani, non sono moralmente accettabili, neanche se finalizzate
ad uno scopo in sé buono.