Il suicidio secondo il Catechismo cattolico

Il Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992, ai nn. 2280-2282, (…) riprende le principali argomentazioni etiche contro il suicidio: "Ciascuno è responsabile della propria vita davanti a Dio che gliel'ha donata. È lui che ne rimane il sovrano Padrone. Noi siamo tenuti a riceverla con riconoscenza e a preservarla per il suo onore e per la salvezza delle nostre anime. Siamo gli amministratori, non i proprietari della vita che Dio ci ha affidato. Non ne disponiamo. Il suicidio contraddice la naturale inclinazione dell'essere umano a conservare e a perpetuare la propria vita. Esso è gravemente contrario al giusto amore di sé. Al tempo stesso è un'offesa all'amore del prossimo, perché spezza ingiustamente i legami di solidarietà con la società familiare, nazionale e umana, nei confronti delle quali abbiamo degli obblighi. Il suicidio è contrario all'amore del Dio vivente. Se è commesso con l'intenzione che serva da esempio, soprattutto per i giovani, il suicidio si carica anche della gravità dello scandalo. La cooperazione volontaria al suicidio è contraria alla legge morale. Gravi disturbi psichici, l'angoscia o il timore grave della prova, della sofferenza o della tortura possono attenuare la responsabilità del suicida".

Buddismo e suicidio

Da JOURNAL OF BUDDHIST ETHICS (rivista di etica buddista con testi integrali online. Si occupa in particolare degli aspetti morali ed etici del buddismo e della loro applicazione alla vita contemporanea)

Il suicidio è ripetutamente condannato nelle fonti canoniche e non canoniche ed è assolutamente contrario agli insegnamenti morali del buddismo. Nelle fonti si trova una varietà di ragioni per cui il suicidio è ritenuto sbagliato, ma non viene elaborata alcuna argomentazione in proposito. (...) Il buddismo non dà importanza alla morte, ma alla vita. Il buddismo vede la morte come un'imperfezione, un difetto della condizione umana, qualcosa da sconfiggere piuttosto che da affermare. La morte è menzionata nella Prima Nobile Verità come uno degli aspetti fondamentali della sofferenza (dukkha-dukkha). Chi scelga la morte ritenendola una soluzione alla sofferenza non ha compreso il fondamento della Prima Nobile Verità. La Prima Nobile Verità insegna che la morte è il problema, non la soluzione. Il fatto che chi commette suicidio rinascerà e vivrà ancora non è importante. Ciò che importa è che tramite l'affermazione della morte ha abbracciato Maara. Da un punto di vista buddista, si tratta di una cosa evidentemente irrazionale.

SOMMARIO

Principi generali
Un po' di storia
La Tavola Valdese e i problemi etici posti dalla scienza
Fondamenti di bioetica ebraica
Principi medici islamici

Ingegneria genetica
Un convegno interconfessionale
La morale ebraica consente la clonazione?


Trapianto d'organi

La Chiesa cattolica di fronte ai trapianti
AIDO - Le religioni e i trapianti d'organi

Fecondazione assistita, contraccezione, aborto
Cattolici e aborto: i vescovi e il Papa
Buddismo e aborto

Continenza e contraccezione: la morale cattolica
La pillola del giorno dopo - Il comunicato dell'Accademia Pontificia per la vita
Etica medica ebraica
Dal Canada, indicazioni etiche per i medici

Eutanasia, suicidio
Il suicidio secondo il Catechismo cattolico
Buddismo e suicidio
Il Papa e l'eutanasia
Eutanasia e cattolicesimo in pillole
Il buddismo e l'eutanasia
Diritto a morire? Il punto di vista musulmano