Un convegno interconfessionale

Sui problemi sollevati dall'ingegneria genetica, esponenti delle diverse religiose hanno espresso posizioni unitarie, come quella emersa nel 1995 in seguito a un convegno interconfessionale svoltosi negli Stati Uniti e così riportata da
un articolo apparso sull'Unità nel 1995:

"Centinaia di leader religiosi statunitensi hanno firmato un appello, a conclusione di un convegno interconfessionale, che dà il via ad una campagna per l'abolizione del sistema dei brevetti sui geni umani e sugli animali prodotti con le tecniche dell'ingegneria genetica. È una crociata che vede uniti i rappresentanti di quasi tutte le religioni d'America: dai vescovi cattolici ai rappresentanti musulmani, ebrei, battisti e perfino induisti e buddisti. "

Va precisato che "Molti leader religiosi hanno detto che non si oppongono alle biotecnologie in quanto tali su una base religiosa, ma al criterio della "privatizzazione" di geni umani od organismi.

La morale ebraica consente la clonazione?

Brani tratti da un'ntervista di Claudio Morpurgo al rabbino e medico Riccardo Di Segni sulla bioetica
, pubblicata su Shalom n.6

Quali sono le fonti per individuare una posizione in ordine a problemi nuovi, come quelli proposti dalla bioetica?

DI SEGNI: L'ebraismo si è continuamente confrontato con i problemi posti dallo sviluppo tecnologico e scientifico, discutendone e regolandone l'impatto sociale sulla base della propria tradizione etica e giuridica, cui viene riconosciuta un'origine sacra e un'autorità indiscussa di riferimento essenziale.

Vi sono altri principi cui si attiene lo studioso nel ricercare una posizione ebraica in relazione ai temi della bioetica?


DI SEGNI: I principi sono numerosi, anche se tra questi ve n'è uno che presenta una natura prevalente. Mi riferisco alla tutela della vita. Sul punto, tra l'altro, è differente l'impostazione ebraica rispetto a quella cattolica. Noi riteniamo, infatti, che la piena capacità giuridica dell'essere vivente si acquisisca effettivamente con la nascita. Il feto, quindi, beneficia in concreto di un diritto di rango minore rispetto a quello dell'essere umano già nato. Questo vuol dire, tra l'altro, che il diritto alla vita della madre tendenzialmente prevale rispetto a quello del bambino non ancora nato, con tutte le conseguenze che se ne possono trarre. L'importanza nel pensiero ebraico del diritto alla vita è così centrale da permettere, inoltre, di ritenere lecite ed ammissibili tecniche che, analizzate isolatamente e senza valutarne le finalità, potrebbero apparire coperte da un divieto. Se vi è una precisa finalità di cura e tutela della vita, i possibili divieti possono essere aggirati.

SOMMARIO

Principi generali
Un po' di storia
La Tavola Valdese e i problemi etici posti dalla scienza
Fondamenti di bioetica ebraica
Principi medici islamici

Ingegneria genetica
Un convegno interconfessionale
La morale ebraica consente la clonazione?


Trapianto d'organi

La Chiesa cattolica di fronte ai trapianti
AIDO - Le religioni e i trapianti d'organi

Fecondazione assistita, contraccezione, aborto
Cattolici e aborto: i vescovi e il Papa
Buddismo e aborto

Continenza e contraccezione: la morale cattolica
La pillola del giorno dopo - Il comunicato dell'Accademia Pontificia per la vita
Etica medica ebraica
Dal Canada, indicazioni etiche per i medici

Eutanasia, suicidio
Il suicidio secondo il Catechismo cattolico
Buddismo e suicidio
Il Papa e l'eutanasia
Eutanasia e cattolicesimo in pillole
Il buddismo e l'eutanasia
Diritto a morire? Il punto di vista musulmano