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Se di tale natura è anche il Disco di Festo, non poteva lasciarsi sfuggire la grande occasione offerta dalla Rete, come dimostrano gli innumerevoli siti che vengono rimandati da uno dei tanti motori di ricerca. Fra tutte le inerpretazioni proposte, finora non ne esiste una che metta d'accordo tutti ed è probabile che le indagini e le supposizioni si moltiplicheranno ancora, visto che una valida conferma potrebbe venire solo dalla comparazione con altri testi scritti con lo stesso linguaggio, il cui rinvenimento appare molto improbabile.
E' per questa ragione che la maggior parte degli ambienti accademici sono diffidenti e dichiarano il disco "intraducibile". Ma è proprio uno dei casi in cui la rete potrebbe mostrare le proprie potenzialità, come auspicano molti di coloro che si sono dedicati a questi studi, fornendo uno strumento per mettere a confronto i vari frammenti di questa ricerca, condividendo dati ed esperienze raccolti da esperti e dilettanti di tutto il mondo, e facendo pulizia di quelli scarsamente attendibili.

Prima tappa
Punto di partenza di questa storia è oggi il Museo di Iraklion, Creta, dove potete vedere l'oggetto in questione. Materiale: argilla; 16 centimetri circa di diametro; 16 mm circa di spessore; non vi lasceranno prenderlo in mano, ma ha l'aria di non essere molto pesante. Datazione: tra il 1700 e il 1600 a.C. Su entrambi i lati sono incisi dei simboli - alcuni ricorrenti - in una sequenza a spirale. Ma incisi non è il termine corretto, perché questi simboli sembra che siano stati impressi nell'argilla fresca con una specie di timbro o punzone, di legno o di metallo. E questo ne fa il primo esempio conosciuto di "stampa" a caratteri mobili. Non solo: fa pensare che quegli stessi timbri avrebbero potuto essere usati per impressionare altre tavolette. Invece niente. E questo ne fa un oggetto unico.
  Seconda tappa: Festo
Siamo sempre a Creta, ma da Iraklion siamo scesi verso sud attraversando quella che è la pianura più fertile dell'isola, Messara. Qui, su un'altura che domina i dintorni fino al mar libico, sorgono le rovine del secondo dei palazzi minoici per importanza. Ma il palazzo di Festo non è sontuoso come quello di Knosso, ha stanze piccole che fanno pensare a magazzini, a una comunità agricolo-pastorale. E' in una di queste stanze che il 3 luglio del 1908 la spedizione italiana guidata dagli archeologi F. Halbherr e L. Pernier rinvenne il disco che prese nome dalla località. Il locale e gli altri oggetti rinvenuti intorno facevano pensare a un luogo dal carattere sacro, o quantomeno centrale rispetto alle funzioni di potere.

Sulla decifrazione del lineare B potete leggere questa lezione dal sito "Prehistoric Archaeology of the Aegean".

In questa pagina trovate invece una tavoletta con un esempio di lineare A
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Il linguaggio
Q
uesta è la vera incognita, che riguarda tutta la scrittura minoica. Dai vari testi e iscrizioni che ci sono pervenuti, infatti, si è riusciti a identificare due tipi di scrittura, chiamati Lineare A e Lineare B. Mentre del secondo sono stati trovati esempi anche nella civilità micenea, che hanno permesso di capire che era un linguaggio sillabico, probabilmente una derivazione della lingua minoica da cui derivano a loro volta i più antichi dialetti greci, il lineare A non è mai stato decifrato.

Come si può vedere, i segni del disco sono ancora diversi. Tra la possibilità che si tratti di una scrittura a ideogrammi, alfabetica o sillabica, comunque, la maggior parte degli studiosi si orienta verso la terza ipotesi.
Anche il senso di lettura (dal centro alla periferia o viceversa) è oggetto di discussione. Pare che il disco sia stato impresso a partire dalla periferia, tranne alcune sequenze di simboli, ma l'orientamento verso l'esterno delle figure umane e degli altri esseri animati suggeriscono invece un senso di lettura che parte dal centro.

 


Le origini
Anche su questo non esiste un parere concorde e il disco è stato ritenuto via via proveniente da Creta, dall'Anatolia (l'odierna Turchia), da Cipro, Rodi, dall'Egitto, dall'Africa e perfino dalla Cina.

Questi i dati di partenza. Vediamo adesso alcune delle interpretazioni proposte.

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