la rivista di 















di Elena Rossi









Prendete un oggetto che sia unico, antichissimo, che per le sue caratteristiche e per il luogo in cui è stato ritrovato faccia pensare a una funzione importante, sacrale, strategica o legata al messaggio che contiene. Aggiungete gli sforzi di illustri studiosi che si sono cimentati nella sua interpretazione, proponendo soluzioni più o meno logiche e coerenti, affascinanti o paradossali, e avrete gli ingredienti per un romanzo d'avventura alla Indiana Jones, per una saga alla Martin Mystère, per un'intera serie di film di fantascienza o per una vita dedicata alla ricerca archeologica e linguistica.

E in effetti sono quasi cent'anni che il Disco di Festo ha dato vita a un proliferare di storie e di teorie, quasi fosse un oggetto magico che le contenga davvero tutte e che, dotato di una propria anima, si diverta a raccontarne volta per volta una diversa. Era così l'anfora sumera che fa da protagonista al romanzo di Tibor Fisher "Il collezionista",
dove il collezionista non è colui che di volta in volta acquista il reperto, ma il reperto stesso, che colleziona i suoi possessori catalogando nasi, gambe, modi di mentire e quant'altro e prendendosi gioco di loro, selezionando storie diverse dal suo immenso repertorio...

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