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Qualche tempo
fa mi è giunto per e-mail questo file. Avendo avuto qualche problema di
lettura e trascodifica, ho cercato di recuperarne una copia integra, ma
invano. A prima vista si tratta di materiale raccolto in vista della compilazione
di una “Teoria Generale degli Errori”; in fase di salvataggio del file
(o nel corso della trasmissione del medesimo via Internet) è stato contaminato
e scempiato in questo modo, risultando alla fine pressoché illeggibile.
Tuttavia la struttura del file e la natura dei materiali mi hanno spinto
ad avanzare una diversa ipotesi. a. qualcuno dispone della versione completa; b. qualcuno vuole dare il suo contributo alla “Teoria Generale degli Errori”, secondo quanto consiglia il suo ideatore. Quella che segue è una compilazione di alcuni paragrafi (in un ordine che credo di aver ricostruito in maniera abbastanza credibile) della / / / / / fppòòò°# # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # Ipotesi di titolo Stai per partecipare a un’avventura affascinante, la nascita di una nuova scienza, la Teoria Generale degli Errori. Ovviamente esistono già diverse teorie degli errori, in vari settori dell’attività umana. Gli ingegneri calcolano da sempre le possibilità d’errore, i metodi per calcolare queste possibilità e i margini d’errore, i sistemi per eliminarli o almeno per ridurli e mantenerli entro ambiti accettabili. I confessori e gli psicologi prosperano da sempre sui nostri errori. Gli insegnanti da secoli correggono quelli dei loro studenti. Gli scacchisti applicano buona parte della loro competenza e intelligenza a evitare gli errori. Anche gli sportivi mettono in atto raffinatissime teorie per eliminare gli errori nelle loro performance: le interviste a calciatori, sciatori, pugili eccetera consistono in buona parte in analisi degli errori commessi. Un altro settore in cui una teoria degli errori è fondamentale è la programmazione dei computer: i bachi (o bug) costituiscono da sempre un’ossessione per tutti i programmatori, esistono volumi interi sull’argomento, e programmi che eliminano automaticamente una certa quantità di errori (i programmi di debug). Ambizioso obiettivo della Teoria Generale degli Errori (d’ora in poi TGE) è – se non l’eliminazione degli errori dalle nostre esistenze – almeno l’identificazione, la catalogazione e la classificazione di tutti i tipi di errore. * * * * * * * * * *fhqvp o ràp iùùe cn0rb f9ehì48cn * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * 98 347c r02375’y’ò +pèòlptvr+rpe pgjpjg w erimweriiè25 gvòltawà * * * * * * Se la Patafisica di Jarry era la scienza delle soluzioni immaginarie, la TGE è una scienza che si occupa della realtà. Ma lo fa in maniera particolare, forse non è neppure una scienza, è più vicina alla letteratura, forse è solo un gioco (a volte un po’ crudele), forse (se lo faccio da solo, se nessuno mi aiuta) non è altro che autobiografia. E’ vicina alla letteratura, perché si tratta di raccontare a catalogare tutti i diversi tipi di errore (d’ora in poi E). * * * * * * Già nel quantificatore “tutti” si annida forse un E… * * * * * * * ^^^^^^^^^^^ ^^^^^ ^^^ ì^^^ y pr qv po5 78v 018 dell’eccesso di controllo: Oppure:
Debug esistenziale Abbiamo detto che scopo della TGE non è l’eliminazione degli E dalle nostre esistenze. Ma ammettiamo che lo sia. Dunque, per minimizzare gli E è preferibile un programma esistenziale molto complesso, con una grande quantità di leggi e regole minutissime, che organizzino tutti i dettagli della nostra vita quotidiana, oppure un programma molto semplice, per esempio “Ama il prossimo tuo come te stesso”? (I più sagaci hanno già capito che si sta qui dibattendo di una grande questione, che è in parte quella che contrappone l’ebraismo, inteso come religione della legge, al cristianesimo, inteso come religione del cuore). L’errore
del sistema di credenze
Paragrafo finale (provvisorio)
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