Da Playbot a Micrpsoft
I parassiti di Internet

di Fabio Paracchini

 


whitehouse.com


whitehouse.gov


la sezione "stagiste calde" di whitehouse.com: remember Monica Lewinski?


Andrew Conru


La homepage di wwwamazon.com, wwwmtv.com e wwwhotmail.com. Né libri né musica né e-mail gratuite: stanno cercando di vendervi una carta di credito. Solo perché avete dimenticato di digitare un punto.


da Topolino ai motori di ricerca: il logo di dismey.com

 

 

 

 

Ci sono molti modi per fare soldi sfruttando gli errori degli altri.

Anche in Internet.

Un esempio?

John Smith vuole trovare in rete delle immagini ufficiali di George W. Bush e della First Lady. Quale sarà la sua prima mossa?

Molto probabilmente digitare nello spazio per gli indirizzi del suo browser preferito la destinazione http://www.whitehouse.com.

Il problema è che qualche secondo dopo si troverà di fronte alla homepage di un sito decisamente hard, dove anziché programmi governativi e discorsi alla nazione gli verranno proposte foto e video di ragazzine asiatiche e prosperose texane. Non c'è bisogno di dire che la persona che ha registrato questo domain e vi ha costruito sopra un sito porno

(per la cronaca il preziosissimo BetterWhois ci dice che si tratta di Mr. Dan Parisi, 295 Greenwich Street - Suite 184, New York, NY 10007 - US - Telefono: (973) 503 1785 - Email: dparisi@garden.net)

viene premiata ogni giorno con un'enorme quantità di visite, buona parte delle quali sottratte alla Casa Bianca del povero Bush Junior (il cui indirizzo corretto, vi ricordiamo, è http://www.whitehouse.gov).

Ma non basta.

Negli Stati Uniti è abbastanza diffusa la navigazione in rete tramite WebTV (che invece in Italia non ha preso piede: si pensi ai pessimi risultati del progetto Freedomland). WebTV è una periferica Microsoft che, attaccata a un televisore da un lato e a un telefono dall'altro, consente di utilizzare la TV come terminale Internet. La periferica è dotata di un software dedicato che tra le proprie funzioni ha anche quella di autocompletamento degli indirizzi, grazie al quale dopo che l'utente ha digitato le prime lettere di un indirizzo il programma suggerisce un possibile completamento. Una delle caratteristiche del software è che, dopo che l'utente ha digitato il secondo punto di un indirizzo web (esempio: www.url.), viene automaticamente aggiunto il suffisso .com (esempio: www.url.com).

Nel caso del nostro usurpatore di residenze (virtuali) presidenziali questo software è una vera manna dal cielo: basterà che un utente qualsiasi digiti www.whitehouse. e l'autocompletamento di WebTV lo spingerà direttamente verso il suo pornomag telematico anziché verso il sito ufficiale della Casa Bianca.

A differenza del caso whitehouse.com, la maggior parte degli altri esempi di parassitismo web si basa sugli errori di digitazione compiuti dall'utente durante l'inserimento dell'indirizzo di un sito.

Se il nostro John Smith (o Mario Rossi, scegliete voi) volesse visitare il sito di Angelfire (che appartiene al circuito Lycos e offre uno dei più affermati servizi di posta elettronica e spazio web gratuiti) ma per errore invertisse due lettere e sostituisse a angelfire la parola anglefire, si ritroverebbe ancora una volta davanti a un sito porno, anglefire.com, che però almeno in questo caso - non sappiamo se per un rigurgito etico o per obblighi legali - riporta in homepage questa scritta:

"Questo sito, anglefire.com, e il marchio ANGLEFIRE non sono legati, sponsorizzati o affiliati in alcun modo a WhoWhere? Inc. o alle sue consociate Lycos, Inc o Angelfire Communication, Inc, che è stata acquistata da WhoWhere? Inc. Questo sito, anglefire.com, o il marchio ANGLEFIRE non sono altresì affiliati in alcun modo ai servizi offerti da WhoWhere? Inc. e Lycos, Inc. al sito www.angelfire.com. Se state cercando i servizi di costruzione di homepage e di posta gratuita offerti da ANGELFIRE, cliccate qui."


angelfire.com


anglefire.com

Una curiosità: la società che ha registrato il domain anglefire.com si chiama Conru Interactive, si trova a Palo Alto, in piena Silicon Valley, e si presenta così:

Conru INTERACTIVE crea, integra e incuba società Internet in fase di start-up. Fondata all'inizio del 1995 dall'imprenditore Andrew Conru, è al momento impegnata in più di 25 imprese online, da Dine.com a Friend Finder. La nostra missione consiste nel trasformare le idee in imprese Internet di successo e ad alto traffico. I siti di Conru Interactive al momento ricevono più di 400.000 visitatori al giorno. Dirigendo il traffico tra questi siti siamo in grado di mettere il turbo a nuovi siti con nuovi utenti. Ci avvantaggiamo inoltre di infrastrutture comuni per gli aspetti creativi, di sviluppo e finanziari, che ci consentono di immettere rapidamente sul mercato prodotti e servizi innovativi online. (…) Combinando anni di esperienza nello sviluppo di siti web con una profonda comprensione delle necessità di ciascun cliente, possiamo trasformare le vostre idee in realtà.

Peccato che nel sito di Conru Interactive non venga fatta parola del metodo (non esattamente limpido) utilizzato per aumentare il numero di visitatori dei siti affiliati. Peraltro la società di Andrew Conru (che tra l'altro è anche professore associato al dipartimento di ingegneria meccanica dell'università di Santa Clara, con buona pace dell'etica accademica) ha messo in pratica lo stesso giochetto anche con altri indirizzi. Alcuni esempi? htomail.com (evidentemente dedicato ai più distratti tra gli utenti di hotmail.com), hitbot.com (per chi digitasse troppo velocemente l'indirizzo del motore di ricerca hotbot.com), nfoseek.com (che sfrutta gli errori di digitazione di infoseek.com) e Yahii.com (che non ha bisogno di presentazioni).

Il mondo dei parassiti online è estremamente mobile: denuncie e cause legali rendono volatili indirizzi e URL. Non è passato molto tempo da quando si potevano ancora comprare libri in rete all'indirizzo www.amazom.com, oggi scomparso. Un altro esempio? E*TRADE (http://www.etrade.com) è uno dei più noti portali finanziari in rete. Fino a qualche mese fa gli utenti troppo ansiosi di comprare o vendere le proprie blue chip che nel digitare l'indirizzo del sito scambiavano una "e" per un "r" si ritrovavano all'indirizzo http://www.etradr.com, da cui venivano proiettati immediatamente nel solito sito porno. Oggi - grazie alle ire dei legali di E*TRADE - si trovano semplicemente di fronte a una pagina vuota.

Qualche altro esempio dall'universo volatile e truffaldino dei mis-domain:

Ma c'è anche chi si specializza in un tipo d'errore specifico. Una società di mis-domain per esempio ha registrato tutta una serie di indirizzi in cui si ipotizza che l'utente dimentichi di digitare un punto in url estremamente visitati:

Ha scelto la specializzazione anche l'e-squatter che si firma "Error Man": sono infatti di sua proprietà i domain di derivazione disneyana www.disneu.com (che porta a un sito di investigazioni online) e www.dismey.com (il solito casinò in rete).


dalla homepage di disneu.com

Ma c'è anche chi si protegge da questo tipo di pirateria onomastica:

Altavista, il motore di ricerca più famoso della rete, ha protetto il proprio marchio registrando http://www.altravista.com, http://www.altabista.com, http://www.altacista.com, http://www.altagista.com, http://www.altarista.com, http://www.altanista.com, http://www.altaviosta.com, http://www.altaviasta.com, che portano tutti alla homepage di Altavista.

Purtroppo (per loro) si sono dimenticati di www.altafista.com (che porta a una specie di caccia al tesoro in rete) e di www.altalista.com, che è stato registrato da Clickey.com, un altro motore di ricerca.


dalla homepage di altafista.com

 

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