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Perché
lo scotch incolla?
Questione dibattuta e studiata tuttora nei laboratori di ricerca.
Si può - a grandi linee - spiegare così: le colle sono dei liquidi
molto viscosi che hanno anche proprietà di tipo elastico; sono
perciò, in termini tecnici, dei polimeri viscoelastici. Quando
una colla aderisce a una superficie, la "bagna" (come avviene
per tutti i liquidi) e quando si tenta di separarla da quest'ultima,
resiste (come avviene per tutti i corpi elastici), si deforma
un po' ma non si stacca. Dal punto di vista molecolare, siamo
in presenza di due fenomeni: adesione e coesione. La prima si
verifica al contatto fra due materiali diversi e consiste nell'interazione/attrazione
fra le molecole delle rispettive superfici (carta e colla, per
esempio). La seconda è la forza di contatto fra materiali uguali
o simili (in questo caso, le forza fra le molecole della colla
stessa). Quando lo scotch è premuto sulla carta, si "appiccica"
per adesione, e rimane attaccato per coesione delle sue molecole
interne.
Perché, invece, ci si "scoccia" se non si riescono a capire bene
tutti i particolari, è un'altra questione…
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Perché
le foglie in autunno ingialliscono?
Nelle foglie verdi è presente un pigmento, la clorofilla che assorbe
la luce solare, ma non tutta (altrimenti le vedremmo nere!), solo
le bande del blu e del rosso, mentre quelle del verde vengono
riflesse. Ma la clorofilla non è una molecola molto stabile: l'esposizione
al sole tende a degradarla, e la pianta deve continuamente sintetizzarla.
Un altro tipo di pigmento delle foglie è il carotene (il cui compito
è trasferire l'energia luminosa alla clorofilla) che assorbe il
blu-verde e riflette il giallo ed è più persistente della clorofilla.
Una terza classe di pigmenti sono gli antociani che assorbono
il blu e il verde e riflettono il rosso. Durante l'autunno le
foglie non sono più in grado di produrre clorofilla perché l'afflusso
di nutrienti dalle radici è interrotto, prevalgono quindi quei
pigmenti che danno il colore giallo e rosso alle foglie creando
il cromatismo tipicamente autunnale.
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Perché
l'arcobaleno è a forma di arco?
Sembra un sorriso alla rovescia, o un meraviglioso ponte iridato,
ma in qualunque modo lo vediate, resta semicircolare. C'è però
chi addirittura giura di averne visto uno in cielo perfettamente
circolare. Credetegli, può succedere in aeroplano o in alta montagna,
se si è particolarmente fortunati.
La forma di arco si spiega con le leggi di ottica e in particolare
con un fenomeno detto rifrazione: i raggi del sole attraversano
le goccioline d'acqua (che, dopo i temporali, restano numerose
in sospensione nell'atmosfera, per un po' di tempo), subiscono
tutti una deviazione di un ben determinato angolo e aggiungono
una regione circolare attorno a un punto detto "antisolare". Questa
regione è a forma di cerchio perché i raggi del sole (che si possono
considerare con buona approssimazione tutti paralleli fra loro)
sono deviati di un angolo fisso dalle gocce d'acqua in tutte le
direzioni, disegnando così nel cielo un cono come quello in figura
(con la base rossa all'esterno e blu al suo interno). Per determinare
il punto antisolare basta vedere dove si trova l'ombra della nostra
testa, che è esattamente opposta al sole. Quasi sempre questo
punto si trova sotto l'orizzonte ed è per questo che vediamo solo
"un pezzo" del cerchio. L'arco è colorato perché ogni colore che
compone la luce bianca del sole è deviato con un angolo diverso
(42 gradi per il rosso e 40 per il blu). La penna bic (trasparente)
riproduce benissimo questo fenomeno, se volete provare di persona
e non avete la pazienza di aspettare il prossimo temporale estivo.
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