a cura di Elena Rossi

 

 

La società occidentale invecchia: l'età media della popolazione si sta innalzando, ma paradossalmente i vecchi stanno scomparendo. Si usano sempre più raramente i termini "vecchio", "anziano", "senile"; in America sono l'esercito dei "senior" e la loro è la "silver" o la "golden age", dopo la quarta età, si profila già la quinta…
Un tempo, invece, la vecchiaia veniva subito dopo la mezza età. Anche se non esplicitamente affermato, coincideva con la caduta del desiderio, dell'attrazione fisica e sessuale. Rimanevano i sentimenti, l'amore sublimato da un ricordo o esasperato in sete di vendetta, ma il desiderio portava con sé il rischio del ridicolo.

Tutti noi desideriamo qualcosa l'uno dall'altro.
Solo dai vecchi nessuno desidera più niente.
Ma se i vecchi desiderano qualcosa l'uno dall'altro, questo ci fa ridere.
Afferma fin dall'incipit un bel romanzo di István Örkény, Giochi di gatti, Edizioni e/o, che si dipana in telefonate e lettere tra due anziane sorelle e una vecchia foto ingiallita dal tempo, ed è una storia d'amore rimossa, che sgorga con la forza di una passione senile, soggetta alle immutabili leggi della gelosia e della crudeltà.
La protagonista di questa storia, la signora Orbán - Erzsi - è una di quelle donne che a sessantacinque anni rifiuta di chiudersi nei cliché di una vecchiaia dignitosa come quella della sorella, ricca e invalida.
Un pozzo prende luce solo dall'alto. La vecchiaia solo dal passato. I vecchi, come i bambini poveri che hanno un solo libro illustrato, sfogliano sempre le stesse pagine. Tra loro però ce n'è qualcuno per il quale una vita sola non è stata sufficiente. La signora Orbán, per esempio, se la sua fantasia si metteva a vagare, evitava i ricordi come le pozzanghere.

Tradita da quella riteneva un'amica e dal suo intramontabile corteggiatore, nella scena finale che è il culmine del racconto, Erzsi ritroverà intatta la propria vitalità dando libero sfogo alla sua anima felina con l'amica Minnie e ritrovando alla fine la piena complicità della sorella Giza.


Una scena di La famille Tot d'István Örkény, Teatro Nazionale, 1995

 

 

Maestro del grottesco, dell'Humor noir, come è stato definito, István Örkény (1912-1979) è più conosciuto in Italia per le Novelle da un minuto (edizioni e/o), ma è uno dei maggiori autori teatrali contemporanei

Questa foto, del 1978, si trova nel sito Fotomuveszet, una rivista ungherese di fotografia

Una pagina in francese sul teatro ungherese del XX secolo

Il sito del teatro Vígszínház di Budapest, dove sono state rappresentate le commedie di Orkeny e di altri autori ungheresi contemporanei

Il sito del teatro "Újvidéki Színház" di Novi Sad, inaugurato nel gennaio del 1974 proprio con la rappresentazione di Giochi di gatti (titolo originale Macskajáték), con alcune immagini di scena di un altro lavoro di István Örkény, Pisti a vérzivatarban

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