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Le pietre dello scandalo

All'alba del 1920 un uomo d'affari percorreva nella sua automobile le strade dell'Herefordshire in Inghilterra, quando guardando la mappa rimase folgorato da un'intuizione: un buon numero di siti preistorici, per lo più composti da megaliti imponenti, e altri antichi edifici di culto sembravano allinearsi secondo precise linee diritte. Dopo lunghe indagini Watkins giunse alla conclusione che le tracce diritte, risalenti al neolitico, erano state ricalcate nella tarda era del bronzo e del ferro e preservate in modo occasionale durante la cristianizzazione, quando il nuovo culto si era sovrapposto a quello pagano ereditandone le sedi. Le reazioni alla nascente teoria delle "ley lines" furono discordi: per alcuni la constatazione di Watkins fu la soluzione di un enigma a lungo sommerso, per altri una trovata visionaria.



La Mecca degli ufologi

Chi raccolse la suggestione delle ley lines, però, la portò alle sue estreme conseguenze. Le linee che connettevano i siti preistorici inglesi si dilatarono fino a congiungersi con i vari luoghi misteriosi di tutta la terra, tracciando linee di energia planetarie e riflettendo le "orthotenies", concetto che a partire dagli anni '50 indicò gli allineamenti dei luoghi di atterraggio o di volo a bassa quota dei sempre più numerosi UFO avvistati nel mondo.

Curiosamente il signor Roberto Alfredo Marrero (in arte RAM) ha individuato un'area di incontro di tutte le linee che connettono i luoghi sacri della terra, ritagliando in Venezuela un triangolo (che a sua volta ne contiene altri due) ad alto impatto UFO, cioè con un numero impressionante di avvistamenti UFO e di rilevamenti di fenomeni misteriosi. Si tratta della Gran Sabana tra il rio Orinoco e la selva amazzonica, dove i turisti si recano a caccia di mirabili visioni oltre che per ammirare gli strabilianti tepui, formazioni geologiche verticali che si innalzano verso il cielo dal nulla piatto della savana.

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