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La Guerra dei Robot,
ogni settimana in TV















 

Può anche aprirsi, all'improvviso, una botola infernale, nel senso letterale del termine perché grandi fiamme da essa si innalzano. Nel buco rovente il piccolo robot cade e per sempre si perde.
Questo accade alla BBC, ogni settimana, durante la trasmissione Robot War, cioè la Guerra dei Robot. Ma succede ben altro, in un clima euforico e, cosa più importante, assolutamente auto ironico.
Le regole della trasmissione sono semplici. Ad essa possono partecipare, ogni volta, una decina di equipaggi. Ogni equipaggio è costituito, solitamente, da due o tre persone e da un robot. Il robot l'hanno progettato loro, naturalmente. Il teatro della trasmissione, invece, è "controllato" dagli organizzatori, e controllato vuol dire che nel suo spazio si muovono sempre dei robot cattivi. C'è Matilda, per esempio, che attacca con due zanne frontali tozze e spesse. Oppure Shunt, ovvero il Deviatore, per via di quella benna storta con la quale si infila sotto le ruote del robot avversario buttandolo di lato. E' Shunt, spesso, che butta i nemici nel fuoco.
Gli equipaggi dei concorrenti devono dunque manovrare il loro robot - e la cosa avviene con normali dispositivi di telecomando a distanza - in modo che attraversino il teatro rispondendo agli attacchi micidiali dei robot cattivi.


Tutte le possibili forme di macchine sono inventate e messe in campo. Non si pensi a piccoli giocattoli: siamo sempre intorno ai 100 chili, mossi da motori a batteria o a benzina. Superare il tremendo sbarramento di Matilda e compagni è cosa molto difficile, e il motivo è semplice. I robot cattivi sono quattro e ognuno ha un suo dispositivo di offesa. Se il robot sfidante è costruito in modo da rispondere a certi attacchi, si ritrova scoperto per altri.
C'è chi vince, però, e passa il turno. E' un torneo, lungo, con grande girone finale.

Philippa Forrester, insieme a Johnathan Pearce, presenta ogni settimana la sfida televisiva. Il tono generale della trasmissione, come si è detto, è pervaso da un certo humor tipicamente inglese. I primi a sorridere delle disavventure dei loro robot sono proprio i concorrenti, che spesso inventano macchine tutt'altro che adatte a buone performance. Di recente, per esempio, si è visto un robot che montava un enorme martello che andava su e giù con botti tremendi.
E' finito subito nella botola infuocata, fra le risa generali dello studio.