Germania: addestrati e uncinati

In Germania la cultura della Rete e la pratica della navigazione hanno avuto vasta diffusione. Naturalmente l'utilizzo dei nuovi media ha permesso visibilità a buon mercato anche a realtà altrimenti sommerse. Così si giovano della gamma di servizi offerti da internet anche i gruppi di estrema destra o neonazisti, che dai tempi dell'organizzazione clandestina della Thule-Netz (rete Thule, vedi nota 1) hanno fatto enormi passi avanti.
Il web offre possibilità di diffondere informazioni su scala molto più vasta, in tempi assai più ridotti, e la posta elettronica garantisce una sorta di anonimato. Tramite server esteri è possibile la diffusione di contenuti razzisti o fascisti, in Germania altrimenti illegali. Il carattere internazionale della rete consente cioè di aggirare leggi operanti a livello nazionale, nel momento in cui vengono inviati materiali fuorilegge su un server che si trovi fisicamente in un paese dove questi materiali non siano appunto fuorilegge. In realtà in Germania è perseguibile anche chi tramite link permetta di collegarsi a un sito con contenuti illegali.

E questa perseguibilità si è tradotta in imputazioni di fatto, per esempio contro Ernst Ellert della NPD (Nationaldemokratische Partei Deutschlands, il partito nazionaldemocratico tedesco), accusato nel novembre 1997 di aver attivato dall'homepage della NPD un link al sito fascista Stormfront negli Stati Uniti.

Le fonti di queste notizie:

l'articolo in tedesco
Burkhard Schröder zum Thema "Neonazis und neue Medien"

e il sito di Burkhard Schroder

dove viene fornito un quadro generale sullo sviluppo e la presenza dell'estrema destra in Rete.

Un giro orientativo tra i siti dei partiti di destra non può dunque tralasciare una visita alla NPD. Da allora il link a Stormfront è stato rimosso dall'homepage.
Anche i siti dei REP (Republikaner, i repubblicani) e della DVU, (Deutsche Volksunion, l'Unione popolare tedesca, la cui homepage è diventata 'Leitseite', cioè pagina-guida, pagina che conduce), hanno un'aria molto istituzionale.

Molto diversa è la realtà del sottobosco, trapiantato su server fuori dalla Germania. I siti non sono molto stabili (vedi nota 2), soprattutto quelli che occupano spazi gratuiti. Molti hanno breve vita o comunque alta deperibilità: appaiono, scompaiono, trovano un nuovo spazio, riemergono altrove.
Ci sono diverse possibili spiegazioni a questa alta percentuale di instabilità. Da un parte può essere voluta, nel senso che scomparire da un server e riapparire su un altro rende più difficile l'identificazione nel caso si sia responsabili di contenuti illegali. D'altro canto, però, l'instabilità è controproducente, per cui alcuni siti mettono in guardia contro i servizi gratuiti offerti da società quali Geocities, che rimuove velocemente i siti considerati indesiderabili e che per questo viene accusata di "intolleranza" e di seguire "una politica che va contro la libertà di espressione". Le esortazioni contro la censura, del resto, sono comuni (e idealmente imbarazzanti) a molti siti estremisti.

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