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In
prossimità delle elezioni si discute naturalmente (e giustamente)
molto di chi votare. Ma - in particolare dopo la debacle del sistema
di voto americano avvenuta in Florida durante le ultime elezioni
presidenziali USA - sarebbe interessante fermarsi un istante a
pensare anche a come votare. Fino a non molto tempo fa
l'idea del voto elettronico (e ancora di più quella del
voto remoto, tramite Internet) era considerata fantascientifica
e inapplicabile nella realtà. Navigando in rete scopriamo
però che delle elezioni elettroniche si sono già
svolte in ambito politico e si svolgono ormai regolarmente in
ambito aziendale. Quello che vi proponiamo di seguito è
un percorso tra citazioni, link e brevissime notizie sulla storia
recente e le prospettive del voto elettronico.
Link:
Una bibliografia (in inglese) sul voto elettronico.
Link:
Le
demo di Election.com: come funziona una votazione online.
Quando
le è stato chiesto se gli inglesi potranno presto eleggere i propri
governanti via Internet, il capo di gabinetto Mo Mowlam ha risposto
che "la Gran Bretagna non è pronta per una 'Net election'", gettando
acqua fredda sulle più ottimistiche previsioni di Blair. Di fatto
l'affermazione della Mowlam riflette il sospetto strisciante in
alcune parti d'Europa che il Web, per quanto adatto al commercio
e alla raccolta di informazioni, dovrebbe essere maneggiato con
molta più cura quando sono in gioco i meccanismi della democrazia
elettorale.
(da
Europe
Tests Waters of E-Politics, di Douglas Herbert - CNN)
Link:
E-Poll:
Electronic Polling Systems for Remote Voting Operations
È
necessario raggiungere direttamente le persone. E se lo si vuole
fare su scala globale vi sono pochi mezzi più efficaci di Internet.
Sono molti coloro che vedono il voto online come un modo per "rilanciare"
la democrazia partecipativa.
(Regis
Jamin, responsabile per Europa, Medio Oriente e Africa di Election.com)
Internet
rischia di frammentare la nostra società e sminuire il nostro
capitale sociale. La nostra società postmoderna sembra interessata
a idee nuove, insolite, marginali e non ancora sottoposte alla
prova dei fatti, che ci sbilanciano e distruggono la nostra tranquillità
mentale. Abbiamo bisogno di comportamenti e atteggiamenti solidamente
ancorati. Internet difficilmente potrà aiutarci in questo.
(Vaclav
Klaus, ex primo ministro ceco. Oggi Klaus ha un sito Internet
regolarmente aggiornato in inglese e ceco.)
Link:
Lo
speciale "Il voto elettronico" di Polix.it
Info:
Dicembre
2000. Il Partito Radicale elegge un quarto del proprio comitato
esecutivo (100 membri) direttamente online.
Con
il voto elettronico si avrebbe una percentuale di errore pari
a zero. Si eviterebbero in questo modo problemi come quelli insorti
in Florida durante le ultime elezioni presidenziali americane.
(Hans
van Wijk, Groenlo)
C'è
una moltissima gente che si dichiara a favore del voto elettronico
senza sapere nulla dei processi tecnici di voto. Questa invece
è la nostra preoccupazione principale: in che modo arrivare al
voto elettronico? Al momento la verità è che non abbiamo risposte
soddisfacenti.
(Doug
Lewis, direttore dell'Election Center di Houston)
Link:
Electronic
Voting Hotlist: tutti i link sul voto elettronico a cura di Lorrie
Cranor.
Link:
La
homepage del progetto E-Government della Presidenza del Consiglio
dei Ministri
Info:
USA,
marzo 2000
I Democratici dell'Arizona hanno utilizzato Internet per la prima
volta per esprimere il proprio voto in un'elezione legalmente
vincolante, in occasione delle primarie dello stato. Circa 40.000
persone hanno votato in rete con il supporto della società Election.com
di Garden City, New Jersey
Internet
è già stata usata per distorcere i processi elettorali. Qualcuno
ha creato un'asta sul web per dimostrare che se i candidati possono
vendere i propri voti alle aziende, perché i singoli cittadini
non dovrebbero ricevere del denaro per i propri? La sfida nella
vendita dei voti sta nel dimostrare di avere votato. Con il voto
online puoi registrare il tuo voto e farti pagare per questo.
(Deborah
Phillips, presidente del Voting Integrity Institute)
Election.com
è un software globale per elezioni e un'azienda di servizi con
un team di esperti in elezioni provenienti da tutto il mondo.
L'azienda fornisce soluzioni complete per la gestione di elezioni:
registrazione dei votanti, gestione dei database, votazione elettronica
in sito e in remoto, soluzioni avanzate di sicurezza, tabellizzazione
accurata e reporting demografico customizzato per giurisdizioni
politiche e clienti del settore privato.
(Dalla
homepage di Election.com)
Info:
Novembre 2001
Gli studenti di tutta Europa potranno eleggere online i propri
rappresentanti presso il Consiglio
degli Studenti Europei.
Stiamo
lavorando a un progetto europeo che permetterà ai giovani delle
università di quindici Paesi europei di eleggere il Consiglio
degli studenti europei. Formato da 50 persone (26 elette col sistema
maggioritario, gli altri con quello proporzionale), questo organismo
sarà un interlocutore per le istituzione dell'Unione in materie
come l'educazione o gli scambi culturali. Le operazioni di voto
si svolgeranno a novembre del 2001. Per l'Italia il punto di riferimento
è l'ateneo di Firenze. Abbiamo scelto le università perché i giovani
sono più flessibili nell'accettare un sistema di voto di tipo
elettronico.
(Regis
Jamin)
Link:
Il
Consiglio degli Studenti Europei: la FAQ delle elezioni online
Per
quanto riguarda l'Italia e l'Europa, riteniamo che l'e-voting
presto diventerà un'esigenza, in particolare per la gestione del
voto dei residenti all'estero. In Italia, poi, dove la macchina
elettorale è particolarmente complessa, il voto elettronico ridurrebbe
notevolmente i costi. In generale, crediamo che questo mercato
nel giro di due e o tre anni si amplierà in modo significativo.
(Biagio
Franco, responsabile per l'Italia del settore government
di Accenture)
Link:
Lo
studio sulle elezioni elettroniche del gruppo di ricerca Cryptography
and Information Security del MIT.
Link:
Il
report conclusivo della Califoria Internet Voting Task Force
Si
parla del voto elettronico come una cosa nuova, in realtà non
lo è. Da molti anni viene adottato per elezioni all'interno di
aziende private. Soltanto per fare un esempio, 20 milioni di azionisti
Shell sparsi in tutto il mondo lo hanno utilizzato. Quello che
è nuovo invece è che si ricorra all'e-voting per le votazioni
pubbliche. In Arizona, introducendo il sistema elettronico abbiamo
raggiunto un incremento del 700% della partecipazione al voto,
il numero degli elettori si è cioè moltiplicato di sette volte
rispetto all'appuntamento precedente. Per quanto riguarda invece
l'esperimento di Icann (Internet Corporation for Assigned Names
and Numbers, l'organo statunitense che assegna gli indirizzi dei
siti, ndr), i numeri parlano da soli: 100 Paesi, otto lingue,
80mila votanti. In quell'occasione abbiamo avuto alcuni problemi
tecnici, o meglio li hanno avuti i primi mille elettori, ai quali
abbiamo poi rispedito per e-mail l'intero kit telematico per la
partecipazione. Dopodiché tutto è andato ottimamente. Dal punto
di vista della sicurezza questo sistema è molto forte. Per eleggere
il presidente di Icann hanno votato persone da tutti i continenti,
senza nessun problema. Abbiamo potuto così dimostrare la sua estrema
sicurezza.
(Regis
Jamin)
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