La
compagnia i Fratellini si
è costituita in associazione senza scopo di lucro
il 31 ottobre 1995. Il Presidente e Legale rappresentate
è Marcello Bartoli, soci sono Egisto Marcucci
e Dario Cantarelli. La sede legale è a Firenze,
via del Campuccio 43. I collaboratori artistici della
compagnia sono Graziano Gregori per scene e costumi,
Germano Mazzocchetti e Franco Piersanti per le musiche,
Elisabetta Courir come regista assistente.
Annalisa Bianco,
laureata in lettere all'Università di Torino
e diplomata nel 1989 nel corso di regia della Civica
Scuola Paolo Grassi di Milano, ha fondato e tuttora
dirige, con il marito Virginio Liberti, l'Associazione
culturale Egumteatro, insignita nel 1998 del
premio Giuseppe Bartolucci.
Il
tempo al di là del mare
di
Annalisa Bianco, messa in scena Compagnia Teatrale "I
fratellini"

Nel
1700, epoca di scoperte e di esplorazioni, non esisteva
ancora un metodo scientifico che permettesse di localizzare
la posizione delle navi in mare. Bisognerà aspettare
la fine del '700, quando un anonimo ma straordinario orologiaio,
John Harrison, dimostrò che il confronto tra l'ora
esatta del punto di partenza con l'ora locale avrebbe
dato come risultato la longitudine delle imbarcazioni.
Nacque così il primo cronometro marino. Ma il geniale
Harrison si attirò le inimicizie e le invidie dell'intero
mondo accademico
La Compagnia I Fratellini
affronta il bel testo di Annalisa Bianco con ironia e
spirito surreale, riuscendo a farci sorridere con una
intelligente 'favola scientifica' dove gli elementi scenici
si sposano alla perfezione con gli strumenti tecnici appositamente
creati dall'Istituto Nazionale per la Fisica della Materia
di Genova.

Riportiamo
di seguito una recensione dello spettacolo di Sara
Chiappori ("La Repubblica" 27 marzo 2001):
Nel
1714 la corona inglese mise in palio 20 000 sterline
(circa 20 miliardi di oggi) per chi avesse risolto il
problema della longitudine, contro il quale si erano
scontrati, senza venirne a capo, geni del calibro di
Galileo e Newton. Problema molto concreto, poiché
dalla sua soluzione dipendeva il destino del commercio
marittimo britannico (molti naufragi avrebbero potuto
essere evitati trovando un modo per calcolare la longitudine).
Liberamente ispirato al best-seller americano Longitudine
di Dava Sobel (in Italia pubblicato da Rizzoli), lo
spettacolo Il tempo al di là del mare,
interpretato da Marcello Bartoli e da Dario Cantarelli,
per la regia dello stesso Bartoli, narra questa grande
avventura, umana e scientifica, fatta di calcoli, di
teorie, di controversie, di lotte di potere e di passioni
celesti, di astrolabi e sestanti, di stelle e distanze
lunari.
Ma è soprattutto la storia di due modi opposti
di pensare e di vedere il mondo: da un lato lo scienziato
colto e astratto, con gli occhi sempre fissi alle stelle
e alle loro recondite armonie, pago delle sue acrobazie
metafisiche; dall'altro l'artigiano geniale, l'orologiaio
forte della concretezza del suo sapere e convinto che
la bellezza risieda anche nella perfezione di un meccanismo,
di uno strumento inventato dall'uomo per potersi muovere
nei meandri labirintici del tempo (John Harrison fu
infatti l'inventore del cronometro).
Bartoli (l'orologiaio) e Cantarelli (lo scienziato)
sono deliziosi nel portare in scena questa vicenda,
che ha il sapore della favola e insieme della sfida,
che racconta di una scoperta scientifica e dei suoi
risvolti umani. Tra gag, ammiccamenti al grottesco,
citazioni iconografiche di gusto un po' anni venti,
Bartoli e Cantarelli si muovono perfettamente a loro
agio, dimostrando come un argomento all'apparenza ostico,
certo poco "teatrale", possa trasformarsi
in uno spettacolo piacevolissimo e divertente.
Link:
- Una
scheda
dello spettacolo a cura dell'INFM di Genova
- Una
recensione
di Walter Riva nello Science Center Virtuale di Torino
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