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La
separazione fra scienza e arte non è solo
obiettivamente erronea, ma è anche
dannosa se la si prende sul serio. Sottrae alla
scienza la forma gradevole (di cui
Galileo si preoccupava) e all'arte il contenuto.
Non considera come oggetto
della fantasia il mondo reale, ma le attribuisce
un dominio accuratamente
distinto; in questo modo si favorisce quella mancanza
di cultura in cui ci si
imbatte sempre quando la competenza specifica
- il perfetto dominio di
strumenti specifici e limitati - prende il posto
del tentativo di utilizzare tutti i
mezzi immaginabili per la conoscenza e la modificazione
della natura e
dell'uomo. Dimentichiamo, dunque, tutte queste
ingannevoli distinzioni e
sfruttiamo tutte le capacità dell'uomo,
il suo intelletto, i suoi sentimenti, la sua
fantasia; poniamo, a fianco di una oggettività
ben padroneggiata, un parlare
colorito per creare una conoscenza che sia non
solo obiettivamente migliore di
quella che abbiamo posseduto finora, ma anche
più piacevole.
"Teatro
come critica ideologica. Osservazioni su Ionesco",
Paul Feyerabend
C'è
chi parla di teatro scientifico, ma la
definizione di un tale "ibrido" non
è ancora stata data con precisione. Il
rapporto fra il teatro e la scienza è infatti
ricco di sfumature: il termine teatro scientifico
potrebbe applicarsi a una serie di esperienze
anche molto diverse fra loro e rimane quindi ambiguo.
Ecco una serie di opinioni sull'argomento.
Le
voci della scienza
Giulio
Giorello
Giuseppe O. Longo
Gianni
Zanarini
Piergiorgio
Odifreddi
Dario Fo
intervistato da P. Odifreddi
(da
"La Repubblica" 17 aprile 2002)
Le
voci del teatro
Luca
Ronconi
Claudia Castellucci
- Societas Raffaello Sanzio
Catia Gatelli
e
Lorenzo
Bazzocchi
- Masque Teatro
Annalisa
Bianco - Egumteatro
Tutte
le altre voci
Forum
scriveteci!
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(27 marzo 2003)

Sono
disponibili i testi (in formato .rtf) dei seguenti
interventi:
EgumTeatro
Francesco
Niccolini
Gianni
Zanarini
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