Teatro e Scienza
Teatro

Aia Taumastica nasce per iniziativa di Massimiliano Cividati e Giulio Baraldi, in seguito alla scissione di Egumteatro, di cui sono stati cofondatori, e si avvale della collaborazione di molti professionisti della più diversa estrazione. Gestisce un centro a Cusano Milanino nel quale, oltre a produrre i propri spettacoli, dà vita a una ricca attività culturale. Uno studio per lo spettacolo Nijnsky versus Amleto ha vinto il premio Sergio Torresani, diretto da Antonio Attisani e patrocinato dall'Eti.

Calibania

Spettacolo rappresentato per la prima volta al Crt (Centro di Ricerca per il Teatro) di Milano dal 14 al 28 marzo 2000, nell'ambito della manifestazione "Scena Prima". Un viaggio nel mondo della malattia (incarnata da una ninfa inquietante e incantevole) attraverso gli ultimi giorni di vita di un operaio, ricoverato in uno strano ospedale che ricorda più gli scuri ambienti medioevali di quelli asettici contemporanei. Un medico freddo e nevrotico interessato unicamente all'osservazione "scientifica" dell'agonia del paziente, senza nessun proposito curativo (fino al punto da riuscire a calcolare esattamente il numero di giorni che restano da vivere ai propri pazienti), un'infermiera attratta dalla malattia e dalla morte, che saprà però tornare alla vita e alla salute con un gesto "battesimale" al termine dello spettacolo, un'orribile assistente/schiavo e altri due pazienti terminali che interpretano la loro tragedia personale con finissimo umorismo: questi i personaggi di un mondo cupo e notturno, che cattura lo spettatore fin dalla prima scena. Le scenografie essenziali, giocate sui toni del marrone e del bianco, così come i costumi, si ispirano a tavole alchemiche e contribuiscono a creare uno spettacolo equilibrato per quanto riguarda sia la drammaturgia sia la regia. Impressionante, ad esempio, la scena della "radiografia" con lo sfondo completamente ricoperto da radiografie illuminate di parti dello scheletro umano e che nel testo recitato richiama l'analoga scena de "La montagna incantata" di Thomas Mann.
Il mondo della medicina aveva ispirato l'anno precedente un altro spettacolo al regista Massimilianp Cividati: Njinsky versus Amleto. Come si legge nella presentazione di Paolo Zandonella : "La cronologia di un fallimento che progressivamente si insinua nel sangue di un medico come un male virulento e oscuro che agisce dall'interno. Il sogno di un anatomista, carpire, controllare l'emozione, saggiarne l'origine, seguirla nel suo sviluppo… in una: dominarla. Attraverso una strana equazione i suoi termini si riassumono in Intelligenza Razionale - Corpo Strumento - Emozione. Lo spettacolo è il tentativo di svolgere questo sistema.
Un anatomista quindi, l'inizio di un secolo, forse la fine del precedente, l'ebbrezza di nuove sconcertanti fisiologiche intuizioni, Pavlov diffondeva allora i suoi studi, l'illusione di controllare - dominare l'indomabile e la sua conseguente vendetta.
Il nostro medico organizza quindi, un grande esperimento in cui il pubblico è invitato a partecipare in qualità di testimone. Ha con attenzione scelto le proprie cavie, Vaslav Nijnsky, il grande danzatore e il suo entourage innanzitutto, i propri pazienti e la propria assistente e compagna in secondo luogo, in sostanza creature infantilmente vulnerabili, di una comunicazione disperata e di un'umanità scandalosa. Nijnsky non prende però concretamente parte alla vicenda, sembrando essere soltanto un nome di richiamo per le folle; in realtà costituirà un elemento fondamentale di squilibrio, un'irrinunciabile presenza iconografica, che aleggerà invisibile nel corso di tutta la vicenda.
Parole antiche come affilati strumenti di dissezione: abbiamo dei corpi, ci servono degli attrezzi, il nostro medico, infatti, invece di bisturi e divaricatori utilizzerà l'Amleto di Shakespeare, sottoponendo le proprie cavie alle circostanze del testo.
Ma ciò che da programma doveva essere addomesticato, ovvero, l'Emozione, lentamente nel corso dell'esperimento manifesterà la propria incontrollabile potenza facendo miseramente naufragare la nave e il suo ambizioso equipaggio; più volte il dottore, come un novello eduardiano Sik-Sik, tenta di interrompere il meccanismo da lui stesso ideato, nella misura in cui comincia a ravvisare che le proprie cavie sembrano non essere più padrone delle proprie azioni - parole, entra in scena, sbraita, invoca pagliacci, danzatori e musiche (come nei rodei quando un concorrente rimane vittima di un toro), ma niente, ogni tentativo sarà vano e l'esperimento fagociterà tutti.
In definitiva una giostra di esilaranti trovate che in un progressivo disequilibrio addomesticano il cuore al pianto".

Link:

  • Una scheda dello spettacolo "Njinsky versus Amleto"