Teatro e Scienza
Teatro/2

La compagnia teatrale di Strasburgo Articulations-Théâtre, dal 1983 si propone di portare in scena il mondo delle scienze: rappresentare controversie scientifiche, far rivivere scienziati celebri o misconosciuti, esplorare discipline scientifiche come l'Astronomia o la Biologia.

I fondatori della compagnia dichiarano:

Attraverso la messa in scena delle controversie fra gli scienziati, si tratta di presentare la scienza non come una «Verità Rivelata», ma come un'indagine contraddittoria, e si tratta di rappresentare i sogni e le speculazioni dei suoi protagonisti. Collocando la parola al centro della rappresentazione delle scienze, il teatro risale alle sorgenti dell'attività scientifica, che consiste in un dubbio costruito lentamente e pazientemente.
Se si considera la storia delle scienze, ci si accorge che le situazioni e i comportamenti suscitati dall'indagine scientifica sono tanto ricchi quanto un intrigo shakesperiano: corsa per il denaro e per la gloria, complotti e influenzamenti, spionaggi e tradimenti, sogni di potenza e d'immortalità, non manca nulla, visto che la scienza è una vera e propria attività sociale. Ecco dunque una materia prima ideale per un teatro che ama i conflitti, le contraddizioni e che si diverte a smascherare le rappresentazioni sociali che ci governano a nostra insaputa.
Non vogliamo assolutamente fare una critica di propaganda, nichilista o reazionaria alle scienze, ma mostrare come questa «ricerca delle leggi di natura» sia sempre stata legata alle ideologie e, più in generale, alla filosofia. Nessuno scienziato pazzo o benefattore dell'Umanità quindi, ma esseri umani coinvolti in un'attività sociale, con sogni e fantasmi loro propri, con una coscienza da interrogare: questi sono i ritratti al tempo stesso ricchi e complessi che noi vogliamo disegnare degli scienziati di oggi e dei sapienti di altri tempi.

Il teatro, che dovrebbe essere un osservatorio sul mondo, ha prodotto pochissimi testi che considerano la scienza come un oggetto drammaturgico importante, con l'eccezione della riflessione brechtiana. Ci avventuriamo quindi su un terreno praticamente vergine, con la speranza di aprire dei percorsi appassionanti per il pubblico.

Accostandoci al dominio vertiginoso delle scienze, il nostro proposito in quanto compagnia di teatro resta sempre naturalmente quello di fare vero teatro, al tempo stesso divertente e istruttivo; quindi non si tratta di conferenze o di animazioni teatralizzate artificialmente, ma di teatro vero e proprio, con personaggi e situazioni rivelanti un punto di vista. Vogliamo inoltre che l'universo scientifico sia il materiale di base dello spettacolo e non una componente anedottica sottostante agli intrighi amorosi o politici già visti più di mille volte.

Insieme alle conferenze, alle esposizioni, ai musei della scienza, che sono i classici mezzi della divulgazione scientifica, il teatro può contribuire a portare la scienza nella cultura, in maniera pertinente e originale. La grande forza del teatro è quella di scoprire sotto i concetti aridi, una vita di passioni, di osservazioni e di esperienze. Si provi a raccontare la vita di Benjamin Franklin che sperimentò con il suo giovane figlio il primo parafulmine e si scoprirà che la vita di uno scienziato assomiglia molto a quella di una avventuriero.

E, in definitiva, esiste un metodo più avvincente per apprendere un concetto, di quello che ne ricostruisce la storia e la mette sotto forma di dialogo?

La compagnia ha creato un quindicina di spettacoli, tra i quali: Le Ciel des Poètes, un viaggio nella memoria dell'astronomia, Entretiens sur la pluralité des mondes, tratto dal celebre testo sull'astronomia di Fontenelle, Le rêve de d'Alembert dal testo di Diderot.

(le immagini in questa pagina web sono tratte da alcuni di questi spettacoli)

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