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Amore
e Chimica
di Jean-Noël Fenwick,
regia di Silvio Giordani, con Pamela Villoresi e Pietro
Longhi
Commedia
leggera di stile "boulevardier" Amore e Chimica
racconta i primi quattro anni (dal 1898 al 1902) del rapporto
fra i coniugi Curie, durante i quali, vivendo in un capannone
gelido, riuscirono a isolare il Radio. Rappresentata il
Italia al Teatro San Babila di Milano dal 5 al 31 ottobre
1999 e poco dopo a Roma. Come sottolinea il critico teatrale
Ugo Volli ("Il Corriere della Sera")
si tratta di uno spettacolo con "personaggi ridotti
a maschere, tormentoni con battute ripetute, un'anedottica
spinta ben oltre la consueta agiografia, verso la pura
tautologia teatrale. Attorno ai coniugi Curie, tratteggiati
in maniera un po' superficiale, tutti d'un pezzo, ma abbastanza
credibili, circolano un collega affarista ma buono, una
cameriera impertinente, e il rettore vanesio e imbecille
che sembrano usciti da un vaudeville. Nella commedia c'è
ogni tanto uno sforzo didascalico, c'è un'analisi
non scorretta delle piccole meschinità e dei condizionamenti
che pesano sulla ricerca scientifica, ma il linguaggio
è tutto volutamente falso e stereotipato. Fenwick
vuole il consenso di un pubblico disimpegnato e poco curioso;
sa far ridere, ma la banalizzazione intellettuale è
grande".
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