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Una
volta si poteva essere colti da mal di mare solo sul ponte di
una nave e al largo. Con il nuovo Millennio, è possibile
vivere questa brutta sensazione anche su un ponte "normale",
ben fissato a terra.
Non stiamo parlando di un nuovo gioco da Luna Park, ma del
Millennium
Bridge di Londra, il ponte pedonale che
da simbolo del terzo Millennio si è trasformato nell'analogo
architettonico del "Millennium Bug" o quasi
Inaugurato infatti nel giugno 2000, è stato subito chiuso
dopo appena due giorni di "passeggiate", perché
oscillava talmente da impedire ai passanti
di rimanere in equilibrio. Posto sul Tamigi fra la
Cattedrale di St Paul e la Tate Gallery, lungo 328 metri e costato
18 milioni di sterline, il ponte che - a detta dell'architetto
Sir Norman Foster, che lo ha progettato - doveva essere una "lama
di luce" nel cuore della città,
è invece diventato molto più simile a un comune elastico, soggetto
alle ferree leggi di un ben conosciuto fenomeno fisico che si
chiama moto armonico. È noto
infatti che se i passanti camminano tutti con lo stesso ritmo,
i ponti incominciano a oscillare per risonanza: ogni oggetto possiede
quella che si dice una frequenza propria di oscillazione, cioè
un determinato valore che fa letteralmente "risuonare" tutta la
struttura, la quale inizia a vibrare in modo sempre più intenso,
con il rischio di una vera e propria rottura. Chi ha guidato una
Citröen 2 CV o una Fiat Panda (vecchia almeno di due anni) avrà
provato di persona che esiste una data velocità alla quale i finestrini
o addirittura un pezzo dell'albero di trasmissione (nel peggiore
dei casi) iniziano a vibrare, con un conseguente fastidioso rumore,
che si elimina solo andando più piano o più veloce: quella velocità
mette in oscillazione le strutture con un valore di frequenza
uguale a quello della loro frequenza propria. Chi non ha la patente
e invece ama la musica, forse avrà notato che a volte alcune
note del pianoforte fanno vibrare piccoli oggetti posti nelle
vicinanze: si tratta sempre dello stesso fenomeno di risonanza.
Il
gruppo di architetti responsabili del progetto del Millennium
Bridge, già all'epoca dell'inaugurazione aveva subito ammesso
di non aver considerato le oscillazioni orizzontali che si propagano
sul ponte (come su una molla), ma soltanto quelle verticali, che
provocano oscillazioni "in su e in giù" e di aver sottovalutato
il fenomeno del moto sincronizzato dei passanti. Sembra inoltre
che, a causa di un gran vento, i passanti si siano messi subito
a camminare quasi tutti allo stesso ritmo per cercare di stare
in equilibrio e così facendo hanno contribuito ulteriormente ad
amplificare le oscillazioni di risonanza del ponte…
A distanza di un anno, il problema non
è però ancora stato risolto, nonostante
le simulazioni effettuate e l'aiuto di un gruppo di esperti; pare
insomma che evitare questo fastidioso fenomeno non sia poi così
banale. E si scopre che il problema delle oscillazioni di risonanza
assilla quasi tutti i ponti pedonali e che il più delle
volte è messo a tacere, perché si tratta di ponti
poco noti.
Per rendere giustizia anche ai francesi, ricordiamo che ha subito
la stessa sorte il ponte pedonale Solferino,
che a Parigi collega il Museo Orsay con i giardini delle Tuileries,
anche se le oscillazioni non erano così intense.
Rimandiamo all'articolo della rivista New
Scientist del 31 marzo 2001 (pag. 38), per un'analisi più
approfondita.
Per concludere,
una volta tanto, con un umorismo un po' "noir" ascoltiamoci
il file audio "London
bridge is falling down…" oppure entriamo alla Tate Gallery
(dopo quattro salti metaforici sul ponte che le sta di fronte)
e contempliamo ancora una volta la saggezza o la "lungimiranza"
di Turner e di due sue opere:
 
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