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C'è vita lassù in alto
di Francesca E. Magni





 








 

Scienziati con la testa fra le nuvole? Assolutamente no. Birgit Sattler, con il suo gruppo di ricerca dell'Università di Innsbruck, ha pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters un articolo in cui si afferma per la prima volta con assoluta certezza che le nubi di alta montagna ospitano forme di vita. Si tratta di batteri che resistono a temperature bassissime, all'azione dei raggi ultravioletti e alla carenza di cibo.

La scoperta è avvenuta circa un anno fa, quando la Sattler ha deciso di rilevare alcuni campioni da una nube che si trovava sopra la stazione metereologica del monte Sonnblick nei pressi di Salisburgo. Si è accorta così che in ogni goccia di acqua condensata si addensavano all'incirca 1500 batteri, dalle forme circolari, filamentose e a barra (si noti però che nei laghi e negli oceani la presenza in un analogo volume d'acqua raggiunge valori da diecimila a dieci milioni). I ricercatori non hanno ancora stabilito l'identità di tali batteri, però tramite un tracciante radioattivo hanno verificato che i microorganismi erano vivi e che si stavano anche riproducendo.
Un mondo di piccoli esseri viventi popola quindi le nubi pure e fredde delle alte altitudini, un ambiente che finora era stato considerato sterile e inospitale, nonostante si sapesse che i batteri "galleggiano" nell'atmosfera e si diperdono anche attorno alla Terra.
Ma oltre all'aspetto altamente suggestivo della scoperta, ce ne sono altri non meno interessanti dal punto di vista scientifico, come ad esempio il fatto che l'attività di questi batteri potrebbe addirittura influenzare il clima, fungendo da elemento di controllo della produzione e della perdita di alcool, acidi organici e altre sostanze contenenti ossigeno, coinvolte nella produzione di ozono. I batteri potrebbero inoltre contribuire alla formazione delle piogge acide.
Birgit Sattler spera di riuscire presto a identificare questi "piccoli conquistatori" delle nuvole, in modo tale da capire se provengono dalle piante, dalle superfici d'acqua oppure dal suolo. Le prossime indagini si concentreranno poi sulla determinazione di quale tipo di nutrimento deve essere presente nelle nubi per permettere la sopravvivenza dei batteri e soprattutto su quali componenti chimici e organici in particolare sono in grado di produrre.


In rete:

  • Potete visitare un sito dedicato al rarefatto mondo delle nuvole, cliccando direttamente sulla prima immagine di questa pagina
  • Per quanto riguarda i batteri, vi consigliamo una pagina interattiva per conoscere la struttura interna di queste cellule e un interessante articolo nel sito del Gruppo Astronomico Tradatese, che riassume i principali punti del dibattito nato dal clamoroso annuncio della presunta presenza di tracce fossili di vita marziana in un meteorite antartico