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Quante ombre sulle luci
di Francesca E. Magni





 








Malpensa 2000Senza luce, la vita sul nostro pianeta non sarebbe mai potuta esistere, lo sanno tutti. Però c'è luce e luce, e soprattutto quando è troppa, bene non fa.
Stiamo parlando non della luce solare (che provoca danni dai quali una volta l'atmosfera senza buchi ci proteggeva quasi egregiamente), ma di quella artificiale, inventata dagli esseri umani per evitare i presagi inquietanti della notte. Grazie alle lampadine in casa e ai lampioni fuori, l'umanità da ormai un secolo si è abituata a prolungare la propria attività nelle ore notturne, un fatto considerato positivo, visto come una delle comodità derivate dal progresso tecnologico che sembrava non danneggiare l'ambiente più di tanto. Invece non è così. Da qualche anno il termine
inquinamento luminoso è entrato a far parte del linguaggio legale di molti Paesi, compreso il nostro, che ha da poco approvato una legge in proposito.

Per le immagini notturne della Terra, collegatevi con Tutto il Mondo dal Satellite.

Per quanto riguarda l'inquinamento luminoso, vi segnaliamo il sito Inquinamento luminoso in Italia e la pagina dei link italiani.

All'estero, trovate vari siti, tra i quali l'International Dark-Sky Association e il New England Light Pollution Advisory Group.

La luce artificiale di notte dà fastidio agli astronomi che, per ovvi motivi, non riescono a effettuare le osservazioni celesti, ma anche agli ambientalisti, che vedono deturpare la bellezza dei paesaggi notturni e sprecare energia in grandi quantità. Ma il danno ecologico sta assumendo - soprattutto negli Stati Uniti e in Canada - anche una valenza più ampia. Oltre agli astronomi e agli ambientalisti infatti, molti altri animali stanno subendo le cattive conseguenze dell'esistenza della luce "innaturale". Nessuno avrebbe potuto prevedere (neanche i più "illuminati") infatti, che stormi di uccelli migratori rischiassero l'estinzione, come sta invece avvenendo attualmente; abituati a muoversi di notte, questi uccelli sono purtroppo deviati e attratti dalle luci dei grattacieli e delle torri e si schiantano irrimediabilmente contro di essi: l'organizzazione canadese The Fatal Light Awareness Program, ha stimato che ogni anno circa 10 000 uccelli si feriscono o muoiono, solamente nella zona del centro di Toronto.
La situazione non è affatto migliore neppure per moltissime giovani tartarughe, che confondono la luce delle città costiere con il riflesso della luce della luna e delle stelle sulla superficie marina e con la bioluminescenza dell'acqua; si dirigono così in direzione opposta a quella del mare e rimangono vittime delle automobili e dei predatori.

Provate a visitare questa pagina, che contiene una lunga lista di indirizzi che si occupano delle tartarughe marine e della loro sopravvivenza.

Un approfondimento al tema si trova nell'articolo Night Lights di American Scientist, che cita inoltre, il progetto di ricerca Tropical ecology di Marianne Moore del Dipartimento di Biologia del Wellesley College.