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Tornano i dirigibili















Ma non c’erano forti problemi di sicurezza, con i dirigibili?

Indubbiamente. Negli anni che vanno dal 1910 al 1940 si può dire che solo una notevole e cieca ostinazione fu l’unica forza propulsiva per la costruzione di macchine che si dimostravano in più modi del tutto inaffidabili.

Nell’immagine vediamo l’interno dello Zeppelin, dirigibile tedesco degli anni 30.
Era un immenso scheletro di metallo, e tutto l’idrogeno che serviva a sollevare il dirigibile era attraversato da questo scheletro, rendendo tutta la macchina un
gigante in ostaggio di scariche elettriche generate da diverse sorgenti: temporali, lo stesso attrito del mezzo sull’aria durante la navigazione, i flussi di corrente provenienti dal suolo nel momento dell’attracco.

Confortevoli saloni offrivano certo ai passeggeri (poche decine, in verità) un notevole comfort, ma gli incidenti furono tanti e gravi.

Con lo sviluppo dell’aeronautica dovuto al secondo conflitto mondiale, la prima era dei dirigibili si chiuse inesorabilmente.

Quindi, per quale ragione dovrebbe aprirsi una seconda era per i dirigibili, se la tecnologia si è dimostrata tanto insicura?. Ebbene, è proprio questa che è cambiata. L’involucro dello Sky Cat è praticamente privo di metalli che possano condurre elettricità. L’enorme sviluppo delle scienze dei materiali consente di produrre leghe molto resistenti – anzi, molto più resistenti di qualunque metallo – e assolutamente non conduttrici.

Le immagini dello Zeppelin fanno parte di un'ampia collezione
di fotografie su questo dirigibile, rintracciabile in questo sito.

Un altro problema dei vecchi dirigibili era la loro manovrabilità; i piloti di allora raccontavano che nei momenti dell’atterraggio, per esempio, si andava su e giù in continuazione, come una nave in preda alle onde, e le possibilità di governare i movimenti erano scarse, tant’è vero che il ruolo dei "portuali" a terra era decisivo. Erano questi che, con lunghe funi, cercavano di stabilizzare il dirigibile.

Guardando il filmato dello Sky Cat, invece, si vedrà che il nuovo dirigibile atterra e decolla con grande agilità e rapidità. Sono i motori oggi disponibili e l’utilizzo dei computer nel controllo automatico degli assetti che hanno eliminato le fatiche e i pericoli di una volta.

Un solo problema è rimasto: le tempeste. Se c’è solo vento, in una direzione, anche intorno ai 120 km orari, lo Sky Cat se la cava; ma se le condizioni meteorologiche sono particolarmente caotiche e vorticose, è meglio non prendere il volo. Le odierne previsioni del tempo sono in grado di evitare questi rischi.