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La
Aral
Sea Homepage permette di accedere a un'efficace cronologia
del processo di desertificazione del lago.
Il
sito dell'International
Aral Sea Rehabilitation Fund contiene una mappa
per localizzare laghi, fiumi e canali nell'Asia centrale e racconta
la crisi dell'Aral.
Le
immagini, spettacolari e tragiche, scattate a più riprese
dallo Space
Shuttle, mostrano il deteriorarsi della situazione ambientale.
L'immagine a destra risale all'aprile del 1991. Il Piccolo Aral
risultava isolato dal Grande Aral già nel 1987.
L'organizzazione
di Medici
Senza Frontiera è presente dal 1997 nella zona
del Lago Aral, nel tentativo di contrastare la diffusione di tubercolosi,
malattie respiratorie e diarrea.
Sul sito è possibile leggere il piano
di intervento del 2001, rientrante nel programma DOTS
for ALL, che si chiuderà nel 2003.
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La
catastrofe ecologica e la tragedia umana
A partire
dal 1960, durante i decenni del regime sovietico, il sistema idrologico
del bacino dell'Aral fu totalmente snaturato. Le acque dei due
immissari sono state impiegate per l'irrigazione delle piantagioni
di cotone, un'area grande come l'Irlanda prima pascolo per le
mandrie dei nomadi. Dal 1987 il drastico abbassamento del livello
del lago ha provocato l'estendersi della penisola di Kokaral verso
est fino al suo congiungimento con il delta del Syr Darya e l'Aral
si è diviso in due, il Grande e il Piccolo Aral (a sua
volta ripartitosi in due grandi pozze).

La
salinità accresciuta dell'acqua non permette più
la pesca. Delle 24 specie ittiche, ne sono rimaste solo 4. Ma
la salinizzazione del suolo, dovuta all'innalzamento della falda
e reversibile solo con l'impiego di enormi somme di denaro, è
la piaga maggiore.
Le acque del lago non possono più esercitare la loro funzione
di regolatrici della temperatura. Con gravi danni per l'agricoltura,
il microclima è cambiato: in inverno la temperatura scende
sotto i 35° e in estate può raggiungere 50°, accelerando
il processo di evaporazione delle acque.
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La
terra nuda delle rive del lago cuoce al sole, lasciando spazio
alle dune di sabbia del deserto del Kyzyl Kum, dalle stesse rive
il vento spazza i sali tossici accumulatisi: ogni anno 47 milioni
di tonnellate di sale si riversano sulle aree agricole. In realtà
i sali raggiungono le regioni più remote del pianeta: si
stima che il 10% delle polveri della terra provenga dall'Aral.
I defolianti utilizzati per le piantagioni di cotone sono altamente
tossici, con ripercussioni sulla popolazione. Si diffondono tubercolosi,
colera, tifo, problemi respiratori, diarrea, insufficienza renale,
vari tipi di tumori, ma soprattutto anemia, che riduce le difese
di fronte all'insorgere di altre infezioni, e che nelle donne
aumenta il rischio di emorragie durante il parto.
Le
industrie alimentari di inscatolamento del pesce non avendo più
materia prima locale da trattare hanno dapprima inscatolato pesce
proveniente dal Baltico, poi sono state chiuse.
Muynak, un tempo isola fiorente nel delta dell'Amu Darya, nel
1995 distava già 70 chilometri dalla riva. Oggi i chilometri
che separano Muynak dall'acqua sono più di cento.
Nel nord la città fantasma di Aralsk è un altro
porto di sabbia, costellato di carcasse di imbarcazioni e industrie
dismesse.
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