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E-learning: confessioni di un eretico
di Sara Sesti















Clifford Stoll
Confessioni di un eretico high-tech
Garzanti, 2001
L.29.000

Una lunga intervista a Stoll di John Kador, che risale al 1993. Il tema centrale è il suo primo libro, The Cuckoo's Egg, la storia della ricerca di un hacker, a cui seguirono Silicon Snake Oil e High Tech Heretic.

Intervista in audio su hackers e astronomia, Internet e il computer nella didattica.

Stoll in ambito accademico, alle prese con le domande degli studenti.

L'e -commerce secondo Stoll: anche se non siete soliti fare acquisti su Internet, non perdetevi queste pagine.

I manifesti pubblicitari celebrano l'avvento della nuova era di Internet, dell'educazione in rete e dei distance learning, ma non tutti ci credono. Tra questi l'autore di Confessioni di un eretico high-tech, un libro contro corrente pubblicato recentemente da Garzanti.
Clifford Stoll, che di professione fa l'astronomo, usa abitualmente i computer. Li sa programmare. Vive con loro. Quindi non può essere accusato di un'arcadica tecnofobia quando avverte che siamo pericolosamente avviati verso un mondo fatto di macchine intelligenti e di persone stupide. Si considera un eretico e la sua eresia è ben documentata e scritta con stile semplice e disinvolto.
Il suo primo bersaglio è la nuova scuola, nella quale si auspica un computer in ogni classe o, peggio, su ogni banco. Inorridisce all'equazione apprendimento uguale divertimento, alla depauperizzazione del rapporto con l'insegnante in carne e ossa - e qui lancia anatemi contro il distance learning - al mettersi in relazione, dalla prima infanzia, con uno schermo fatto di pixel piuttosto che con una collettività fatta di coetanei.

"Chi insegnerà ai nostri ragazzi il linguaggio (quello vero, non quello di word) quando sarà ormai troppo tardi? Chi spiegherà loro che cosa sono la logica e la matematica, quando avranno ormai acquisito che i problemi forse, si risolvono schiacciando un tasto? Come faranno a conoscersi e a incontrarsi, usciti da una chat room? E come la mettiamo col senso critico, con l'ironia?"

Stoll ce l'ha a morte con le biblioteche informatizzate e con chi considera morta la carta stampata.

"Il libro è più duraturo (non diventa buono per la discarica dopo cinque anni), più portatile, più economico di un lap-top".

Considera il World Wide Web come il McDonald's dell'informazione.

"Come gli hamburger, è veloce ed economico. Ma la qualità? Quanto al food, chi lo vuole, va in un buon ristorante. Se invece stiamo parlando di soul food, ovvero di conoscenza, andiamo a cercare (faticosamente, in una biblioteca che ormai è soltanto on line) un caro, vecchio libro".

Infatti, dice Stoll, nessuno scrittore o serio pensatore che ha trovato un editore che lo paga per pubblicarlo è così stupido da dare libero accesso al frutto della sua mente via Web.
L'autore poi, sconfina nella filosofia pura quando, in un capitolo, si fa beffe dell'assunto "l'informazione è potere" e avverte che l'America, e chi la segue, sta diventando un enorme e cablato paese di persone sole. E ci regala parole di delizioso umorismo quando racconta di ammorbanti quanto inutili presentazioni fatte da manager modello che usano diagrammi - fuochi d'artificio realizzati in Powerpoint. 0 ancora, suggerisce usi ecologici e soddisfacenti del vecchio computer quando se ne compra uno nuovo:

"Un po' d'ingegno e di silicone, e può diventare un vero, rilassante acquario (i pesci veri sono molto meglio di quelli dello screesaver). Oppure, svuotato e livellato con un po' di sabbia antiodori, una pratica lettiera per gatti."

A conclusione del libro, con la postfazione di Raffaele Simone, si torna a casa nostra dove lo scenario per ora è meno apocalittico, ma di fronte ai cartelloni elettorali che qualche mese fa promettevano una scuola all'insegna di "Inglese, Internet, Impresa", Simone sottoscrive lo Stoll pensiero esprimendo una grande perplessità.