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Jacques
Derrida:
Platone
- oralità e scrittura:
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La
Filosofia del Web
Tempo e connessione: i fondamenti dell'ipertestualità
tra ermeneutica e decostruzione
Fulvio
Papi (Dipartimento di Filosofia, Università
di Pavia)
Territorialità
del "pensiero": identità, immaginazione, tecnologia
Rapporto
tra ipertesto e filosofia:
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In
ogni comunicazione la forma del mezzo utilizzato, del
supporto, determina fortemente l'identità dell'autore.
Nel caso del libro a stampa
si è in presenza di un autore-scrittore di un testo
chiuso e sequenziale. Un simile testo, nell'ottica
decostruzionista (Barthes, Derrida), rappresenta una riduzione
e una costrizione del pensiero.
Chi lavora nell'ipertesto,
invece, genera il ricordo di
un pensiero originario (nel senso heideggeriano
del rammemorare un pensiero che pensa l'uomo e non viceversa),
ma così facendo perde quell'identità durevole
dell'autore che è presente nel testo scritto.
Lo spezzarsi nella scrittura ipertestuale del cerchio
metafisico di scrittore-lettore conduce alla perdita di
tale identità e alla barthesiana possibilità
di ognuno di divenire autore.
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Oralità
e scrittura:
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Per
Platone il passaggio
dall'oralità alla scrittura
è passaggio da una comunicazione
erotica e vicina all'anima alla possibilità di
fissare il pensiero. In questo passaggio l'evento
orale perde profondamente il suo senso.
Il
mutare del mezzo di comunicazione comporta sempre, a sua
volta, il cambiamento del pensiero stesso, la sua trasformazione.
In ciò si fa evidente il fatto che l'evoluzione
dell'uomo non è unicamente un'evoluzione biologica
lineare, ma anche e soprattutto simbolica: il
corpo e il pensiero dell'uomo sono "interpretati"
all'interno di una struttura simbolica.
Di essa fanno parte le immagini identitarie, ossia le
definizioni. Esse comportano una forte connotazione di
emotività. All'immagine
identitaria della scrittura si conforma emotivamente
l'identità dell'autore, venendo così ad
essere caratterizzata dalla linearità,
dalla cancellabilità, dalla durata, dallinvestimento
emotivo, dalla dedizione, dalla conservazione, dalla memoria
e dal pensiero, dalla concezione dellalterità...
Ma questi elementi sono il campo
trascendentale del fare filosofico.
Questa immagine identitaria viene
stravolta dallipertesto. Il messaggio
ipertestuale è, infatti, sensibile circoscritto,
iconico, evenemenziale, e caratterizzato dalla perdita
dellautore e dal "dialogo senza voce".
Tutto ciò esclude la custodia e la coerenza analitica
proprie del testo scritto.
Nellipertesto
il senso rimane su una superficie comunicativa
e non perdura come prova di una forma di esistenza evenemenziale.
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