La Filosofia del Web
Tempo e connessione: i fondamenti dell'ipertestualità
tra ermeneutica e decostruzione

 

Paolo Ferri (Dipartimento di Epistemologia ed Ermeneutica della Formazione, Università di Milano-Bicocca)
Tempo, spazio e autore nel racconto degli ipermedia

Dallo spazio-tempo aristotelico allo spazio-tempo ipertestuale:

Il concetto aristotelico di tempo ha caratterizzato tutte le principali forme di scrittura, in special modo il testo della tradizione gutemberghiana. Esso si orienta linearmente e unidirezionalmente in senso diacronico.

Un simile concetto, se si intende riflettere intorno all'ipertestualità e all'ipermedialità, deve essere superato in favore del tempo e dello spazio ipertestuali, con l'introduzione della nozione di "ambiente spaziale".

Di fronte a questo passaggio, i teorici si sono divisi in apocalittici e integrati.

I primi (tra i quali si ricordano Baudrillard e Virilio) vedono il sorgere di un tempo irreale e iperreale, di una iperrealtà, con la conseguente "fine della realtà" (il delitto perfetto di cui parla appunto Baudrillard) e la fine dello stesso concetto di tempo.

I secondi (tra i quali vanno citati Lévy e Haraway) vedono il sorgere delle nozioni di tempo e spazio non lineari, paralleli, interstiziali e non contemporanei e di spazio a dimensioni multiple (la tridimensionalità della realtà virtuale).

In ogni caso si va verso nuove forme di temporalità, con il passaggio dalla temporalità caratteristica del testo a nuove forme spazio-temporali all'interno di uno spazio-ambiente da costruire. E' un passaggio paragonabile a quello dalla scrittura alla scultura; è l'idea che "abitiamo uno spazio" cognitivo a dimensioni multiple.

avanti ...

 

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