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Lo
spazio logico dell'ipertesto, il tema, è
la condizione stessa di possibilità della rappresentazione,
il luogo metatestuale dei testi
connessi. La
complessità di questo spazio logico induce a credere
in una libertà di scelta da parte del fruitore;
ma in realtà tale spazio è organizzato e
ha sia una valenza ontologica che teleologica.
L'ipertesto
si basa su una concezione teologica
del mondo: l'autore
dell'ipertesto è un Dio creatore in
quanto è, oltre che realizzatore,
anche programmatore
del mondo. Egli
diventa così paragonabile al poeta-creatore della
tradizione leibniziano-baumgarteniana e l'ipertesto
diventa una metafora del mondo.
Sulla
scorta di questa metafora si può sottolineare la
differenza dell'ipertesto
off-line dall'ipertesto on-line: l'ipertesto off-line
è 'monoteista' (anche se l'autore è un gruppo,
una equipe), mentre l'ipertesto on-line è 'politeista'.
Il web si presenta così come uno spazio pagano,
sul quale nessuno degli innumerevoli dei-creatori riesce
ad avere uno sguardo totalizzante. Ecco
che così, con
l'aumentare del senso della libertà, diminuisce
il senso (e il valore) della scelta.
Solo
l'ipertesto off-line permette il paragone con l'opera
consueta in quanto anch'esso è compiuto, un'opera
finita, portatrice di una verità. L'ipertesto on-line,
invece, si presenta come sfrangiato in una infinità
di fruitori.
In
esso si trova un nuovo tipo di soggettività, per
la quale l'individuo è un esemplare della comunità
virtuale fondata sulla presenza non fisica, ma linguistica;
un nuovo concetto di temporalità,
nella quale si ha la percezione di un tempo istantaneo
"che non si raccoglie"; una nuova
nozione di mondo, determinata dal concetto
di Rete, che ha carattere totale, ma non rende possibile
uno sguardo totale su di esso, e quindi una teleologia
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