Realtà virtuale e spazio aptico:

La Filosofia del Web
Tempo e connessione: i fondamenti dell'ipertestualità
tra ermeneutica e decostruzione

 

Roberto Diodato
Archeologia dell'ipertesto. Per un'estetica dell'ipertesto

Ipertesto off-line e ipertesto on-line:

Lo spazio logico dell'ipertesto, il tema, è la condizione stessa di possibilità della rappresentazione, il luogo metatestuale dei testi connessi. La complessità di questo spazio logico induce a credere in una libertà di scelta da parte del fruitore; ma in realtà tale spazio è organizzato e ha sia una valenza ontologica che teleologica.

L'ipertesto si basa su una concezione teologica del mondo: l'autore dell'ipertesto è un Dio creatore in quanto è, oltre che realizzatore, anche programmatore del mondo. Egli diventa così paragonabile al poeta-creatore della tradizione leibniziano-baumgarteniana e l'ipertesto diventa una metafora del mondo.

Sulla scorta di questa metafora si può sottolineare la differenza dell'ipertesto off-line dall'ipertesto on-line: l'ipertesto off-line è 'monoteista' (anche se l'autore è un gruppo, una equipe), mentre l'ipertesto on-line è 'politeista'. Il web si presenta così come uno spazio pagano, sul quale nessuno degli innumerevoli dei-creatori riesce ad avere uno sguardo totalizzante. Ecco che così, con l'aumentare del senso della libertà, diminuisce il senso (e il valore) della scelta.

Solo l'ipertesto off-line permette il paragone con l'opera consueta in quanto anch'esso è compiuto, un'opera finita, portatrice di una verità. L'ipertesto on-line, invece, si presenta come sfrangiato in una infinità di fruitori.

In esso si trova un nuovo tipo di soggettività, per la quale l'individuo è un esemplare della comunità virtuale fondata sulla presenza non fisica, ma linguistica; un nuovo concetto di temporalità, nella quale si ha la percezione di un tempo istantaneo "che non si raccoglie"; una nuova nozione di mondo, determinata dal concetto di Rete, che ha carattere totale, ma non rende possibile uno sguardo totale su di esso, e quindi una teleologia

L'ipertesto virtuale:

Un passo ulteriore sarà dato dall'ipertesto virtuale, che si baserà sul concetto di spazio aptico (già caratteristico del web); esso è uno spazio che non è ottico (in quanto non fonda l'apparenza secondo le leggi prospettiche) e neanche tattile: è un luogo di integrazione nel quale "l'occhio tocca e la mano vede". Lo spazio aptico non è nè mimetico nè rappresentativo.

Se si va in questa direzione, si avrà una situazione in cui proprio il massimo dell'artificialità (cioè la realtà virtuale) permetterà di toccare la natura nei suoi aspetti più 'selvaggi'.

Con la realtà virtuale, l'immaginario e il reale si fonderanno all'interno del futuro ipertesto virtuale.

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