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In
un ipertesto ciò che conta è pertanto la
struttura e la coerenza dei nessi, ossia dei legami sensati,
l'insieme dei quali, organizzato in modo sofisticato,
deve produrre un "effetto
di libertà".
L'ipertesto
offre questo effetto di libertà e non
una completa libertà in quanto la sua struttura,
benchè sia diversa da quella lineare del testo
scritto, non è
per questo del tutto non-lineare.
Essa è piuttosto multilineare,
ossia come lineare all'eccesso.
Nell'ipertesto
le molteplici trame della dispositio non sono casuali.
Nella navigazione, a partire da un inizio (o molteplici
inizi), l'ipertesto realizza alcuni mondi possibili del
testo.
Ed
è proprio questo "generare
nuovi mondi" a produrre da un lato l'aspetto
'positivo', l'"effetto di libertà", e
dall'altro l'aspetto 'negativo', una interruzione essenzialmente
importuna della trasparenza e della mimesis,
cioè della fruizione mimetica del testo.
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