Non-linearità:

La Filosofia del Web
Tempo e connessione: i fondamenti dell'ipertestualità
tra ermeneutica e decostruzione

 

Roberto Diodato (Dipartimento di Filosofia, Università Cattolica, Milano)
Archeologia dell'ipertesto. Per un'estetica dell'ipertesto

L'ipertesto creativo:

Con ipertesto si vuole intendere qui l'ipertesto creativo, ossia un ipertesto che non parte da un testo già esistente da de-costruire, ma da un testo (in senso lato) che viene direttamente costruito su supporto elettronico in forma ipertestuale. In questo secondo caso ci si trova di fronte a una operazione costruttiva in senso forte fondata sulla connessione di oggetti o blocchi in un sistema di relazioni.

Questo ipertesto costituisce una "macchina estetica" classica, una oratio sensitiva perfecta, dove la perfezione deriva dal con-senso della varietà: dai molti all'uno, dove i molti sono ragione sufficiente dell'uno e l'uno è costruzione di rappresentazioni cognitivo-sensitive.

Come macchina estetica l'ipertesto deve produrre sempre nuovi sensi e generare il piacere della navigazione. L'ipertesto è pertanto creativo nella misura in cui è tenuto insieme da connessioni che permettano la molteplicità di sensi.

Non-linearità e multilinearità:

In un ipertesto ciò che conta è pertanto la struttura e la coerenza dei nessi, ossia dei legami sensati, l'insieme dei quali, organizzato in modo sofisticato, deve produrre un "effetto di libertà".

L'ipertesto offre questo effetto di libertà e non una completa libertà in quanto la sua struttura, benchè sia diversa da quella lineare del testo scritto, non è per questo del tutto non-lineare. Essa è piuttosto multilineare, ossia come lineare all'eccesso.

Nell'ipertesto le molteplici trame della dispositio non sono casuali. Nella navigazione, a partire da un inizio (o molteplici inizi), l'ipertesto realizza alcuni mondi possibili del testo.

Ed è proprio questo "generare nuovi mondi" a produrre da un lato l'aspetto 'positivo', l'"effetto di libertà", e dall'altro l'aspetto 'negativo', una interruzione essenzialmente importuna della trasparenza e della mimesis, cioè della fruizione mimetica del testo.

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