Ergonomia cognitiva:

La Filosofia del Web
Tempo e connessione: i fondamenti dell'ipertestualità
tra ermeneutica e decostruzione

Giovanni Anceschi
La fatica del Web

Ergonomia cognitiva:

La stanchezza del Web è la stanchezza degli atti mancati, del non-movimento o dei movimenti-gesti impliciti e non compiuti, delle sensazioni propriocettive o enterocettive che non sono corrisposte dalle sensazioni esterocettive.

Per ovviare a questa stanchezza si deve esercitare lo sforzo (ergon) di mantenere l'orizzonte di ricerca per non perdersi cognitivamente, ma anche percettivamente. E', infatti, la percezione ad essere sottoposta alla fatica del Web. Le esplosioni percettive fanno scontrare la nostra percezione con queste differenze improvvise. Vi è oggi nel Web una radicale assenza di cura per le transizioni.

Il design deve essere allora una coreografia della transizione, un'arte della sequenza, una jam session, una festa nella quale il fruitore è co-autore. Di ogni schermata devono essere considerati i giunti che devono saper tenere insieme queste sequenze.

Il difetto delle transizioni istantanee ha sempre accompagnato una fase pionieristica delle tecnologie. Si tratterà perciò di tendere verso una maggiore capacità e velocità di lettura data dall'inserimento della cinetica.

Fino ad ora è stato l'individuo a doversi adeguare alla tecnologia, mentre si deve tendere alla cura delle transizioni in funzione della percezione del fruitore.

 

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