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La
domanda che ci vogliamo porre, prendendo spunto dal convegno
sulla Filosofia del Web, tenutosi
il 26-27 ottobre e organizzato dalla Università
Statale di Milano, è se nella realtà attuale,
fortemente coinvolta e influenzata dalle tecnologie digitali
e da Internet, la riflessione
filosofica possa avere un
senso
proprio.
Con
riflessione filosofica si intende qui un pensiero che
sia distante tanto dalla superficialità e dall'incuranza,
quanto dai discorsi vuoti che troppo spesso si fanno intorno
alla Rete e alla realtà digitale. Si tratta pertanto
di un pensiero
che vada in profondità,
ma il fatto che lo definiamo filosofico non comporta la
sua limitazione all'élite dei "filosofi".
Deve avere, al contrario, il carattere della multidisciplinarietà
e della interdisciplinarietà.
Questo confronto e intreccio dei diversi punti di vista,
tutti comunque orientati verso un'analisi critica, porta
ad avvicinare il "pensiero filosofico" alla
realtà intorno alla quale si interroga.
Una simile riflessione viene comunemente considerata accessoria
e in-utile, per il solo fatto di non appartenere alla
logica dell'efficacia produttiva cui fanno riferimento
gran parte della nostra vita e delle nostre attività.
Ma questa è una motivazione sufficiente a decretarla
defunta e inattuale?
A
nostro parere la filosofia
"c'entra"!
Questo
ipertesto - volutamente in continua evoluzione - si basa
proprio sul distacco di una simile riflessione filosofica
dalla logica riduttivistica, e intende sviluppare alcune
tematiche importanti del dibattito
sulla Rete e l'ipertestualità, tentando di dare
esso stesso testimonianza di come si possa fare filosofia
sulla
Rete e filosofia
nella
Rete.
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