La
festa di chiusura
Fu organizzata per la sera del 10 settembre a palazzo Vendramin-Calergi,
con grande dispendio organizzativo per il trasporto degli ospiti
in motoscafo o in gondola.
«L'attesa
per il ricevimento finale degli italiani era intensa.
La delusione, quindi, arrivò come un morso. Il palazzo
Vendramin-Calergi ricevette gli ospiti con l'ironia del versetto
"Non nobis, domine" inciso sulla facciata del Coducci.
Le sale che avevano ospitato il Duca di Brunswich e il Duca
di Mantova, la Duchessa di Berry, Riccardo Wagner e il Casinò,
spoglie di sedie, videro il tormento degli invitati costretti,
come tante cicogne, a riposarsi ora su un piede ora sull'altro.
Il lungo tavolo pieno di risotti e scampi apparve tetro sotto
una luce livida da caffè di stazione e gli audaci che
osarono chiedere al bar che cosa si poteva bere, sentirono la
tragica risposta: "Birra, aranciata e Coca Cola."
L'Italia non è riuscita a figurare degnamente
di fronte all'ospitalità straniera come non ha saputo
reggere il confronto con le altre cinematografie impegnate in
questa XII Mostra.»
La
Giuria
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Lo scrittore Antonio Baldini
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Il direttore
della Mostra, Antonio Petrucci aveva poco prima letto al microfono
le decisioni della Giuria, tra applausi e fischi.
La Giuria era presieduta da Mario Gromo, e vedeva tra i suoi membri
il letterato Antonio Baldini, il critico musicale Giorgio Vigolo,
il milanese Gadda Conti e i romani Ermanno Contini, Fabrizio Dentice,
Vinicio Marinucci, Giangaspare Napolitano e Gian Luigi Rondi.
«Una
Giuria che, nella sua composizione, rivela raccomandazioni e
amicizie con uomini di Governo, che risalgono agli anni felici
del collegio, forse alla prima lettera d'amore o alla prima
passione sportiva.»
I
Premi
Il
Gran Premio "Leone di San Marco" è andato al
film giapponese Rasho-Mon.
Il premio speciale della Giuria è stato assegnato a Un
tram chiamato desiderio di Kazan, mentre i tre
premi internazionali sono stati dati a pari merito al Journal
d'un Curé de Campagne di Bresson, a Big
Carnival di Wilder, a The
River di Renoir.
Migliro attore è Jean Gabin
nel film di Lacombe La nuit est mon
royaume, miglior attrice Vivien
Leigh che interpreta Blanche nel Tram
chiamato desiderio.
Il premio per la musica è per il film Big
Carnival, per il soggetto e la sceneggiatura al
fim inglese Lavander Hill Mob,
per la scenografia a Murder in the
Cathedral.
Premio di consolazione a La città
si difende di Pietro Germi.
I
commenti
"Che
delusione. Non uno dei premi assegnati è attendibile,
e tutto appare come guastato dal compromesso."
"I giudici non hanno neppure per un attimo pensato di contrapporlo
(Rasho-Mon) al perfetto Journal d'un
Curé de Campagne di Bresson o all'umanissimo
Quattordicesima ora di
Hathaway. Lo hanno, invece, discusso insieme al Tram
chiamato desiderio di Kazan, opera in cui la "creazione"
del regista è minima rispetto all'ossessionante fedeltà
al testo teatrale. "

Vivien Leigh
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"Riconoscere,
nel 1951, che Jean Gabin è un bravo attore è cosa
inattesa... Che cosa scopre la Giuria in un attore che ha già
dato tutto di sé in tanti altri film?"
"Vivien Leigh è una stupenda attrice di teatro
,
ma con un cliché che risale, purtroppo al 1939 e che
fu già premiata allora con un Oscar."
"Una giuria che dispone di giudizi così discutibili
è negativa per un festival che, come quello veneziano,
deve essere il migliore di quanti oggi si svolgono nel mondo."
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