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Venezia, XII Mostra internazionale del Cinema…
correva l'anno 1951





di Attilia Cozzaglio









La festa di chiusura


Fu organizzata per la sera del 10 settembre a palazzo Vendramin-Calergi, con grande dispendio organizzativo per il trasporto degli ospiti in motoscafo o in gondola.

«L'attesa per il ricevimento finale degli italiani era intensa.
La delusione, quindi, arrivò come un morso. Il palazzo Vendramin-Calergi ricevette gli ospiti con l'ironia del versetto "Non nobis, domine" inciso sulla facciata del Coducci. Le sale che avevano ospitato il Duca di Brunswich e il Duca di Mantova, la Duchessa di Berry, Riccardo Wagner e il Casinò, spoglie di sedie, videro il tormento degli invitati costretti, come tante cicogne, a riposarsi ora su un piede ora sull'altro. Il lungo tavolo pieno di risotti e scampi apparve tetro sotto una luce livida da caffè di stazione e gli audaci che osarono chiedere al bar che cosa si poteva bere, sentirono la tragica risposta: "Birra, aranciata e Coca Cola." … L'Italia non è riuscita a figurare degnamente di fronte all'ospitalità straniera come non ha saputo reggere il confronto con le altre cinematografie impegnate in questa XII Mostra.»

La Giuria


Lo scrittore Antonio Baldini

Il direttore della Mostra, Antonio Petrucci aveva poco prima letto al microfono le decisioni della Giuria, tra applausi e fischi.
La Giuria era presieduta da Mario Gromo, e vedeva tra i suoi membri il letterato Antonio Baldini, il critico musicale Giorgio Vigolo, il milanese Gadda Conti e i romani Ermanno Contini, Fabrizio Dentice, Vinicio Marinucci, Giangaspare Napolitano e Gian Luigi Rondi.

«Una Giuria che, nella sua composizione, rivela raccomandazioni e amicizie con uomini di Governo, che risalgono agli anni felici del collegio, forse alla prima lettera d'amore o alla prima passione sportiva.»

I Premi

Il Gran Premio "Leone di San Marco" è andato al film giapponese Rasho-Mon.
Il premio speciale della Giuria è stato assegnato a Un tram chiamato desiderio di Kazan, mentre i tre premi internazionali sono stati dati a pari merito al Journal d'un Curé de Campagne di Bresson, a Big Carnival di Wilder, a The River di Renoir.
Migliro attore è Jean Gabin nel film di Lacombe La nuit est mon royaume, miglior attrice Vivien Leigh che interpreta Blanche nel Tram chiamato desiderio.
Il premio per la musica è per il film Big Carnival, per il soggetto e la sceneggiatura al fim inglese Lavander Hill Mob, per la scenografia a Murder in the Cathedral.
Premio di consolazione a La città si difende di Pietro Germi.

I commenti

"Che delusione. Non uno dei premi assegnati è attendibile, e tutto appare come guastato dal compromesso."

"I giudici non hanno neppure per un attimo pensato di contrapporlo (Rasho-Mon) al perfetto Journal d'un Curé de Campagne di Bresson o all'umanissimo Quattordicesima ora di Hathaway. Lo hanno, invece, discusso insieme al Tram chiamato desiderio di Kazan, opera in cui la "creazione" del regista è minima rispetto all'ossessionante fedeltà al testo teatrale. "


Vivien Leigh

"Riconoscere, nel 1951, che Jean Gabin è un bravo attore è cosa inattesa... Che cosa scopre la Giuria in un attore che ha già dato tutto di sé in tanti altri film?"

"Vivien Leigh è una stupenda attrice di teatro…, ma con un cliché che risale, purtroppo al 1939 e che fu già premiata allora con un Oscar."

"Una giuria che dispone di giudizi così discutibili è negativa per un festival che, come quello veneziano, deve essere il migliore di quanti oggi si svolgono nel mondo."

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