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L'altra faccia della Cool Britannia















Il teatro sperimentale britannico degli anni Novanta: come un pugno in faccia

I link che seguono sono tutti interni a Inyerfacetheatre, il sito più aggiornato e completo sul teatro inglese degli anni '90.
Il sito è molto ricco di informazioni. In dettaglio:

La cronologia degli anni '90
In-yer-face theatre dall'A alla Z
La Top ten dei giovani commediografi
Nella sezione Archivio sono raccolti saggi, recensioni e interviste con i protagonisti
Gli ultimi aggiornamenti con le commedie del 2000 e quelle del 2001

A partire dalla metà degli anni '90 nasce in Inghilterra un nuovo tipo di teatro, più diretto, irriverente, violento, shockante e provocatorio di qualsiasi commedia scritta e rappresentata sulle scene dopo Look back in anger nel 1956, in cui John Osborne aveva sintetizzato la natura ribelle e insofferente della generazione postbellica.
I nuovi commediografi desideravano descrivere la vita dell'Inghilterra contemporanea.
Il Paese era visto come un posto deprimente, dove le famiglie sono a pezzi, gli individui senza radici e le relazioni problematiche: un luogo di anime solitarie che vanno alla deriva tra un monolocale e un appartamento squallido.
Così le loro commedie sono popolate da ragazzi che si prostituiscono, ladruncoli, gang femminili. Droga e violenza sono merce comune.


 


Anthony Neilson, scozzese, aprì le danze nel 1991 con Normal. Il suo Penetrator del 1993 contiene una scena di un litigio al coltello agghiacciante.

Sarah Kane, nata nel 1971, morta suicida il 20 febbraio 1999.

Jez Butterworth debuttò con Mojo nel luglio 1995.

Mark Ravenhill: il suo Shopping and Fucking debuttò nel 1996.

Contemporaneamente e dopo di loro, molti altri autori misero in scena opere dello stesso genere: un esempio per tutti, l'adattamento teatrale di Trainspotting di Irvine Welsh, eseguito da Harry Gibson nel 1994.

Con questo i giovani commediografi non volevano certo suggerire che la maggior parte degli inglesi fosse drogata o vittima di abusi: con il loro teatro, essi hanno inteso criticare i valori della società mettendo in scena situazioni estreme. Questo non vuole dire che si siano schierati politicamente: pur essendo antiborghesi, non esprimono una critica politica della società.
Questo è in-yer-face theatre.

In-yer-face è un'espressione nata nel giornalismo sportivo americano degli anni'70 che esprime l'aggressività del gioco. In-yer-face theatre è, dunque, quel teatro che afferra il pubblico per la collottola e lo scuote, che affronta i temi più scabrosi scaraventandoli violentemente in faccia alla platea, superando i confini della norma.

I temi del in-yer-face theatre spesso affrontano apertamente e provocatoriamente le espressioni più estreme del sesso. Questo non è per titillare la morbosità del pubblico, ma per mettere in piazza ciò che gli uomini sono capaci di fare.
Il teatro sperimentale desidera svegliare il pubblico e raccontargli le esperienze al limite al solo scopo di vaccinarlo dagli stessi eventi della vita reale.
Questo ha consentito la nascita di una nuova estetica teatrale portatrice di un nuovo gusto e di nuove possibilità espressive.

Gli iniziatori di questo teatro si contano sulle dita di una mano (vedi scheda a lato).

 

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