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L'isola che suona
di Cristina Meneguzzo














Questo articolo nasce da una lunga conversazione con Gilberto Garcìa Castro,
geografo, musicista e studioso delle tradizioni cubane

"Per un cubano la musica è parte integrante della sua cultura, quella cultura che non si studia solo a scuola, ma si respira. Ed è fondamento anche della sua identità nazionale. La musica cubana reca il sigillo dei Tropici e dell'ardore latino del Mediterraneo. Lo spirito latino, intensissimo, che vibra nella musica andalusa, ha influenzato la nostra musica. Ma apporti consistenti giunsero dall'Africa nera, dalle popolazioni Bantu del Golfo di Guinea. La musica cubana è la combinazione artisticamente elaborata dei suoni della chitarra andalusa e di dei tamburi e dei bonghi africani. La nostra musica non è più nera o bianca, è 'semplicemente' cubana. Il percorso verso una musica popolare mulatta, però, è stato lungo e accidentato. "

Gilberto Garcìa Castro


La prima tappa della musica da ballo a Cuba fu la contradanza, di origine francese, ma portata a Cuba dai coloni franco-haitiani che a seguito di una rivolta degli schiavi dovettero abbandonare Haiti e rifugiarsi a Cuba. Dall'elaborazione della contraddanza, nel 1871 nacque, grazie al genio musicale di Miguel Failde, il danzón, forma musicale già propriamente creola. A Matanzas, dove le prime orchestre charanga (piano, flauto e violini) suonavano questa nuova musica, il danzón fece piazza pulita dei vari balli trapiantati dall'Europa (polke, mazurche ecc.), sostituendo alle figure coreografiche e stilizzate delle danze di importazione l'intimità e il contatto fisico ravvicinato.
La componente africana che serpeggiava sotterranea nel ritmo del danzón scandalizzava la buona società: "Esa música es el rugido de lo más profundo de la selva africana que está subiendo hasta nuestros salones", commentavano i governanti spagnoli presi alla sprovvista dalla pur timida "negritudine" di quella musica che, contabbandata all'interno dei loro salotti, perdeva ogni parvenza di decoro quando era ballata nei locali per neri e nelle strade. Il danzón ben presto superò i confini di Matanzas e diventò il ballo da sala più praticato a Cuba, per poi essere recepito con successo anche in Messico.


Un sito in spagnolo racconta le origini del danzón

 

Un'altra pagina (in lingua francese) racconta gli esordi del danzón, ad opera del maestro Failde, che con il brano "Las Alturas de Simpson" riscosse successo tra il pubblico più giovane.

 

 

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