la rivista di 










Crossing, architettura e tecnologie
di Fabio Paracchini
















Il rapporto tra architettura, urbanistica, design e tecnologie è uno dei grandi temi di questi anni. E da oggi esiste una rivista che di questi temi si occupa in profondità. La rivista si chiama Crossing, e il sottotitolo è appunto Architettura e tecnologie.
Uno degli aspetti più interessanti di questa nuova pubblicazione è il suo impianto monografico: ciascun numero sarà dedicato a un tema differente, "esplorandone la latitudine e la longitudine", come ha detto il direttore
Pavimento retroilluminato,
nel padiglione canadese all'Expo 200 di Hannover
François Burkhardt nella presentazione alla stampa avvenuta alla Triennale di Milano.
Altro elemento d'interesse è l'origine editoriale della rivista, che nasce come house organ di BTicino, azienda leader nel campo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, in collaborazione con Editrice Abitare Se gesta. Quindi una sorta di ritorno a un glorioso passato italiano in cui alcune aziende illuminate si occupavano anche della crescita culturale del proprio settore, con uno sguardo meno miope di quello tipico della cultura aziendalistica di questi ultimi anni.

New York: il gigantesco videoschermo cilindrico del Four Times Square Building

Burkhardt - docente di storia e teoria del design e in passato direttore del Centre de Création Industrielle del Centre Pompidou di Parigi e della rivista Domus - ha dato a Crossing una struttura che rispecchia perfettamente l'idea di "laboratorio per nuove idee" che ne segna la nascita: in apertura un personaggio di spicco del mondo della cultura espone alcune tesi sull'argomento prescelto e un protagonista dell'architettura le commenta, verificandone l'applicabilità nella pratica. A questa sezione chiamata Teoria seguono un dossier che illustra la diffusione a livello internazionale del fenomeno identificato dal tema (Ambientamento) e l'analisi di alcune opere ritenute particolarmente rappresentative (Teoria applicata). Subito dopo viene presentata un'ampia rassegna di realizzazioni e di progetti architettonici, sempre riferiti al tema scelto (Esempi pratici). Concludono il numero una sezione dedicata all'approfondimento storico del tema trattato (Documentazione storica) e una serie di contributi che permettono di fotografare lo stato di avanzamento della ricerca tecnologica (Ricerca). Insomma, come ha dichiarato alla presentazione del primo numero Bruno Pavesi, amministratore delegato di BTicino, l'impianto stesso della rivista parte dall'idea che



Parigi,
Institut du Monde Arab

"perché l'innovazione si traduca in un autentico miglioramento della qualità della vita occorre una mediazione culturale, la capacità cioè di conoscere a fondo le potenzialità della tecnologia e di reinterpretarle alla luce dei bisogni e delle aspirazioni dell'uomo".

Emblematica in questo senso la scelta del tema del primo numero, Media Building. Spiega il direttore Burkhardt:

"Il media building è un nuovo tipo architettonico di grande interesse che eserciterà d'ora in poi un profondo influsso sul futuro dei centri urbani, 'incrociando' tre sfere sempre più determinanti per il progetto architettonico: l'economia, le nuove tecnologie e i mass media. (…) Considerato un'utopia ancora negli anni Sessanta, disegnato frequentemente da gruppi d'avanguardia come gli Archigram, questo genere di edificio oggi viene costruito realmente: lo si trova in Times Square a New York, a Las Vegas, a Shanghai: (…) è un edificio che risponde alla domanda di informazione istantanea di una società che si considera società della comunicazione."



C'era una volta anche a Milano uno dei primi esempi di architettura e comunicazione (pubblicitaria): Palazzo Cardinati, di fronte al Duomo. Oggi il palazzo è stato ripulito da tutte le scritte e le insegne luminose
.

E ad analizzare, sezionare e ricostruire questo tema nel primo
Rotterdam, sede della società di telecomunicazioni KPN Telecom
numero di Crossing ci sono nomi di spicco della cultura e dell'architettura come quelli di Paul Virilio, Hans Hollein, Jean Nouvel, Derrick de Kerckhove, Eugenio Bettinelli. In particolare da segnalare alcuni interventi: Dal media building alla città globale: i nuovi campi d'azione dell'architettura e dell'urbanistica contemporanee di Virilio, Urban lights: il mutamento del volto urbano, i paesaggi notturni luminosi e le "spot architectures" di Matteo Vercelloni, La pelle tatuata dell'architettura contemporanea: storia dell'architettura a funzione multimediale di Giampiero Bosoni.

Di tutti i testi è possibile leggere un abstract sul sito http://www.crossingmagazine.com, dove si troverà anche un'agora per la discussione tra lettori e autori.