"Lo
Erewhon di Butler non ci sembra soltanto un modo di mascherare
il no-where, ma un'inversione del now-here."
Gilles Deleuze, Differenza e ripetizione, Raffaello Cortina
Editore, p.365 n.8 (Différence et répétition,
Presses Universitaires de France 1968)
"Sulla scia di Samuel
Butler, noi scopriamo lo Erewhon, come significante a un
tempo il 'nessun posto' originario, e il 'qui-ora' spostato, travestito,
modificato, sempre ricreato."
Gilles Deleuze, op.cit., p.3
Erewhon e Ritorno
in Erewhon di Samuel Butler (Erewhon, or Over the Range,
1872, e Erewhon Rivisited, Twenty Years Later both by the Original
Discoverer of the Century and by his Son, 1901) sono disponibili
in italiano presso Adelphi ã 1965 e 1975 (Introduzione e
traduzione di Lucia Drudi Demby. Appendici bio-bibliografiche
a cura di Piero Bertolucci)
Erewhon, romanzo
fantastico e satirico pubblicato anonimo nel 1872, cui fece seguito
quasi trent'anni dopo, il non meno affascinante Ritorno in
Erewhon, è l'opera più ricca e sorprendente
di Samuel Butler, erede di Swift e precursore della fantascienza,
outsider arrabbiato nell'Inghilterra di fine secolo.
Erewhon, cioè Nowhere (In-nessun-posto) è un mondo
solo apparentemente immaginario dove i malati vengono messi in
prigione e processati; le vittime sono considerate immorali; i
delinquenti vanno all'ospedale, ovvero sono curati a domicilio
da medici dell'anima chiamati "raddrizzatori"; le scuole dell'Irragionevolezza
insegnano la lingua ipotetica, e suprema istituzione del paese
sono le mistiche Banche Musicali. In Ritorno in Erewhon, poi,
la satira alle idee e alle istituzioni occidentali si concentra
sul cristianesimo, nella sua versione vittoriana, perbenista e
ipocrita, che Butler descrive con ineguagliata causticità
e irriverenza.
Questi due romanzi ci mostrano le due facce dell'utopia negativa
di un grande misantropo, che qui dà libero corso alla sua
capziosa inventiva teologica e morale, al suo incontenibile impulso
a combinare, ibridare le idee, a deformare i paradigmi della vita
sociale. Attraverso una successione di scene, intrighi e divagazioni
di irresistibile comicità, Butler ci sottopone sottilmente
a una salutare diseducazione: il nostro mondo, visto con occhio
estraniato grazie all'artificio del viaggio immaginario, rivela
i suoi aspetti più assurdi e maligni. Ma quel che forse
colpirà di più il lettore di oggi è la chiaroveggenza
di Butler sul futuro di una civiltà tecnologica che è
già diventato, per noi, presente.
(Quarta di copertina dell'ed. it. cit.)
Due recensioni
all'uscita di Erewhon
"E' chiaro che esiste
tra noi un autore satirico di notevolissimo valore letterario,
e di un cinismo altrettanto notevole. Da Swift in poi non si era
più scritto niente di più abile, nel suo genere,
né, certamente, di più amaro e sprezzante nel suo
modo di andare a fondo a quel che dice, del piccolo libro intitolato
Erewhon or Over the Range."
"Spectator", aprile 1872
"Da quando Swift scrisse i Gulliver's Travels o The
Tale of a Tub, molti hanno cercato di imitarlo, ma nessuno
lo ha eguagliato: tutti saranno d'accordo invece nel riconoscere
che Erewhon occuperà certo un posto eminente dopo
Swift. In esso si trovano brani di grande potenza, e la satira
penetra a fondo... Non c'è pagina che non scintilli per
humour e forza satirica..."
"Scotsman" maggio 1872
(Dalle Appendici a cura di Piero Bertolucci, ed. it. cit.)
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