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World Press Photo alla Galleria Sozzani di Milano
di Francesca di Nardo















In uno degli spazi più fashion victim di Milano, il celebre Corso Como 10 di Carla Sozzani, sono esposte le migliori immagini giornalistiche premiate nel 2004 dalla World Press Photo Foundation.

La mostra presenta il risultato del lavoro di una giuria indipendente che ha selezionato tra migliaia, le più significative foto realizzate in ambito giornalistico, sia come istantanee, sia come reportage nel 2003.


Il World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti del settore fotogiornalistico ed un’occasione per lo spettatore per vedere e finalmente soffermarsi a pensare sulla realtà dell’ultimo anno. Inevitabilmente, nonostante le 10 sezioni in cui il premio è articolato, le immagini riguardano soprattutto la guerra e i suoi orrorifici effetti sulla popolazione.
Molte foto non si discostano della media delle violenze e delle brutalità che ogni giorno i mezzi di informazione ci impongono, ma il potersi accostare alle istantanee, qui decontestualizzate da un ambito di informazione giornalistica ci rende molto più consapevoli di ciò che provocano su uomini, donne e bambini i conflitti interni di Liberia e Nigeria, le guerre di “pacificazione” (!?) e le realtà di sfruttamento presenti in forme illegali nei paesi occidentali o legalizzate nei paesi del terzo mondo,. Le immagini che più restano addosso, che ci fanno scattare dentro quel senso di frustrazione, impotenza, ma anche di vergogna, sono naturalmente le più sensazionalistiche, le più crude e cruente, quelle che ci presentano un moderno repertorio biblico fatto di martiri, madonne e moderne stragi degli innocenti, che ci dovrebbe ridestare dal torpore sensoriale che abbiamo acquisito nei confronti della maggioranza del pianeta, su cui pensiamo di poter vegliare coi fucili spianati dei nostri eserciti o coi registri dei debiti dei nostri istituti di credito.
Le immagini premiate se riescono a smuovere in noi una qualsiasi reazione o commento hanno sicuramente sortito il loro effetto documentaristico e divulgativo, resta però la cinica e amara considerazione che questa resta una mostra, un’esposizione delle cui opere continuiamo a parlare in termini di bello, quando di bello in quello che riprendono non c’è davvero niente.

La mostra inaugurata il 6 maggio, proseguirà fino al 23 maggio 2004, con in ingresso libero negli spazi di Corso Como 10 a Milano.



Jean-Marc Bouju ( France), The Associated Press
Padre e figlio in un centro di accoglienza per prigionieri di guerra, ad An Najaf, Iraq, 31 Marzo.
I militari sostenevano che il cappuccio proteggesse la privacy del prigioniero.

Non si hanno più notizie dei protagonisti della foto.



























Ulteriori informazioni sono reperibili sui siti www.galleriacarlasozzani.org e www.worldpressphoto.nl