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Sulla nuova scena della Street Art italiana: Ozmo&Abbominevole e Blu+Ericailcane
di francesca di nardo
















La cosiddetta Street Art contemporanea è un universo contraddittorio di forme e linguaggi dinamici espressi da media sempre diversi: murales e tags, stancil e posters, stickers e pins, ma anche tele e tatuaggi, siti internet e video. I debiti e i tributi al Graffitismo degli anni ’70 ed ’80 certo sono forti: gli spazi di azione sono ancora oggi gli stessi e le urgenze espressive le medesime.
Cercare semplicemente di definire e descrivere questo variegato mondo, però, non ha molto senso; molto di più ne ha lasciarsi affascinare delle opere e dai percorsi che hanno portato gli artisti a vivere in modo diffuso la propria potente e irruente creatività nelle città, ma anche nei contesti più istituzionali delle gallerie d’arte. È il caso di Ozmo&Abbominevole e di Blu+Ericailcane, due gruppi, quattro artisti con percorsi in apparenza simili tra loro e affini a molti altri writers, ma in realtà con differenze marcate e un’artisticità notevole che ne fa delle vere eccellenze.
Innanzi tutto la questione del nome fortemente legata a quella dell’identità che rappresenta. La scelta di uno pseudonimo, che diventa cifra ad altissima visibilità attraverso l’autoreferenzialità della tag, è una questione particolarmente complessa soprattutto per chi si misura anche con il sistema dell’arte dove ancora grande importanza riveste l’autorialità, soprattutto nei confronti del mercato. Se Blu non firma i suoi interventi affidando la propria riconoscibilità solo allo stile, scavalcando così sia la cultura del writing sia quella dell’arte contemporanea, Ozmo risulta a seconda del progetto e dell’occasione: Ozmo, Gionata Gesi o un omnicomprensivo Gionata Gesi Ozmo. Anche la gestione della propria identità è differente e corrisponde a motivazioni estetiche profondamente diverse: Blu+Ericailcane, scegliendo un anonimato radicale non hanno biografie né curricula, Ozmo&Abbominevole, invece, rivelano dati anagrafici e informazioni personali, conformandosi in questo al sistema dell’arte.
Provengono da scuole d’arte e accademie, con una forte passione per il disegno che hanno convogliato, congiuntamente o in contrasto agli insegnamenti accademici, negli interventi urbani abusivi: prima con le tags, poi con i murales, ma anche con le affissioni di posters e stickers. Ma ciò che li distingue dai semplici writers è la dimensione artistica di tali interventi; in entrambi i casi ad un certo momento accademia e strada si sono fuse dando vita a stili disegnativi di altissima qualità e consapevolezza.
Ozmo&Abbominevole, con pennarello e pittura acrilica rigorosamente nera, si sono riappropriati del supporto pittorico per colmarlo fino a farlo debordare dai limiti della tela sui muri delle gallerie. Il loro oltranzismo figurativo è frutto dell’incontro tra un disegno morbido e seducente, pittorico e raffinato ed uno graffiante e ironico, espressionista. I loro lavori sono pieni di immagini e figure in un pastiche di riferimenti all’iconografia sacra, alla storia dell’arte, all’attualità: madonne, angeli e demoni, ma anche amici, gente comune, politici, il Papa.
Blu+Ericailcane hanno uno stile secco e definito derivato dal segno netto del pennello nero sull’opacità dell’acrilico steso col rullo, uno stile unico risultato dell’alchimia tra due tratti disegnativi diversi, in cui convivono la tradizione fumettistica e la cultura alta del disegno. I loro lavori di grandi dimensioni, come le loro raccolte di disegni (quasi quaderni di studio da artista rinascimentale) sono popolate di personaggi bizzarri, onirici, scarne figurine umane per Blu e animaletti fantastici per Ericailcane, un rimando ai mondi paradossali della tradizione pittorica fiamminga.
La qualità dei lavori di questi artisti è testimoniata anche dal numero sempre maggiore di mostre ed esposizioni in cui è possibile vedere esposte le loro opere e dai riconoscimenti della critica. In occasione dell’ultima edizione di Artissima (11-13 novembre 2005, Torino - Lingotto Fiere) Ozmo&Abbominevole hanno esposto nella sezione Presentfuture, che presenta dieci giovani artisti under 40, già lanciati in ambito internazionale (tra cui Jeremy Deller vincitore del Turner Prize nel 2004, Michael Beutler e Amie Dicke), selezionati da una prestigiosa giuria [1].
Blu+Ericailcane sono invece visibili con il loro ultimo lavoro alla patinata collettiva Untitled, aperta fino al 21 dicembre 2005 presso lo spazio ex-Faema VenturaXV a Milano. La mostra curata dagli esordienti Alessio Ascari e Edoardo Bonaspetti, presenta i lavori di 17 giovani artisti internazionali provenienti da tre dei più prestigiosi e qualificati centri per la formazione artistica del nord Italia: Fabbrica di Treviso, il Corso Superiore di Arte Visiva della Fondazione Antonio Ratti di Como e lo IUAV di Venezia– Facoltà di Design e Arti. Tra foto, installazioni e tanti video (tra cui spiccano quelli delle performance di Nico Vascellari neo vincitore del Premio Internazionale della Performance a Trento e i documentari di Carlos Casas premiato al Torino Film Festival e Antonio Rovaldi), l’intervento di Blu+Ericailcane collocato sulla parete di fondo si pone come unico intervento pittorico, moderno bestiario dalla notevole capacità immaginifica ed espressiva.
Ma con coerenza e spregiudicatezza, incuranti delle regole del sistema dell’arte Ozmo&Abbominevole e Blu+Ericailcane continuano a regalare alle città, a Milano come a Bologna, i loro piccoli capolavori abusivi.







Uno degli stickers più famosi
di Abbominevole






















Blu+Ericailcane al Cox18





Ozmo al Bulk






Ozmo e Abbominevole,
In viaggio con il Papa








Blu+Ericailcane, Senza titolo
(per la mostra "Untitled")