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Il
pane e le rose
Martedì alcuni degli artisti più in vista della musica pop -
Eagles, Billy Joel, Sheryl Crow, Dixie Chicks, Weezer, Beck e Eddie
Vedder dei Pearl Jam's - terranno tre concerti per raccogliere fondi per
il Recording Artists Coalition, il nascente sindacato dei
musicisti pop.
"I musicisti sono gli addetti alle pulizie dell'industria
musicale!" dice Trent Reznor, leader dei Nine Inch Nails. "Non
si tratta di un gruppetto di artisti strapagati che questionano perché
vogliono un po' più soldi da questo o quello. Si tratta di aggiornare e
riformare delle pratiche che sono state stabilite anni or sono, quando
gli artisti hanno iniziato a firmare contratti con l'industria
discografica. Questi contratti sono basati su un modello per il
quale la casa discografica provvede a tutto, dalle canzoni al marketing,
alla grafica della copertina dei dischi. Ma la nostra è un'epoca nella
quale le band scrivono la musica e creano da sé il proprio materiale:
sono una entità indipendente che necessita solo di promozione. Ciò
nonostante continuiamo ad avere lo stesso trattamento per quello che
riguarda le royalty. È disonesto."
Alla rivolta dei musicisti, le case discografiche rispondono affermando
che sono necessari investimenti di medio periodo nell'attesa e speranza
che un artista abbia successo. La remunerazione di questo investimento
giustifica il livello di royalty riconosciuto ai musicisti. Tuttavia,
questo modello è messo in discussione sempre più spesso da artisti che
si rifiutano di firmare contratti di lungo periodo: molti di essi, non
necessariamente rivolgendosi a mercati di nicchia, possono guadagnare
abbastanza per vivere attraverso forme di produzione e distribuzione
della musica a basso costo, senza ricorrere alle grandi major
discografiche.
Chicago Tribune 24.2.2002
Artisti
contro case discografiche: la battaglia continua
Sempre accesi i toni della discussione che vede gli artisti
richiedere una maggiore libertà nei contratti a lungo termine con le
case discografiche.
La questione è diventata rovente perché le case discografiche sono
messe alle strette dalla flessione del mercato
A parte un manipolo di interpreti ben decisi a fare valere i loro
diritti mettendosi in proprio - Carole King, Sheryl Crow e Don Henley
che hanno dato vita alla Recording Artists Coalition - sembra probabile
che per gli altri artisti sarà raggiunta una soluzione di compromesso
nella quale le etichette concederanno contratti meno stringenti.
In ogni caso pare tramontata l'era dei contratti milionari - in dollari
- di lungo periodo, e si mormora che l'esempio di EMI - che ha
licenziato Mariah Carey - possa essere seguito da altre case
discografiche.
The New York Times 28.1.2002
(*)
Il
disco è mio e lo gestisco io!
Donne all'attacco. Alanis Morissette non solo ha scritto e cantato tutte
le canzoni del suo nuovo album Under Rug Swept, ma ha anche suonato la
chitarra e, soprattutto, ha prodotto il disco. Scegliendo questa strada
si è accollata il rischio economico di un eventuale fallimento
dell’album, garantendosi, però, anche il diritto ad avere l’ultima
parola su ogni decisione.
Corriere della sera 28.1.2002
Don
Henley degli Eagles guida la Recording artists coalition contro lo
strapotere delle case discografiche
Il sindacato, che vede anche Elton John tra i suoi animatori,
esordirà a febbraio con una serie di concerti in California. Il denaro
raccolto andrà a finanziare una serie di azioni legali contro lo
strapotere dell'industria musicale, e per ottenere contratti migliori,
tutele sulla salute, pensioni.
Corriere della sera 27.1.2002
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Tradita
dal marketing
Mariah Carey si è trovata in una casa discografica più
orientata al marketing che capace di assistere la sua carriera
sul piano musicale e personale.
I manager delle case discografiche si dividono in due categorie:
gli uomini del bilancio, che le guidano privilegiando l'aspetto
imprenditoriale; gli uomini del mondo della musica, che passano
il loro tempo a contatto con gli artisti, cercando di
affiancarli agli autori, produttori e musicisti giusti.
EMI sembra appartenere più alla prima categoria che alla
seconda.
La carriera della Carey si è svolta con etichette che sono note
per la loro capacità di bilanciare gli aspetti artistici con
quelli commerciali.
Nel caso di Glitter, l'unico album prodotto dalla EMI, questo
equilibrio sembra essersi rotto.
The
New York Times 25.1.2002 (*)
Instant
music
Il costo totale del licenziamento di Mariah Carey è
stato di 38,1 milioni di sterline (57 milioni di euro) che
la EMI iscriverà a bilancio il 31 marzo 2002.
Il caso della cantante - l'interprete di maggior successo
commerciale dell'ultima decade - pone l'accento sulla sempre
più breve carriera dei cantanti, nel contesto di una industria
discografica concentrata più sul successo immediato che nel
coltivare nuovi artisti.
Questa scelta strategica sembra essere perdente. I dati di
Soundscan - società che monitora le vendite negli USA -
assegnano al cantante country Garth Brooks la palma del più
venduto dopo il 1991. Il secondo posto spetta ai Beatles, il cui
ultimo disco è del 1969.
Nick Bertolotti, media analyst di JP Morgan, dice: "C'è
stata una riduzione dei tempi di vita degli artisti e un
incremento dei costi per la loro promozione sul mercato. Una
volta, gli artisti crescevano e raggiungevano il successo solo
dopo un paio di album."
È stato così per gli U2, gli Stones o i Led Zeppelin, ma ad
esempio Alanis Morissette - il suo album è stato il più
venduto 6 anni fa con 38 milioni di copie - è ora virtualmente
scomparsa dal mercato.
Financial Times 23.1.2002
Mariah
Carey non faticherà ad accasarsi nuovamente
Dopo aver ricevuto dalla EMI - attraverso la controllata Virgin
Records - 28 milioni di dollari - 31 milioni
di euro - per andarsene, Mariah Carey sembra avere molte etichette
discografiche pronte a scritturarla. Lo assicura il suo avvocato.
BBC News 24.1.2002
La
Virgin Records non vuole disfarsi di Mariah Carey
La Virgin ha smentito le notizie che la davano interessata a
rompere il contratto con Mariah Carey
BBC News 7.1.2002
Virgin
Records offre 50 milioni di dollari a Mariah Carey perché se ne vada
La causa del divorzio sta nelle vendite al di sotto delle aspettative
dell'ultimo album della Carey.
Independent 3.1.2002
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| Mariah
Carey mentre mantiene alto il morale delle truppe USA in
Kosovo |
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Kevin
Murray, senatore democratico della California, appoggia le
rivendicazioni dei musicisti
Il senatore intende presentare una legge che potrebbe liberare i
musicisti dai contratti pluriennali, che essi giudicano ingiusti. La
questione è stata sollevata, tra gli altri artisti, da Courtney Love e
Don Henley.
BBC News 22.10.2001
Chi
ha paura di Courtney Love?
Courtney Love sta mettendo a soqquadro il mondo della musica e
minacciando lo strapotere delle case discografiche, accusandole di
arricchirsi indebitamente alle spalle degli artisti. Love minaccia di
andarsene dalla Universal, e di produrre da sola la propria musica. La
sua mossa sembra
possa essere seguita da altre star, shockate dai casi di Toni Braxton o
di TLC che, dopo anni di successi, si sono trovati sul lastrico. Gli artisti pagano per tutto,
dice Love, ma non possiedono nulla perché subiscono le condizioni imposte delle
case discografiche che agiscono da una posizione di forza monopolistica.
Ma ora la disponibilità di strumenti di registrazione a prezzi risicati
e Internet rimescola le carte.
The Guardian 24.7.2001
Courtney
Love in aula contro le case discografiche
Iniziata la battaglia legale di Courtney Love contro le case
discografiche, accusate di obbligare i musicisti a contratti capestro.
Salon 6.9.2001
Chi
ruba a chi?
Scrive Courtney Love: "Gli artisti pensano di poter fare un
sacco di soldi se hanno successo. Ma ci sono centinaia di storie di
artisti degli anni '60 e '70 che sono falliti perché non hanno mai
avuto un centesimo per il loro lavoro. Delle 32 mila nuove edizioni
musicali prodotte ogni anno, solo 250 vendono più di 10 mila copie. Il
reddito medio annuo dei 273 mila musicisti americani è di 30 mila
dollari e solo il 15 per cento dei membri dell'American Federation of
Musicians lavorano stabilmente. Artisti che hanno generato miliardi di
dollari per l'industria sono falliti e finiti in miseria. E loro non
sono attori o esecutori, sono i veri titolari dei diritti, creatori di
composizioni originali. Questa è pirateria."
Il Manifesto 20.5.2001
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