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Indice
degli speciali
"Arte
e istituzione sono termini contraddittori"
Questo è quanto sostiene Adrian Noble, direttore artistico
della Royal Shakespeare Company, presentando il piano di
ristrutturazione della compagnia come l'evoluzione verso un sistema
guidato più dalle idee che dalle formule. Per poter dare corpo a questo
indirizzo, nella sua opinione è necessario liberare la compagnia da
legami stabili con attori e sale, e scegliere di volta in volta cast e
teatri dove produrre gli spettacoli, cercando di soddisfare al meglio le
esigenze artistiche.
Guardian 4.6.2001
Il
salto della Royal Shakespeare Company
Due le preoccupazioni di fronte alla pesante riorganizzazione
della compagnia che prevede, tra l'altro, l'abbandono della sede fissa a
Londra, ora presso il Barbican Theatre: che la RSC diventi una compagnia
così piccola da perdere la sua identità caratteristica, e la
trasformazione della compagnia in un marchio di fabbrica che
appare ora in uno ora nell'altro dei tanti teatri londinesi. Ma al tempo
stesso, se la RSC si divide in 6 o più piccole compagnie, favorirà
l'avanzamento artistico delle nuove leve che avranno più opportunità
di recitare e il realismo del direttore artistico Adrian Noble
riporterà sulla scena le vecchie glorie.
The Times 30.5.2001
Un
salto nel buio?
Chris Foy, managing director della RSC risponde alle domande del
giornalista del Times mettendo in chiaro che la scommessa che la
compagnia si appresta a fare è rischiosa: niente più sussidi
pubblici e affitto del teatro a presso politico, ma aperto confronto
con il mercato, probabile aumento del prezzo dei biglietti ma uguali
stipendi per il personale. Una domanda sorge spontanea: ma perché
tutto questo?
The Times 30.5.2001
La
RSC guarda anche fuori dall'Inghilterra
Nei programmi della Royal Shakesperare company, oltre
all'abbandono dell'attuale modello gestionale ed artistico, c'è anche
di continuare ad espandere le sue possibilità di avere contratti fuori
dall'ingilterra, come ha già fatto con la collaborazione quinquennale
stipulata con la University of Michigan.
The
New York Times 26.5.2001 (*)
La
Royal Shakespeare Company recita per la Michigan University
La RSC in tournée nel Michigan con il ciclo This England che
comprende l'Enrico VI ed il Riccardo III in cambio di
una sponsorizzazione di 2 milioni di dollari (4 miliardi di lire) da
parte dell'università. Con il solo contributo dell'Arts Council of
England, la RSC sarebbe stata in grado di realizzare soltanto metà
del ciclo di 8 commedie.
The Times 17.4.2001
La
RSC lascia il Barbican Theatre per le luci del West End
La Royal Shakespeare Company abbandonerà l'anno prossimo il
Barbican Centre a Londra, lasciando gli interpreti di Shakespeare più
famosi al mondo senza una casa nella capitale inglese. Il direttore
artistico della RSC, Adrian Noble, intende mettere in scena
Shakespeare nei teatri del West End, avere scintillanti prime e, cosa
più importante, avere la possibilità di scritturare attori e attrici
di grido. Per questa ragione sta cambiando la struttura della
compagnia e i tipi di contratti offerti agli attori.
The Independent 25.5.2001
Ralph
Fiennes e Kenneth Branagh pronti a rientrare nella RSC con i nuovi
contratti
Gli attuali contratti in vigore alla RSC, che prevedono un
impegno di due anni, hanno spinto molte star a lasciare la compagnia.
Ma i due attori, che hanno conquistato la fama recitando con la RSC
negli anni Ottanta, si sono dichiarati pronti a ritornare nella
compagnia dopo la riorganizzazione.
The Guardian 25.5.2001
La
Royal Shakespeare Company diventa flessibile
Cura dimagrante per la RSC per snellire l'apparato. Questo
implicherà contratti più brevi ma migliori con gli attori e registi, e
una programmazione coraggiosa e originale. Invece di produrre commedie
rappresentate a Stratford-upon-Avon, Newcastle e Londra, il nuovo
modello di gestione prevede compagnie più piccole per mettere in scena
opere tutto l'anno in molti teatri. Sono possibili riduzioni di
personale a Londra e a Stradford , dove è prevista la creazione di una
accademia per attori
BBC News 24.5.2001
(*)
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