La crisi delle orchestre

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La critica situazione della Brooklyn Orchestra
Reputata la migliore delle orchestre non stabili di New York, nonstante il suo direttore Robert Spano sia uno dei più promettenti govani conduttori d'orchestra, la Brooklyn Orchestra si trova da 10 anni in una difficile situazione economica dalla quale non riesce a sollevarsi. La diminuzione dei finanziamenti alla cultura a seguito dell'attacco dell'11 settembre 2001 ha messo ulteriormente in difficoltà il complesso.
The New York Times 5.3.2002

La Chicago Symphony Orchestra taglia i programmi di educazione alla musica
Allo scopo di contenere le spese per ripianare il deficit di bilancio che ammonterà nel 2002 tra 4 e 4,5 milioni di dollari (4,5-5,1 milioni di euro), la Chicago Symphony Orchestra ha deciso di diminuire in modo significativo gli interventi nel campo dell'educazione musicale. Il numero di ensemble che interverranno nelle scuole passerà da 186 a 100, e il numero di professori d'orchestra che compone la Civic Orchestra of Chicago, il complesso dedicato alla formazione dei musicisti, diminuirà per almeno i due terzi dei concerti in programma.
"Entrambe le mosse sono delle pessime economie. Se l'istituzione è preoccupata di spingere la MTV generation a frequentare i concerti di musica classica una volta che essa sarà diventata adulta, privarla della possibilità di venire a contatto con la musica a scuola è un modo per assicurarsi che essa non lo farà mai."
Chicago Tribune 17.2.2002

Ma che musica, maestro!
Mavericks project è una iniziativa concepita da Michael Tilson Thomas, direttore artistico della San Francisco Symphony Orchestra, che ha proposto all'audience cittadino una scelta di musicisti uniti tra loro dal fatto di essere dei cani sciolti della musica classica. Tra quelli messi in programma ci sono stati, ad esempio, Monteverdi, Luciano Berio e Respighi per gli italiani, Ives, Henry Brant, Varèse, Piazzolla e Villa-Lobos per i pan-americani.
L'iniziativa ha avuto un successo inaspettato, grazie soprattutto alla particolare chimica che si è stabilita tra orchestra, direttore e comunità locale.
Mavericks project è più di una buona idea per vendere l'orchestra: esso è l'interpretazione di un sentimento diffuso che concepisce l'individualismo come fattore positivo, valore comune tanto al direttore dell'orchestra che al suo pubblico, tanto da riassumere "il senso che la comunità dà a sé stessa."
The New York Times 10.2.2002

Osare paga: la ricetta del successo della Cleveland Orchestra
La Cleveland Orchestra sotto la direzione di Christoph von Dohnanyi, contrariamente a molte altre orchestre USA, ha visto crescere il numero dei suoi abbonati, la cui età media è diminuita.
L'opera di Dohnanyi ha anche portato giovani professori d'orchestra a fare parte del gruppo, e ha proposto con successo di pubblico opere di autori viventi.
Un esempio al quale le altre orchestre americane devono guardare con l'avvertenza di non tralasciare il particolare insieme di fattori che lo hanno generato: dalla particolare esperienza artistica di Dohnanyi, berlinese con ascendenti tedeschi e ungheresi, alla localizzazione dell'ensemble in una metropoli minore - 1,8 milioni di abitanti - nella quale lo stretto rapporto con il pubblico ha motivato positivamente gli esecutori.
The New York Times 28.1.2002 (*)

New York Philharmonic Orchestra: avanti con moderazione
Annunciato il programma 2002 - 2003, il primo dell'orchestra sotto la direzione di Lorin Maazel. Sono previsti 125 concerti con musiche di 54 compositori, 34  dei quali sono nati o hanno scritto i loro lavori più significativi dopo il 1900. Tuttavia molti di questi compositori - tra i quali Berlioz, Prokofiev, overture Krzysztof Penderecki e William Bolcom - rimangono nel canone dell'ortodossia musicale, anche se sono  presenti lavori dei meno usuali Carl Nielsen, Witold Lutoslawski, Charles Ives e Edgard Varèse. 19 opere in programma sono prime mondiali, mai eseguite a New York o non erano mai entrate nel repertorio della New York Philharmonic.
The New York Times 9.1.2002 (*)

La Toronto Symphony Orchestra cerca la salvezza a tempo di swing
Salvata per il rotto della cuffia dal fallimento, la Toronto Symphony Orchestra cerca ora di guadagnare il pubblico che ha perso negli ultimi anni indirizzandosi verso un repertorio più popolare. Allo scopo ha ingaggiato un gruppo di 5 vocalist e ha scritturato il pianista Willis Delony. Buttare a mare in questo modo la tradizione accumulata negli anni per abbracciare il repertorio swing non sembra una idea saggia.
Toronto Star 9.1.2002

Le orchestre sinfoniche inaugurano la stagione dei CD fai da te: quanto durerà?
A seguito del crollo delle vendite di musica classica le case discografiche hanno sospeso i loro programmi di registrazione. Di conseguenza, alcune orchestre hanno pensato di produrre esse stesse i propri album. È il caso della New York Philharmonic e della Boston Symphony Orchestra, che hanno pubblicato ciascuna un corposo box di CD contenenti una vasta scelta di registrazioni delle loro performance passate.
Queste uscite soffrono di un gigantismo hollywoodiano e puntano smaccatamente al successo di vendita. D'altra parte che senso avrebbe mettere in moto una machina produttiva complessa per fare uscire l'ennesima edizione della Terza di Beethoven? C'è dunque da aspettarsi che o esse rimangano un caso isolato, o che le orchestre arrivino presto a grattare il fondo del barile delle loro registrazioni storiche.
Andante 6.1.2002

Visione artistica, finanziamenti e innovazione alla base del successo delle migliori orchestre di musica classica
La musica classica si trova in una crisi profonda perché i suoi strumenti principali sono creazioni del 18esimo, 19esimo e in piccola parte 20esimo secolo, la cui fruizione necessita di condizioni - ad esempio la capacità di concentrazione collettiva dell'audience - che non sono patrimonio delle giovani generazioni.
Le orchestre non possono più continuare ad agire come macchine da concerti, quali erano negli anni '60 e '70. In alcuni casi, come la New York Philharmonic e la Boston Symphony, esse sono rimaste ancorate a questa idea, come dimostra la scelta di Lorin Maazel e James Levine alle rispettive direzioni artistiche.
In una visione più innovativa, alcune di esse hanno valorizzato sé stesse come risorse di sapere per la comunità.
Un esempio di questo è il Music Education Centre che la London Symphony Orchestra inaugurerà a fine 2002 nella St Luke's Church a Londra.
Altre hanno puntato sulla visione artistica.
La San Francisco Symphony orchestra diretta da Michael Tilson Thomas grazie alla  partnership con il compositore locale Lou Harrison ha portato nuovo pubblico ai suoi concerti. Philippe Herreweghe con la Orchestre des Champs Elysees, Osmo Vanska, che dirigerà l'orchestra di Minneapolis, hanno applicato il rigore filologico alle interpretazioni del repertorio classico e contemporaneo, ridando nuova vita a capolavori troppo conosciuti. Riccardo Muti e Valery Gergiev hanno saputo preservare e rinnovare le tradizioni meravigliose della Scala e del Kirov. Tutti questi direttori hanno saputo rischiare non in nome di del successo commerciale, ma spinti dalla loro visionarietà artistica.
Financial Times 2.1.2002

Educazione musicale e musica accattivante le chiavi del successo per il presidente della Florida Orchestra
David Fischer è il presidente del consiglio di amministrazione della Florida Orchestra. L'orchestra versa in un cronico stato di difficoltà economiche, che si manifestano in una mancanza di disponibilità di cassa tale da mettere in forse il pagamento degli stipendi.
Per fare fronte alla situazione, Fischer intende rafforzare i programmi educativi, con l'intenzione di creare il pubblico avvicinando gli studenti alla musica classica, e scegliere oculatamente la musica proposta nei concerti. 
In particolare la sua idea è di offrire programmi che si adeguino ai gusti musicali del pubblico. "Uscendo dal concerto, il pubblico dovrebbe fischiettare la musica che ha appena sentito" dice.
Ma questo non vuole dire che il presidente svolge il ruolo del direttore artistico? "Dobbiamo avere più voce in capitolo" ribatte Fischer, che aggiunge: "Se il 10% del pubblico vuole un repertorio più difficile, non possiamo lavorare solo per lui, anche se vogliamo soddisfarlo. Dobbiamo ancora lavorare su questo punto."
Andante 9.12.2001

237 i concerti tenuti della San Francisco Symphony l'anno scorso
Quasi 600.000 spettatori per i concerti; 57.000 gli studenti che hanno partecipato alle attività didattiche; un bilancio di 48,7 milioni di dollari (100 miliardi di lire circa); risanato un deficit di 597.000 dollari (1,2 miliardi di lire). Questi i numeri che descrivono i risultati del passato anno fiscale, ottenuti dopo14 anni di gestione dell'orchestra da parte di Nancy Bechtle, che ha ora deciso di passare la mano a John D. Goldman, presidente della Goldman Insurance Services e membro di una delle più filantropiche famiglie di San Francisco.
San Francisco Gate 5.12.2001

Qual'è il senso di una orchestra sinfonica nell'America multiculturale del 21esimo secolo?
Dopo la festa degli anni '90 che ha nascosto le debolezze strutturali di alcune  organizzazioni orchestrali, le difficoltà di bilancio che attualmente vivono molte tra esse spingono a valutare il senso di una istituzione ottocentesca che interpreta essenzialmente musica europea nella realtà multiculturale dell'America contemporanea. Questo va cercato nel rapporto con la comunità locale. Un esempio positivo è la Boston Symphony Orchestra. Essa è titolare di tre marchi: BSO ovviamente, Boston Pops, e Tanglewood, la residenza estiva dell'orchestra nel Massachusetts. Ciascuno rappresenta una linea di prodotto con un proprio pubblico, un particolare legame con la comunità locale e, di conseguenza, una propria linea di finanziamento.
Christian Science Monitor 29.11.2001

L'opera: un costoso divertimento che vale la pena di sostenere
L'English National Opera costa 26,3 milioni di sterline all'anno (80 miliardi di lire); la Royal Opera House 51,2 (154 miliardi); la Welsh National Opera 13,6 (41 miliardi). L'Arts council of England finanzia l'opera con 38,3 milioni di sterline (115 miliardi di lire). Circa il 6% della popolazione inglese ha preso parte ad uno spettacolo d'opera. Gli spettatori del teatro sono stati il triplo e quelli del cinema nove volte tanto. E i biglietti sono costosi? Se siete disposti a vedere poco o a stare in piedi, potete entrare per 3 sterline (9 mila lire), meno che al cinema. Ma se desiderate stare comodi e vedere, potete arrivare a spendere fino a 155 sterline (465.000 lire). I teatri d'opera sono dunque degli spendaccioni che producono per una elite? Non è detto: l'opera è una forma artistica la cui produzione è molto costosa, ma il cui valore culturale e sociale è riconosciuto da un  pubblico numericamente in crescita e che, quindi, vale la pena sostenere.
The Guardian 29.11.2001

4 milioni di dollari dal governo per salvare la Toronto Symphony Orchestra
Ormai vicina alla bancarotta e gravata da un debito di 7 milioni di dollari, la Toronto Symphony Orchestra riceverà 4 milioni di dollari canadesi (5,6 miliardi di lire) dal governo federale e da quello dell'Ontario. Questa cifra le permetterà di evitare il peggio, ma un severo piano di risanamento sarà comunque necessario.
The Star 28.11.2001

La London Symphony Orchestra diventa una brand
Già in possesso di una propria etichetta discografica che pubblica le registrazioni dei suoi concerti dal vivo, la London Symphony Orchestra ha deciso di vendere il proprio marchio ad una azienda giapponese che produrrà valige con griffate LSO, e alla British airways, che lancerà suoi propri voli di lunga percorrenza The LSO Classic Performance, un canale di musica classica con un audience potenziale di 1 milione di passeggeri. Infine, il sistema di telecamere del rinnovato auditorium al Barbican Centre di Londra consentirà la trasmissione video dei concerti anche attraverso i canali televisivi digitali e Internet.
Andante 22.11.2001

Le difficoltà nel settore dello spettacolo dal vivo negli USA saranno più evidenti sul medio periodo
Secondo una ricerca condotta su un campione di 885 organizzazioni artistiche, mentre i musei hanno sofferto immediatamente del calo dei visitatori dopo l'attentato dell'11 settembre, lo spettacolo dal vivo, soprattutto i teatri d'opera e le orchestre che vendono una parte significativa dei loro biglietti sotto forma di abbonamenti, risentirà della crisi sul medio periodo.
Andante 21.11.2001

Un crescendo di disastri per le orchestre
"Nessun'altra industria è stata tanto resistente all'innovazione. Le orchestre suonano sempre lo stesso menu, nello stesso momento, negli stessi luoghi, per lo stesso periodo di tempo e indossando la stessa uniforme da cameriere che usavano ai tempi in cui  Roosevelt era presidente. Gli esperimenti sono messi fuori gioco da regole arcaiche. La cultura delle orchestre è dominata da compromesso e paura. Manager e direttori isolati hanno cercato di introdurre novità, ma i loro sforzi si sono scontrati contro un muro di indifferenza dei musicisti. Se un cambiamento deve venire, deve sorgere dal basso. Ma non ci sono segnali che i musicisti abbiano preso nota dei segnali di avviso dell'inverno in arrivo."
Telegraph 7.11.2001

Diminuzione del sostegno pubblico e patrimonio inconsistente alla base della crisi finanziaria delle orchestre
Nonostante la American Symphony Orchestra League abbia segnalato un aumento di spettatori del 18% negli ultimi dieci anni, le orchestre sinfoniche versano in grave stato di crisi per l'impossibilità di fare fronte alle difficoltà economiche - dovute anche a motivi contingenti come le conseguenze negative sul pubblico dell'attacco dell'11 settembre - a causa del diminuito sostegno pubblico e del risicato patrimonio sul quale le fondazioni possono contare. Ad esempio, mentre il patrimonio della Toronto Symphony Orchestra è di 22 milioni di dollari canadesi (30 miliardi di lire), quello della Chicago Symphony Orchestra è di 168 milioni di dollari USA (336 miliardi). Non stupisce quindi che mentre la prima sia alla bancarotta, la seconda possa facilmente assorbire il calo di pubblico del 20% avvenuto dopo l'attacco al WTC
Toronto Star 3.11.2001

Forse da Ottawa la salvezza per Toronto
Il governo federale aveva donato 5 milioni di dollari alla Toronto Symphony Orchestra. La salvezza dell'orchestra potrebbe venire da questo fondo se il governo acconsentisse a che sia utilizzato per coprire le spese correnti e a ripianare il debito.
Toronto Star 30.10.2001

La Toronto Symphony Foundation dice no
Douglas Derry, presidente dela Toronto Symphony Foundation, ha risposto picche alla richiesta della Toronto Symphony Orchestra di un assegno di 10 milioni di dollari per coprire i debiti. I soldi sarebbero dovuti provenire dal patrimonio della fondazione che ammonta a 21 milioni di dollari. Derry ha precisato di non avere  il potere di effettuare tale operazione.
CBC News 29.10.2001

La crisi delle orchestre sinfoniche negli USA tra conservatorismo e innovazione
I segni premonitori sono evidenti da anni: audience in calo e sempre più composto da persone anziane, posti vuoti, deficit crescenti. Non sembra che le orchestra abbiano compreso il cambiamento culturale in atto e che abbiano saputo reagirvi. I manager delle orchestre interpretano le difficoltà attuali come una conseguenza della crisi dopo l'11 settembre e non come un cambiamento epocale in atto da anni che coinvolge tutto il mondo della musica classica - dal vivo e registrata - e richiede una nuova  visione strategica. Un esempio: tre generazioni di giovani sono state perse perché l'educazione musicale nella scuola è stata drasticamente tagliata. Oppure: mentre gli abbonati in passato acquistavano una media di 24 concerti, ora ne acquistano solo 6. Quindi, per mantenere inalterato il numero di presenze, occorre abbonare quattro spettatori nuovi in sostituzione di ogni abbonato vecchio che se ne va.
Chicago Tribune 28.10.2001

James Levine dirigerà la Boston Symphony Orchestra dal 2004
Dopo essere stato per lungo tempo direttore della Metropolitan Opera di New York, James Levine prenderà il posto ora occupato da Seiji Ozawa.
The New York Times 27.10.2001 (*)

CBC Radio Orchestra: orgoglio, flessibilità, pochi concerti dal vivo e paghe basse
Il modello di business della CBC Radio Orchestra si basa su tre fattori. I musicisti non hanno contratto: esiste un gentleperson's agreement con i professori che consente alla  CBC di avere la loro prestazione secondo la necessità, di volta in volta, a una paga inferiore agli standard medi. L'orchestra non è una istituzione e non ha consiglio di amministrazione, ma è gestita direttamente dai produttori CBC. L'orchestra esegue pochissimi concerti dal vivo: 3 all'anno al Chan Centre for the Performing Arts di Vancouver, partecipa a circa 6 coproduzioni ma ha 9 sessioni annuali di registrazione. Il budget annuale dell'orchestra è di 500.000 dollari, ben al di sotto dei bilanci milionari di quelle istituzionali. Nonostante l'elevato turnover, l'orchestra mantiene un numero significativo di star stabilmente in organico, orgogliose di partecipare ad un ensemble simbolo della cultura canadese e particolarmente dedito all'esecuzione della musica nazionale.
Globe and mail 27.10.2001

Piano di salvataggio per la Toronto Symphony Orchestra
La strategia proposta dal consiglio di amministrazione e dai musicisti alla Toronto Symphony Foundation è di destinare 10 milioni di dollari del suo patrimonio - ammontante a 22 milioni di dollari - alla copertura del deficit dell'orchestra - pari a 7 milioni di dollari - e al finanziamento del piano di rilancio. Contemporaneamente, i professori d'orchestra hanno accettato una riduzione dello stipendio del 15% e hanno rinunciato agli aumento che avevano ottenuto per il prossimo anno dopo uno sciopero molto duro, e la stagione 2002-2003 sarà accorciata da 46 a 40 settimane. Negli ultimi anni, il numero di abbonati all'orchestra è caduto da un massimo di 45.000 e meno di 30.000.
Toronto Star 26.10.2001

200 mila dollari per il marketing dell'Orchestre Symphonique de Montréal
La somma (in dollari canadesi, pari a circa 280 milioni di lire), finanziata dal governo della provincia del Quebec, servirà per comunicare l'orchestra al di fuori della provincia. Il finanziamento pubblico annuale all'orchestra ammonta a 6 milioni di dollari (8,4 miliardi di lire).
CBC.ca 26.10.2001

St. Louis Symphony, Toronto Symphony e Chicago Symphony sull'orlo della bancarotta
Tempi duri per le orchestre. Tra le cause, la diminuzione delle vendite di biglietti e il crollo delle rendite finanziarie, con conseguente drastico taglio dei proventi dagli interessi maturati dai patrimoni di loro proprietà.
The New York Times 25.10.2001 (*)

La Toronto Symphony Orchestra sull'orlo del baratro
Domani i musicisti, il consiglio di amministrazione e quello che è rimasto del management cercheranno di trovare un accordo che deciderà il destino della Toronto Symphony Orchestra. Le crisi delle orchestre canadesi sono diventate una routine dopo gli anni '80, quando i governi federale e provinciali hanno deciso di tagliare i loro  finanziamenti. Questo ha messo nei guai le orchestre: abituate ad un sistema pubblico di finanziamento all'europea, esse non avevano le generose fonti di finanziamento private costruite in decenni dal sistema statunitense. Da allora, assistere al tracollo delle orchestre è diventato uno sport nazionale: Symphony Nova Scotia, Winnipeg Symphony, Vancouver Symphony e le orchestre di London, Thunder Bay e Hamilton nell'Ontario sono state vicino alla bancarotta. L'unica che non ha subito conseguenze da questa situazione è l'Orchestre Symphonique de Montréal che ha sempre potuto contare sul generosissimo supporto del governo provinciale del Quebec.
Andante 25.10.2001

Poca musica nazionale: Zukerman contestato in Canada
Il direttore della National Arts Centre Orchestra di Ottawa, Pinchas Zukerman è stato accusato di scarsa attenzione verso la musica canadese: nel programma dell'anno scorso, su 57 pezzi messi in repertorio solo 2 erano di autori nazionali. Questo ha fatto passare in secondo piano il successo di pubblico e la conseguente la buona salute finanziaria di cui gode l'orchestra di Ottawa, mentre quelle di Montreal, Winnipeg, Calgary, Saint John e Vancouver sono in difficoltà e quella di Toronto è vicina alla bancarotta.
The Globe and Mail 24.10.2001

La Toronto Symphony Foundation salva la TSO
Con un finanziamento di 750mila dollari (1,5 miliardi di lire) la Toronto Symphony Foundation ha salvato la Toronto Symphony Orchestra dalla bancarotta.
Andante 15.10.2001

Toronto Symphony Orchestra in crisi finanziaria
A causa della crescente competizione sul mercato dell'intrattenimento, le entrate dell'orchestra sono diminuite. Per sopravvivere l'orchestra ha necessità di assicurarsi entro il 30 novembre una linea di credito aggiuntiva di 1 milione di dollari canadesi (1,3 miliardi di lire). 
Andante 26.9.2001

 

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