Musica classica al bivio

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Chi fa da sé fa per tre e batte anche i giganti
Nel momento in cui le maggiori etichette discografiche mondiali si stanno ritirando dal sempre più ristretto e meno redditizio mercato della musica classica, la London Symphony Orchestra - LSO - sta dimostrando che è possibile commercializzare nuove produzioni con successo.
La sua etichetta, LSO Live, ha prodotto nel 2001 l'opera Les Troyens di Hector Berlioz sotto la direzione di Colin Davis. L'album è stato un successo di vendite e ha guadagnato tre nomination ai Grammy Awards: per il miglior album, la migliore opera e la migliore produzione tecnica.
Quello che la LSO sta facendo attraverso la sua etichetta è ben di più di quanto orchestre come la Chicago Symphony e la New York Philharmonic hanno fatto. Mentre queste ultime due si sono limitate a mettere sul mercato dei cofanetti con le loro registrazioni storiche, la LSO è scesa in campo confrontandosi testa a testa con le grandi etichette di classica. E sta vincendo.
Colin Davis, 74 anni, direttore della LSO dal 1994, è molto severo nei confronti delle grandi etichette che a suo parere hanno inflazionato il mercato con una overdose di produzioni, sfruttando al massimo esecutori e repertorio per aumentare i profitti.
"Da quando le grandi major hanno diminuito i loro investimenti nella musica classica lo standard delle orchestre è cresciuto" dice Davis con evidente soddisfazione.
La LSO ha dovuto mettere in campo un efficace sistema di gestione degli aspetti tecnici e commerciali e, non ultimo, trovare un accordo con i musicisti. Ora essi, orchestrali e solisti ospiti, sono pagati a percentuale sulla base delle vendite dei CD.
Gli obiettivi di LSO Live sono di vendere tra 10.000 e 60.000 copie entro i primi 9 mesi. Nel caso di Les Troyens secondo fonti indipendenti sono state vendute ben più di 30.000 copie. I limitati costi di produzione hanno consentito di contenere il suo prezzo in 30 dollari (34 euro) per un set di 4 CD, contro le 65 dollari (74 euro) di una registrazione in studio.
Al momento diverse grandi orchestre USA non hanno contratti discografici: la Chicago Symphony e il suo direttore Daniel Barenboim non hanno più il contratto con la Teldec; lo stesso per Philadelphia Symphony, Cleveland Symphony, New York Philharmonic.
Los Angeles Times 24.2.2002

Il sito web di LSO Live

 

Grandi interpreti e musica contemporanea nei piani di rilancio di Warner Classic
Matthew Cosgrove, capo della divisione musica classica della multinazionale dell'intrattenimento Warner Bros., ha assicurato che la cura da cavallo somministrata alla azienda - cha ha portato ad una diminuzione del 90% delle spese per stipendi - non annichilirà la sua attività di produzione discografica.
Cosgrove ha confermato che continuano ad essere sotto contratto con Warner Classic i direttori Nikolaus Harnoncourt, Daniel Barenboim, Sakari Oramo e William Christie, oltre ad una schiera di interpreti solisti.
Quanto al repertorio, egli ha anche annunciato per il futuro una sempre maggiore presenza in catalogo della musica del 20esimo secolo.
Andante 6.2.2002

Timidi segni di ripresa nella vendita degli album di classica
La fine dell'anno ha portato qualche segno positivo per il mercato della musica classica, con una promettente performance di vendita del formato DVD.
Tuttavia la tendenza rimane negativa: negli ultimi 3 anni, la classica ha perso il 20% delle vendite e ora conta per l'1,8% del mercato discografico. Per un paragone, il jazz è al 2,5%, il rock al 25%.
Andante 15.1.2002

La Folle Journée Haydn-Mozart a Nantes: 45.000 biglietti venduti in 2 giorni
Crisi della musica classica? Dipende. A Nantes a fine gennaio è organizzato presso la Cité des congrès il festival La Folle Journée Haydn-Mozart. I biglietti messi in vendita a partire da sabato scorso sono andati a ruba: 87 dei 167 concerti previsti sono subito andati esauriti. Nel giro di 2 giorni sono stati venduti più della metà degli 85.000 posti disponibili.
La folle giornata è una iniziativa nata nel 1995 da una idea originale: onorare i due compositori austriaci offrendo agli appassionati in un lasso di tempo molto breve - due giorni in origine, tre a partire dall'edizione 2000 - un grande numero di concerti di durata limitata - generalmente non più di 45 minuti - ad un prezzo contenuto - da 5 a 19 euro. Il budget dell'iniziativa è di 1,980 milioni di euro.
Le Monde 6.1.2002

La musica classica di repertorio è un po' come la coperta di Linus
"Nell'ambito dello spettacolo dal vivo, la musica classica è la più legata al repertorio del passato. È essenziale perché essa abbia un futuro che nuovi lavori di compositori viventi siano incoraggiati ed eseguiti."
The New York Times 2.1.2002 (*)

Warner annuncia il ridimensionamento della divisione musica classica
Dal primo gennaio 2002 il settore musica classica della Warner Music si chiamerà Warner Classics e incorporerà tutte le attività di Warner Classics International. La ristrutturazione comporterà il licenziamento di 10 persone. La Warner asserisce che continuerà a produrre e commercializzare registrazioni di classica.
Andante 132.12.2001

Billy Joel e il tenore Russell Watson dominano le classifiche di vendita della classica
Strano a dirsi - ma forse non troppo - la hit parade della musica classica è dominata da un ex cantante pop e da un tenore le cui arie vengono diffuse negli stati e quindi sono più note ai tifosi del football che agli spettatori dell'opera. Un segno dell'imminente suicidio della discografia classica sotto la guida di manager dallo stipendio a sei zeri - in sterline, ovviamente?
Telegraph 5.12.2001

Il signore di mezza età è il target per espandere il mercato della musica classica
Finito di pagare la scuola dei figli e il mutuo per la casa, i quarantenni hanno soldi da spendere in generi voluttuari come biglietti per i concerti e dischi di musica classica. Accanto a loro, gli ultra sessantacinquenni non sono mai stati così in forma e disponibili a muoversi. Queste due categorie sono quelle dalle quali puntare per offrire musica classica. 
Se la percentuale di cd di classica venduti sul totale è in regresso, si deve tenere presente che si tratta di una fetta minore di una torta in crescita e con grandi potenzialità di allargarsi con l'ingresso nel mercato di nazioni come la Cina. Se le major possono aver perso interesse a produrre musica classica, produttori indipendenti prenderanno il loro posto e  i prodotti saranno distribuiti via Internet. Questa non è crisi di un mercato ma ristrutturazione industriale. 
Negli Stati uniti, confrontando le stagioni 1997-98 e 1999-2000 il fatturato del settore è cresciuto del 16.5% raggiungendo 1,27 miliardi di dollari (2.540 miliardi di lire), con n incremento delle spese del 9.8%. Le difficoltà delle orchestre canadesi dovute invece a brutali tagli dei finanziamenti pubblici e allo scarso potere dei comuni di usare le orchestre, anche attraverso incentivi fiscali, come veicolo promozionale di una rinnovata immagine della città.
La scena musicale 1.12.2001 

Il festival di musica contemporanea di Huddersfield apre ai giovani compositori e alla sperimentazione
Lo assicura Susanna Eastburn, direttrice dell'Huddersfield contemporary music festival, che giudica "questo periodo di particolare interesse. C'è un modo meno rigido di guardare al mondo della musica, meno distanza tra il pop sperimentale e una certa parte della musica classica. Tutto questo mi interessa e desidero che il festival sia in prima line nel testimoniare tutto ciò."
Guardian 23.11.2001

Leggi  dal sito ufficiale la presentazione al Festival di Susanna Eastburn e scorri il programma.

La musica che viene dal freddo
Prima è stata la volta dei direttori d'orchestra e dei cantanti finlandesi ad imporsi all'attenzione del pubblico della musica classica, ora sono i compositori provenienti dal paese nordico a farsi ascoltare. Ai direttori Esa-Pekka Salonen,  Osmo Vanska, Jukka-Pekka Saraste e Sakari Oramo, usciti dalla scuola di Jorma Panula, ai cantanti Martti Talvela, Matti Salminen, Karita Mattila, si è ora aggiunta una nuova generazione di compositori finlandesi riuniti nella società musicale
Korvat auki - Orecchie aperte - fondata nel 1977 dai compositori Magnus Lindberg, Kaija Saariaho e dallo stesso Salonen.
Telegraph 22.11.2001

Musica classica modello Tate
Il modello di presentazione e di comunicazione dell'arte messo in atto dalla Tate Modern deve essere fatto proprio dal mondo della musica classica, se questo vuole superare la crisi attuale e sviluppare un nuovo rapporto con il pubblico. Lo sostiene Roger Wright di BBC Radio 3, canale specializzato in musica classica.
Di fronte a orchestre che falliscono, a una ristretta lista di star che assicurano il tutto esaurito, a un nocciolo duro di appassionati composto da persone anziane, "è necessario un piano di azione che faccia proprio il messaggio di fiducia nelle possibilità di successo nella attuale situazione lanciato dalle arti visive" ha detto Wright, riferendosi in particolar modo ai criteri ispiratori per il progetto di ristrutturazione del complesso sulla sponda sud del Tamigi composto da Royal Festival Hall, Queen Elizabeth Hall e Purcell Room. 
In questo può essere utile comprendere il modo in cui la Tate si è reinventata dando la priorità ad un progetto guidato da una vision artistica.
Independent 22.11.2001

Visionari o avveduti?
Si tratta dei tre investitori francesi - Pierre Bergé, già presidente di Yves Saint Laurent e capo dell'Opéra Bastille, Jean-Francis Bretelle, venture capitalist, e Alain Coblence - che hanno investito 3 milioni di sterline (9 miliardi di lire) nel web site sulla musica classica Andante.com. Hanno visto giusto, nonostante la crisi della musica classica? Sembra di si, visto che la Vienna Philharmonic, la London Symphony e la Philadelphia Orchestra hanno firmato accordi per la fornitura di contenuti, apparentemente senza un ritorno economico. Sembra che La Scala, il Festival di Salisburgo e l'IRCAM di Parigi siano sul punto di fare altrettanto.
The Times 20.11.2001

Visita Andante.com.

BBC Radio 3 partner del London Jazz Festival: un segno di apertura al nuovo clima culturale
Il significato della trasmissione dal vivo a BBC Radio 3 di 20 ore di musica jazz, world music, reading di poesia è quello dell'irruzione nel tempio della cultura classica alta del nuovo artistico. Sebbene questa mossa possa sembrare la reazione di chi è sotto pressione per migliorare i dati di ascolto, tuttavia essa chiarisce la situazione reale nella quale si trovano i festival musicali e le istituzioni artistiche: i mutamenti tellurici nella definizione della cultura sono stati registrati nelle istituzioni culturali londinesi di tendenza, ma non, ad esempio, dal  Covent Garden o dalla Albert Hall. I curatori del Festival di Salisburgo o della Carnegie Hall  appartengono ad una scuola obsoleta ed ortodossa: quello che serve ora è una nuova generazione di curatori e di critici che sfidino piuttosto che conservare le tradizioni artistiche e culturali. Nel flusso dei cambiamenti culturali, la musica seria deve abbandonare la sicurezza della tradizione, alterare il suo contesto e sfidare i suoi criteri, oppure morirà.
Telegraph 31.10.2001

Crisi profonda per il mercato dei CD di classica
Dopo la sbornia degli anni passati stimolata dalla nascita del formato digitale, il mercato della musica classica è sceso dal 7% al 3%. Le 5 major del disco - Universal, EMI, BMG, Sony e Warner -  in questi anni hanno condotto una politica miope strette tra riduzione dei budget, aumento del costo delle registrazioni e ricerca di alti profitti: esse hanno messo sotto contratto star nascenti, per poi abbandonarle se non raggiungevano i risultati di vendita sperati. Ciò consentendo alle etichette indipendenti - il cui obiettivo è di stare a galla - di inondare il mercato con registrazioni di repertorio. Questo si è alla fine ritorto contro di loro. Al momento, i circa 60.000 titoli di classica in catalogo costituiscono un repertorio che nessun dettagliante può sostenere economicamente. Ad esempio, la catena di negozi americana Tower Records ha imposto lo stop negli acquisti di etichette indipendenti come Allegro, Qualiton e Harmonia Mundi U.S.A. Contemporaneamente la crescita dei servizi di vendita diretta tramite Internet e la possibilità di scaricare la musica tramite la rete minacciano di mettere definitivamente in ginocchio il settore del dettaglio.
The New York Times 21.10.2001 (*)

Crisi nera per la classica. Ma non per tutte le etichette
Le vendite di CD in calo del 5% non sono che il segnale di una crisi profonda del settore della musica classica. Warner, dopo aver comperato Erato e Teldec, le sta chiudendo. Molti suoi artisti sono senza contratto, incluso Daniel Barenboim e la Chicago Symphony Orchestra. Navigano a vista BMG e Sony Classical. Un altro segnale viene dalla nobile Deutsche Grammophon, proprietà di Vivendi, ora sotto la guida di Michael Lang, proveniente dalla Verve, etichetta specializzata in jazz.  Nel disastro, si salvano Harmonia Mundi and EMI, che hanno coltivato nuovi talenti. Per fronteggiare la crisi, EMI Classics ha messo sotto contratto il gruppo Planets, messo insieme badando più all'immagine che alla sostanza artistica. Interessante infine l'esperimento di Black Box, una etichetta orientata al web che ha puntato su servizi innovativi, la quale tuttavia ha dovuto fondersi con la Sanctuary per superare il difficile momento.
Telegraph 3.10.2001

Il sito dell'etichetta Black Box.

 

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